Economia e finanza

Luisa Spagnoli: «Tuteliamo l’indotto nella fase di ripresa»

Il marchio umbro accelera sui servizi online per le clienti all’estero

di Silvia Pieraccini

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Il marchio umbro accelera sui servizi online per le clienti all’estero


3' di lettura

Non rinuncia a presentare la collezione primavera-estate 2021 alla Milano fashion week, e lo farà giovedì in un luogo all’aperto che non solo riduce i rischi da Covid ma si adatta a valorizzare i capi pensati per una donna dinamica e cosmopolita. Luisa Spagnoli ha scelto il giardino della Casa degli Atellani, gioiello del Rinascimento amato dalla corte del Moro e degli Sforza, per mostrare gli abiti della nuova collezione indossati da una decina di modelle o sistemati su installazioni. «È una soluzione transitoria in attesa di tornare con slancio alle presentazioni fisiche», spiega Nicoletta Spagnoli, presidente e amministratore delegato della casa di moda fondata a Perugia dalla bisnonna Luisa nel 1928.

Il crollo dei consumi di moda e il blocco di mercati strategici causa Covid non spegne la fiducia dell’imprenditrice: «Penso che dalla primavera-estate 2021 ci sarà voglia di ripartire con più ottimismo». Qualche segnale di ripresa seppur tenue, aggiunge, si comincia già a vedere in Italia: più nelle città di provincia, dove la clientela è fidelizzata, che nei grandi centri frequentati dai turisti, ora in forte contrazione; più al Sud che al Nord. Con i suoi 150 negozi di proprietà in Italia, il marchio umbro è un buon termometro della propensione all’acquisto delle signore: «La casa di Luisa Spagnoli è la boutique – spiega Nicoletta Spagnoli – alla riapertura, subito dopo il lockdown, abbiamo avviato un servizio di personal stylist con prenotazione del camerino, per assistere le clienti e dedicare loro tempo e attenzione; ora gli appuntamenti sono diminuiti e le clienti sono tornate a frequentare i negozi, ma il servizio è rimasto attivo attraverso una piattaforma digitale per le clienti straniere, in particolare russe, che non possono spostarsi per le restrizioni Covid e in questo modo riescono a vedere i capi indossati». Per la rete distributiva estera invece l’azienda ha realizzato uno showroom virtuale che ha consentito di presentare la collezione estiva, anche se «in diversi Paesi abbiamo spedito anche il campionario fisico». Il punto è sempre lo stesso: la moda ha bisogno di essere toccata, «annusata», vista dal vivo.

Ora la scommessa è riconquistare il mercato post-Covid. Su questo fronte il prodotto dell’azienda umbra, secondo Nicoletta Spagnoli, potrebbe non essere penalizzato: «La capacità di spesa è diminuita – spiega l’imprenditrice - e c’è un ritorno alla moralizzazione degli acquisti: questo significa che i clienti tenderanno a comprare di meno ma a guardare di più alla qualità, ai dettagli, alla durabilità dei capi e al rapporto qualità/prezzo, tutti valori su cui noi abbiamo sempre puntato, fin dalla fondazione dell’azienda». Spagnoli si augura che la fase di difficoltà inneschi anche una maggior attenzione al made in Italy: «La storia insegna che dopo una crisi scatta la voglia di vivere: le donne avranno ancora voglia di sentirsi belle e vorrei che lo facessero comprando capi fatti in Italia. Dovremmo imparare a guardare di più al paese di produzione, in questa fase occorre valorizzare le aziende italiane, compreso l’indotto».

L’emergenza sanitaria ha interrotto una fase di espansione per Luisa Spagnoli. Il 2019 si è chiuso con un incremento di fatturato del 20%, arrivato a 130 milioni, e il 2020 era partito bene. «Abbiamo consegnato la collezione invernale prima del lockdown e questo ci ha in qualche modo salvato – spiega Nicoletta - anche se adesso bisognerà vedere come vanno le vendite nei nostri negozi, che pesano molto». La collezione autunno-inverno punta sulla contaminazioni di stili, dalle suggestioni anni ’80 ai dettagli della pittura fiamminga a quelli rinascimentali, e sul mix di elementi maschili e femminili. La maglieria, segno distintivo della casa di moda, è protagonista con golfini in lana d’angora e maxi-cardigan con intarsi e motivi in lurex da portare anche come miniabito. Focus sugli accessori, con gioielli, borse e, per la prima volta, gli stivali alti in pelle color tabacco, verde oliva e bordeaux e neri in camoscio.

La contrazione di fatturato stimata quest’anno da Luisa Spagnoli si aggira tra il 30 e il 40%. I progetti pre-Covid sono congelati, da quello diretto a potenziare l’estero (oggi pesa il 15%) riposizionando il brand sia nei multimarca che attraverso l’apertura di negozi diretti (al momento quelli all’estero sono sette) in Spagna, Belgio, Germania, Regno Unito, Francia. In Russia, dove attraverso partner sono aperti una ventina di negozi, Luisa Spagnoli vorrebbe penetrare con boutique dirette, così come vorrebbe sbarcare nei Paesi asiatici: per adesso l’apertura del negozio in Corea, programmata in questo mese di settembre, è stata rimandata a gennaio 2021.

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