La maison perugina

Luisa Spagnoli nell’era digitale, vendite virtuali e home shopping

Il 26 febbraio la presentazione della collezione autunno-inverno 21-22. Con la frenata della pandemia l'e-commerce ha registrato una crescita costante. Nel futuro l'apertura all'Asia

di Chiara Beghelli

Nicoletta Spagnoli con le sarte della manifattura di Perugia, al 90% donne

3' di lettura

«La nuova collezione sarà ispirata a un ritorno all’autenticità, un valore che resterà anche dopo la fine della pandemia». Nicoletta Spagnoli sta curando gli ultimi dettagli dell’evento con cui il 26 febbraio, durante la settimana della moda di Milano, presenterà la collezione Luisa Spagnoli per l’autunno-inverno 21/22. Che «non sarà un evento in presenza», racconta da Perugia la presidente e amministratrice delegata dell’azienda fondata nel 1928 dalla bisnonna Luisa e che lei ha ereditato attraverso il nonno Mario e poi dal padre Lino nel 1986. «L’autenticità, la cura del cliente, l’attenzione al rapporto qualità prezzo e ai dettagli di ogni capo, la sua durabilità al di là delle singole stagioni, sono valori che stanno tornando e sui quali abbiamo sempre puntato – spiega – . Sono fiduciosa per il 2021 e il futuro. Dopo questo momento difficile le donne avranno ancora più voglia di sentirsi appagate, di indossare qualche cosa di particolare per sentirsi belle, e per farlo compreranno probabilmente “italiano”».

Gli imprenditori hanno l’obbligo di immaginare il futuro, per prepararsi al meglio a esso: certo, quest’ultimo anno è stato difficile anche per la moda, con i negozi chiusi e la propensione agli acquisti crollata. Il 2020 era iniziato bene per l’azienda umbra, dopo un 2019 chiuso a 130 milioni, in aumento del 20%. Ma nel bilancio che si chiuderà a marzo ci si aspetta stavolta un calo a doppia cifra, dato che accomuna le aziende del settore, come il fatto che è stato l’e-commerce a sostenere le vendite nei lunghi mesi di chiusura dei negozi. «L’e-commerce ha registrato una crescita costante e le nuove soluzioni di vendita a distanza si sono rivelate efficaci in un momento pieno di limitazioni - spiega l’imprenditrice -. Le vendite online hanno sicuramente trainato il fatturato sia in Italia, che resta il nostro mercato di riferimento con il 90% del fatturato e 150 negozi, sia all’estero. Abbiamo ideato soluzioni digitali per consentire un servizio personalizzato anche a distanza, con vendite virtuali e servizi di home shopping. Dallo scorso anno stiamo mettendo le basi per internalizzare l’e-commerce, un processo complesso a cui stiamo lavorando con estremo impegno».

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A curare questo settore è Nicola Barbarani, figlio di Nicoletta Spagnoli e quinta generazione della famiglia: «La nostra azienda ha vissuto diversi passaggi generazionali e non possiamo esimerci dal guardare sempre al futuro attraverso la nuova generazione - aggiunge -. Reperire nuove risorse fa parte del processo strategico, soprattutto nel management: abbiamo recentemente inserito figure nel retail e da settembre abbiamo una nuova manager per la direzione marketing».

Questa tensione verso il futuro convive con la costante attenzione alla tutela della propria storia, sempre strettamente legata all’Umbria: prima di investire nel 1928 nel filato d’angora, nucleo originario della manifattura di moda (che oggi propone anche accessori e un profumo), nel 1901 Luisa Spagnoli aveva fondato un’altra icona dell’industria della regione, la Perugina, nata come bottega artigianale nel centro storico del capoluogo. «La maglieria resta una parte fondamentale delle collezioni Luisa Spagnoli – spiega –. Ancora oggi è in parte grazie alle piccole realtà umbre a cui ci appoggiamo per la produzione e lavorazione della maglia che riusciamo a offrire un prodotto competitivo e riconosciuto in tutto il mondo. Le uniche concrete criticità dell’Umbria sono dovute forse alla logistica, resta una regione coperta relativamente male rispetto ad altre e questo la rende meno facilmente accessibile».

Tuttavia, ancora una volta, lo sviluppo del digitale riduce le distanze fisiche e aumenta le opportunità in un mondo sempre più connesso: «Per il 2021 mi aspetto un graduale ritorno alla normalità, grazie alla progressione del piano di vaccinazione e ai nuovi metodi di contenimento della pandemia, ma soprattutto una ulteriore crescita delle vendite online, che a oggi è stata costante». E proprio in nome di questa fiducia, l’espansione sarà anche fisica, soprattutto per arricchire la rete di 54 negozi Luisa Spagnoli all’estero: l’inaugurazione del nuovo negozio in Corea, investimento cruciale per la prossima apertura all’Asia, è solo rimandata e si continua puntare su Russia, Europa e Stati Uniti.

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