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Lufthansa, via libera degli azionisti al piano da 9 miliardi di euro

L’approvazione è arrivata dopo il cambio di rotta del primo azionista Thiele. Il ceo Spohr: «L’unica alternativa era l’insolvenza, ma tutti avrebbero perso»

di Mara Monti

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(REUTERS)

L’approvazione è arrivata dopo il cambio di rotta del primo azionista Thiele. Il ceo Spohr: «L’unica alternativa era l’insolvenza, ma tutti avrebbero perso»


4' di lettura

Un voto difficile quello sul piano di salvataggio da 9 miliardi di euro che gli azionisti di Lufthansa hanno approvato all’assemblea straordinaria con il 98% dei consensi dopo quasi sei ore di discussione. I risultato è stato incerto fino alla vigilia per la posizione contraria assunta dal primo azionista Heintz Hermann Thiele che con la sua quota del 15,5% avrebbe potuto bocciare il piano . Poi l’annuncio del suo appoggio all’Economic stabilization plan a poche ore dall’inizio dell’assise virtuale: «Meglio il salvataggio del fallimento» ha detto in una intervista alla Faz.

Manifestazione dei lavoratori Lufthansa a Francoforte

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Una considerazione che era chiara fin dall’inizio e che le parole del management in apertura dell’assemblea hanno confermato: «Non abbiamo più soldi. Viviamo delle risorse messe da parte in passato. Senza sostegno rischiamo l’insolvenza nei prossimi giorni» ha detto in apertura il presidente del consiglio di sorveglianza, Karl Ludwig Kley. Il presidente ha poi sottolineato che il piano serve solo a «guadagnare tempo» e non è comunque la «soluzione» della crisi perché Lufthansa «dovrà ristrutturarsi».

«Votate questo piano e torneremo un gruppo di successo»

Senza mai nominare l’azionista ribelle, se non confermando il suo appoggio al piano, il ceo Carsten Spohr ha ricordato che questo è il passaggio più difficile nella storia di Lufthansa dalla sua privatizzazione nel 1997. «Il nostro gruppo aveva avuto tre anni di risultati molto positivi, la crisi di Covid-19 e l’80% dei nostri aerei a terra hanno messo la compagnia in difficoltà. Se approverete questo piano saremo in grado di recuperare e di tornare ad essere una compagnia di successo», ha detto un accorato Spohr rivolgendosi agli azionisti.

Il primo passo è arrivato nella notte con l’accordo firmato con il sindacato degli assistenti di volo Ufo con cui vengono assicurati risparmi per 500 milioni di euro.Tra le misure, il congelamento degli stipendi, pre-pensionamenti e periodi di cassa integrazione per gli steward e le hostess.

In flotta 80 nuovi aerei entro il 2023

Un risultato sperato da Spohr per dimostrare agli azionisti che la strada è quella della ristrutturazione che porterà a un dimagrimento della compagnia in termini di network, dipendenti e di aerei, almeno 100 in meno alla fine dell’emergenza. Tuttavia tra il 2021 e 2023 entreranno in flotta 80 nuovi velivoli per sostituire quelli troppo inquinanti. La preferenza è per la famiglia degli A320 senza escludere aerei più piccoli come gli A220 (ex Bombardier).

Le eccedenze stimate pari a 26mila posti di lavoro

Il ceo nel suo intervento ha ringraziato i dipendenti e i sindacati per lo sforzo che insieme a tutti gli stakeholders sono chiamati a sostenere impegnandosi a garantire che il maggior numero dei 138 mila lavoratori «rimarrà a bordo»: con 100 aerei in meno ci saranno eccedenze stimate in 26 mila posti di lavoro in tutto il gruppo, ha confermato Spohr, di cui 5mila solo per la compagnia Lufthansa.

