Elicicoltura

Lumaca madonita, un business in crescita anche all’estero

di Nino Amadore

 Un momento della lavorazione della Lumaca madonita

3' di lettura

Un centinaio di nuovi allevamenti negli ultimi 12 mesi, tra aziende e privati in Italia e all’estero; accordi in vista per la realizzazione di grandi allevamenti in Georgia e in Marocco; uno stabilimento in Georgia in collaborazione con una grande azienda norvegese specializzata nella produzione e lavorazione del salmone, dove verrà lavorata la carne di lumaca per la preparazione di prodotti in conserva e congelati da distribuire in tutto il mondo. Si può riassumere in questi tre punti il piano di consolidamento e sviluppo di Lumaca Madonita, l’azienda fondata nel 2006 a Campofelice di Roccella, nel palermitano, da Davide Merlino, Michele e Giuseppe Sansone: è stato si può dire il felice incontro tra una famiglia di agricoltori come i Sansone e un esperto di marketing e di mercati come Merlino.

Oggi Lumaca Madonita, con i suoi 40.000 metri quadrati di terreno e circa 2 mila appezzamenti nati in collaborazione con altri allevatori italiani ed esteri, è il più grande allevamento a campo aperto d’ Italia e riesce a commercializzare circa 200.000 chilogrammi di lumache da gastronomia l'anno.

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«Dal 2011, anno in cui abbiamo dato il via all’attività di formazione, progettazione e consulenza ad oggi – dice Davide Merlino, responsabile commerciale dell’azienda – sono più di duemila gli allevamenti che abbiamo avviato e da circa il 90% di questi sono nate delle aziende in Italia. L’elicicoltura rappresenta però una possibilità appetibile anche all’estero: Serbia, Albania, Croazia, Grecia, Ghana, Nord Africa, Polonia, Bulgaria e Georgia. In Georgia, in particolare, stiamo lavorando con il ministero dell’Agricoltura per dare il via ad un progetto di consulenza e formazione per nuovi allevatori, a conferma dell’interesse sempre crescente nei confronti di questo mondo». Un settore veramente di nicchia quello dell'allevamento delle lumache ma che riesce a dare un fatturato medio annuo di mezzo milione di euro. Potenzialmente tra i clienti di questo tipo di aziende vi potrebbero essere anche le aziende di cosmetica ma, spiegano i due fondatori di Lumaca madonita, «Per la bava non ci sono grandi clienti del mondo cosmetico perché i colossi non usano i prodotti derivati da animali». È interessante invece il progetto che hanno avviato: «Stiamo collaborando con l’università di Bologna per la creazione di un film adesivo da utilizzare come cicatrizzante, come trattamento delle ustioni e della cellulite» spiegano.

A risultare vincente nel tempo è stato, infatti, il cosiddetto “metodo Madonita”, un sistema di allevamento giudicato versatile e adattabile a tutte le realtà climatiche e territoriali messo a punto da Merlino e dai fratelli Sansone. «Il nostro sistema di allevamento – spiegano i due fondatori - a differenza del vecchio metodo che si usava in Italia, riesce a portare introiti già dal primo anno di produzione perché il nostro ciclo di produzione necessità di soli 9 mesi, contro i 2-3 anni del vecchio sistema. Noi valutiamo il grado di umidità del terreno, la pendenza, l’esposizione al sole, la composizione chimica del terreno stesso, le dimensioni dell’appezzamento e il nostro modello è adattabile ad allevamenti molto piccoli che non superino i mille metri quadrati ad altri molto estesi fino a 50 mila metri quadrati. Spieghiamo come lavorare il terreno, come gestire l’allevamento. Questi elementi hanno fatto la differenza sul mercato, consentendoci di diventare una delle aziende italiane di punta del settore».

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