casa bianca

Luna, il discorso che Nixon avrebbe tenuto in caso di incidente dell’Apollo 11

dal nostro corrispondente Riccardo Barlaam


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Richard Nixon (Ansa)

2' di lettura

NEW YORK - “Da aprire solo in caso di disastro lunare”… Il giornalista scrittore James Mann ha ricordato sulle colonne del Washington Post un episodio legato alla conquista della Luna nel 50esimo anniversario dal successo della spedizione americana. I primi passi dell'uomo lasciati da Neil Armstrong e Buzz Aldrin sul suolo lunare. Le impronte ritrasmesse in bianco e nero dalle televisioni su tutto il pianeta Terra in quel 21 luglio del 1969.

Nessuno poteva essere sicuro del risultato della missione dell'Apollo 11. Troppe le variabili. Il timore che qualcosa potesse andare storto era stato previsto anche alla Casa Bianca. Pochi giorni prima della partenza degli astronauti il capo dello staff presidenziale chiese a William Safire, ghost writer e in seguito editorialista del New York Times, di scrivere un discorso memorabile che Richard Nixon avrebbe pronunciato alla nazione solo nel caso in cui gli astronauti non fossero riusciti per qualche motivo a tornare sulla Terra con la loro capsula spaziale. Se qualcosa fosse andato storto gli astronauti sarebbero stati condannati a morte per asfissia o forse per suicidio.

La busta “da aprire solo se”… e il testo di quella lettera sono stati ritrovati per caso trent'anni dopo, alla fine degli anni Novanta, negli archivi dell'amministrazione Nixon dallo stesso James Mann mentre cercava dei documenti sull'apertura degli Stati Uniti alla Cina con la storica visita del 1972 di Nixon per incontrare Zhou Enlai.

Nel discorso mai pronuciato sul disastro lunare, Safire aveva annotato una serie di istruzioni preliminari per il presidente Nixon, di cose da fare prima di pronunciare il discorso alla nazionale.

Il presidente avrebbe dovuto come prima cosa telefonare alle mogli degli astronauti definite con una freddezza sinistra “le future vedove”.

Secondo. A un certo punto, consigliava il ghost writer, avrebbero dovuto comunicare che “La Nasa ha interrotto le comunicazioni con gli astronauti”.

Terzo. All'annuncio sarebbe dovuta seguire una cerimonia funebre condotta da un sacerdote davanti alle telecamere, come quando succede una tragedia in mare. Il rito si sarebbe concluso con un planetario Padre nostro recitato dal religioso.

Solo a quel punto il presidente americano avrebbe preso la parola per un breve discorso. Parole che cinquant'anni dopo fanno ancora emozionare. L'incipit: “Il caso ha voluto che gli uomini che sono andati sulla Luna per esplorarla in pace ci resteranno sulla Luna e riposeranno lì in pace (…)”.

Il discorso continua per pochi minuti, una ventina di righe, fino alla chiusa. “Ogni essere umano che alzerà gli occhi verso la Luna nelle notti a venire saprà che lì, in un altro mondo, da qualche parte ci sarà per sempre l'umanità”.

Quelle parole scritte da Safire sono state definite come il più eloquente discorso di Nixon e uno dei più toccanti mai pronunciati da tutti i presidenti americani. Per fortuna non è mai servito ed è per sempre rimasto in un cassetto.

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