Commissione Europea approva il piano

A sostegno del gruppo, a poche ore dall’inizio dell’assemblea, è arrivata anche l’approvazione da parte della Commissione europea al piano tedesco con il quale lo Stato, attraverso l’Economic stabilisation plan, contribuisce con 6 miliardi di euro alla ricapitalizzazione della Deutsche Lufthansa (Dlh), società madre di Lufthansa Group. Una ricapitalizzazione parte del più ampio pacchetto di sostegno che include una garanzia pubblica su 3 miliardi di prestiti che la Germania prevede di concedere a Dlh come aiuto singolo.

Il contributo di 6 miliardi e la garanzia di 3 miliardi sul prestito «è un sostanziale contributo che aiuterà Lufthansa a fronteggiare la crisi che ha colpito il settore aereo in misura particolarmente dura, ma tale aiuto viene fornito con misure che garantiscono che lo Stato sia sufficientemente remunerato e per limitare le distorsioni della concorrenza». A cominciare dalla cessione di una settantina di slot negli hub di Francoforte e di Monaco per garantire la concorrenza.

In Borsa il titolo Lufthansa, fuori dall’indice Dax da questa settimana, è volato arrivando a guadagnare fino al 21 % a 10,44 euro con una capitalizzazione di Borsa di 4,7 miliardi di euro.

L’unica soluzione il piano di salvataggio pubblico

Durante le oltre 6 ore dell’assemblea, rispondendo alla valanga di domande degli azionisti, investitori istituzionali, asset management, piccoli risparmiatori, molte delle quali fortemente critiche nei confronti del piano (perché non si è ricorso al mercato, perchè non si è data la possibilità a tutti gli azionisti di partecipare al deal considerato da qualcuno un “esproprio” dal momento che la loro quota verrà diluita con l’aumento di capitale a favore dello Stato), la risposta del ceo e del responsabile legale, Michael Niggeman è stata unanime: «Abbiamo cercato altre soluzioni anche di mercato, ma date le condizioni attuali non è stato possibile accedervi e l’unica soluzione subito disponibile era il piano del governo. L’alternativa sarebbe stata l’insolvenza con una perdita per tutti, azionisti e dipendenti. Una ipotesi che abbiamo scongiurato con tutte le nostre forze».

Il management ha garantito che il prestito statale sarà ripagato entro il 2023 «perché ha un costo»: secondo il piano, nel primo anno, il tasso è stato fissato al 4% per salire fino al 9% nei nove anni successivi. Livelli al di sotto di quelli di mercato considerando che Lufthansa ora ha un rating pari a junk bond. Oltre alla quota pubblica del 20% con un aumento di caitale al prezzo per azioni di 2,56 euro contro il 10,44 euro del titolo in Borsa, il programma di salvataggio prevede 5,7 miliardi di euro di partecipazione silenziosa che il governo potrebbe utilizzare nel caso di Opa ostile portando la sua quota al 25% più un’azione. Altri 3 miliardi sono crediti garantiti da KFW. Il piano prevede anche una riduzione dei bonuses e della remunerazione del management del gruppo pari al 20% fino a settembre e l’azzeramento del dividendo durante la durata del piano.

Rimborsi per i voli cancellati 2 miliardi di euro

«Con il piano avremo liquidità sufficiente per la nostra operatività», ha detto Niggemann, compreso il rimborso dei biglietti per i voli cancellati a causa della pandemia:fino a giugno è stato restituito un miliardo di euro e un ammontare equivalente verrà rimborsato nelle prossime 6-8 settimane. La ripresa sarà lenta «ma potrebbe arrivare già nel 2022» e le prime indicazioni sulle prenotazioni sono incoraggianti, senza escludere che potrebbe scoppiare una seconda ondata del virus.

Superato lo scoglio degli azionisti, ora la battaglia si sposta sulla concorrenza con Ryanair che ha annunciato di volere impugnare dinanzi alla giustizia europea il via libera da Bruxelles al piano di salvataggio di 9 miliardi di euro del gruppo Lufthansa da parte del governo tedesco, ritenendo che il provvedimento ha effetti distorsivi della concorrenza.

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