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Luna Rossa, a Cagliari il varo del prototipo per la sfida dell’America’s Cup

Questa “piccola” Luna Rossa, la lunghezza non supera i dodici metri, viene definita prototipo e avrà il ruolo di essere un “muletto” per effettuare tutti i test possibili in vista del progetto della seconda barca che sarà costruita in dimensioni reali

di Antonio Vettese

3' di lettura

È stata varata a Cagliari nella base vicino alla stazione marittima la prima Luna Rossa per la settima sfida di Patrizio Bertelli alla America’s Cup. Quella per l’edizione numero 37 che sarà a Barcellona nel settembre ottobre del 2024. Questa “piccola” Luna Rossa, la lunghezza non supera i dodici metri, viene definita prototipo e avrà il ruolo di essere un “muletto” per effettuare tutti i test possibili – che riguarderanno soprattutto le parti idrodinamiche, foil, timoni i sistemi di conduzione e anche marinai – in vista del progetto della seconda barca che sarà costruita in dimensioni reali.

Le prime impressioni

Già nella prima configurazione si è potuto vedere che la barca è asimmetrica, nel senso che a sinistra le pinne terminali del foil sono rettilinee come le aveva New Zealand, mentre a destra sono inclinate come le avevano gli altri team.

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Lo scafo è più corto, però è del tutto simile nella geometria alla sorella maggiore che vedremo in acqua tra più di un anno. Anche le velocità potranno essere vicine ai 50 nodi, poco meno di 100 chilometri all’ora. Ci navigano in 4 mentre sulla barca grande saranno 8, tre in meno che nella passata edizione. A far colpo è la colorazione, con il bianco, rosso e nero in una combinazione camouflage, quella che si usava nella guerra sul mare per ingannare i telemetri dei nemici che puntavano i cannoni.

Dice Max Sirena: «È una barca tutta sperimentale, sarà anche difficile condurla all'inizio e prevediamo di ribaltarci spesso. Ma è il costo dell'evoluzione».

Ai sindacati iscritti è consentito costruire solo due barche, una sotto i 12 metri e una a dimensione reale, oppure è consentito navigare con le vecchie con gli elementi, pinne albero vele timoni, già usati a Auckland. Questo serve a evitare che vengano effettuati esperimenti. Anche i giorni di navigazione disponibili sono limitati. Si tratta di limiti imposti nel tentativo di ridurre i costi finali che a Auckland hanno prodotto spese fino a 120 milioni di dollari Usa, ma che comunque molto difficilmente saranno meno di 100 milioni per sindacato. Si dice che la sola barca piccola con le sue tecnologie, non solo la costruzione dello scafo, costi almeno 8 milioni.

Il team

Patrizio Bertelli e la madrina Miuccia Prada – che ha rotto la bottiglia al primo colpo – nonostante l’ormai ventennale esperienza, erano visibilmente commossi. Il team è condotto da Max Sirena con il suo braccio destro Gillo Nobili con una organizzazione ormai collaudata che punta allo spirito di squadra. Gli uomini chiave sono il designer Horacio Carabelli, i timonieri al momento sono Francesco Checco Bruni e James Spithill che abbiamo visto ben affiatati. Ma arrivano anche due giovani talenti olimpici. Sono la medaglia d'oro di Tokio nel Nacra 17 Ruggero Tita, e il suo nemico nelle selezioni Vittorio Bissaro, che incroceranno la loro attività con l'aspirazione ad andare alle Olimpiadi di Parigi / Marsiglia. Il defender della America’s Cup 37 è Team New Zealand, mentre gli avversari nelle selezioni, che non saranno più Prada Cup ma di cui si è in attesa di uno sponsor, saranno Alinghi di Ernesto Bertarelli che torna dopo 15 anni, e poi American Magic del New York Yacht Club condotto da Terry Hutchinsons e il Challenger of Record Team Ineos del Royal Yacht Squadron condotto da Ben Ainslie.


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