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Luigi Camarilla tra echi d’Omero e relitti di migranti

In occasione dell'Infiorata di Genzano di Roma che ha per tema “La nostra Madre Terra” la mostra dello scultore siciliano è a Palazzo Sforza Cesarini

di Stefano Biolchini

2' di lettura

I legni delle vecchie barche rivivono e brillano di colori sgargianti. E in loro echi d’Omero e del mare delle civiltà. Sono occhi su un mondo lontano che oggi è ancor più periglioso per i disperati che vi si avventurano in cerca di una salvezza agognata e lontana. In occasione dell'Infiorata di Genzano di Roma che per la 244° edizione ha scelto per tema “La nostra Madre Terra” lo scultore siciliano Luigi Camarilla espone le sue sculture densamente metafisiche.
Cronistoria di una ricerca espressiva che intreccia pittura scultura e scrittura, nelle sale del cinquecentesco Palazzo Sforza Cesarini, la mostra scandisce i temi di Spiritualità, Mito e Tempo Presente esplorati dall'artista dal 1996 al 2022.

I pescatori siciliani e i migranti

Interamente realizzate con i legni sgargianti delle vecchie barche dei pescatori siciliani e dei migranti, materia prediletta che mette in luce lo spirito antropologico di un lavoro teso tra sentimento delle origini e impegno civile, le opere e installazioni ci parlano di tradizione iconografica della devozione popolare, di echi degli antichi personaggi omerici, di migrazioni dei popoli che impongono il dialogo tra le culture.

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Luigi Camarilla, echi d’Omero all’Infiorata di Genzano

Luigi Camarilla, echi d’Omero all’Infiorata di Genzano

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La mostra si apre già all'esterno di Palazzo Sforza Cesarini con la grande scultura Homo Mediterraneus che ha per basamento un grande piano circolare di sale che rimanda al valore di un'archetipa saggezza. Al centro c'è il protagonista: l'Homo Mediterraneus del presente, impersonato da un grande timone antropomorfo che si erge dal sale, mare prosciugato.

All'interno, sei sale ospitano tre diverse sezioni per un totale di 65 opere. Si comincia in quelle dal colore blu-notte, con 32 Altari Messaggeri, suggestive e sgargianti “espressioni di legno” che citano strutture votive mediterranee nelle quali è dipinta l'icona pop di una pala di ficodindia cuoriforme con tre frutti fiammanti che rimanda al Sacro Cuore, icona nella quale è inserita la scritta Per Passione Ricevuta. Segue una sala rossa con la collezione di ceramiche Ex Voto Contemporanei.

La sala azzurra è invece dedicata al Tempo Presente, la sezione in cui sono esposti progetti e modellini di installazioni che affrontano il tema della migrazione dei popoli , del dialogo tra le culture. La mostra si conclude nella grande sala blu-mare dedicata al Mito, con sei Personaggi dell'Odissea in forma di “sedute“ per ricordare la condizione di riposo in cui avveniva la trasmissione orale della tradizione.

“Mediterraneo: Madre Terra e Spirito di Mare”, Genzano di Roma, Palazzo Sforza Cesarini, fino al 28 Agosto


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