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Luisaviaroma punta sulla moda sostenibile, nuova passione dell’e-commerce di lusso

Lo store fiorentino lancia Lvr Sustainability, unendo grandi e piccoli marchi che rispettano criteri di sosteniblità ambientale, sociale e culturale. E seguendo una tendenza sempre più condivisa anche online

di Chiara Beghelli


Luisaviaroma punta sulla moda sostenibile

3' di lettura

Commercio equo e solidale, vegan, biologico, eco-friendly, emancipazione femminile, artigianato di lusso, progetti speciali, recycling e upcycling: ci sono tutti gli aspetti della sostenibilità - ambientale, sociale e culturale - nel nuovo progetto Lvr Sustainability, lanciato il 14 novembre da Luisaviaroma. Così lo store fiorentino, nato come negozio fisico ma cresciuto soprattutto nella sua dimensione di vetrina digitale e che nel 2019 ha celebrato i suoi 90 anni, dà il suo contributo a un impegno sempre più condiviso dall’industria della moda e del lusso.

Capsule e progetti speciali
Si tratta di una sezione speciale dell’e-boutique organizzata per proposte uomo, donna, bambino, bambina e casa, con un focus sul beauty (con 21 marchi) e una parte dedicata al racconto dei progetti nei quali i marchi selezionati sono impegnati, nei quali rientrano anche le capsule realizzate dai brand per Luisaviaroma, come quelle di Saldarini Cashmere Flakes o Marina Raphael.

Big e marchi di nicchia uniti da un’anima green
Non ci sono solo grandi nomi, come Stella McCartney o Patagonia, ma la nuova sezione offre anche un’interessante selezione di novità, che rivelano un intenso lavoro di scouting: fra queste c’è Khokho, brand di borse fatte dagli artigiani dell’Eswatini (noto anche come Swaziland), che vuole far conoscere alla comunità globale l’artigianato di lusso dell'Africa meridionale, oppure Gudrum & Gudrum, che produce maglie artigianali nelle isole Faroe; l’abbigliamento di Aéryne, marchio danese con sede a Parigi che devolve il 5% delle vendite alla Aéryne Academy, che finanzia l’istruzione delle giovani donne nella loro scuola partner di Mumbai, in India; la lingerie di Underprotection, marchio di Copenhagen che propone collezioni (e packaging) prodotte in fabbriche certificate con materiali sostenibili, come poliestere e lana riciclati, lyocell e cotone organico. Per i più piccoli, le creazioni di Oeuf, marchio lanciato da Michael Ryan e sua moglie Sophie Demenge dopo la nascita del primo figlio, con tessuti realizzati in Bolivia da una comunità di donne indigene.

Il lancio di Lvr Sustainability è accompagnato da quello di una serie di progetti speciali a sostegno di cause sociali: tra i primi, “ I was a Sari”, in collaborazione con Oxfam, la collezione interamente sostenibile realizzata a mano da donne di Mumbai, e la partnership esclusiva con Extreme E, la prima corsa automobilistica fuoristrada con SUV elettrici.

Una tendenza condivisa
L’impegno dello store della famiglia Panconesi (che nel 2018 ha fatturato 125 milioni di euro, per il 98% generati online) è in linea con una tendenza che proprio quest’anno ha accomunato molti dei protaginisti dell’e-commerce di moda e lusso: Net-a-porter, per esempio, lo scorso giugno ha lanciato il progetto Net Sustain, organizzando anche in questo caso marchi più o meno noti selezionati secondo cinque criteri di sostenibilità.

Net Sustain

MyTheresa non ha ancora una sezione ad hoc, ma il 15 ottobre ha messo in vendita una capsule di 11 pezzi eco-friendly realizzata con Stella McCartney nell’ambito del progetto MyTheresa Woman. Farfetch ha creato una partnership con Good On You, un’azienda indipendente che valuta il livello di sostenibilità dei brand nell’ambito delle aree benessere ambientale, sociale e animale, raccogliendo i marchi selezionati in una sezione Conscious. E ha puntato sulla sostenibilità investendo anche in un altro dei suoi moltepilici aspetti, vale a dire il commercio di second hand, con il lancio della sezione Vintage.

Gli ambiziosi obiettivi di Zalando
Da parte sua Zalando, anche se posizionato su un segmento diverso daille piattaforme precedenti, si è posto l’ambizioso obiettivo di diventare entro il 2020 il leader per la moda sostenibile in Europa: in questo senso, il 30 ottobre scorso ha comunicato il suo impegno per ridurre a zero le emissioni relative a operazioni, consegne e resi. Già quest’anno l’azienda tedesca è passata a oltre il 90% di energia rinnovabile in tutte le sedi, ed entro il 2023 ha l’obiettivo di utilizzare imballaggi in grado di ridurre al minimo gli sprechi e recuperare i materiali, eliminando in particolare l'utilizzo della plastica monouso, ma anche di estendere il ciclo di vita di 50 milioni di prodotti moda attraverso la piattaforma di rivendita Zalando Wardrobe.


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