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Lungarno Collection scommette sui turisti italiani

In attesa della riapertura dei voli internazionali il gruppo alberghiero inaugura la formula “Staycation” diffusa negli Usa, dove gli abitanti trascorrono un weekend nell'albergo della propria città o regione

di Silvia Pieraccini

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In attesa della riapertura dei voli internazionali il gruppo alberghiero inaugura la formula “Staycation” diffusa negli Usa, dove gli abitanti trascorrono un weekend nell'albergo della propria città o regione


2' di lettura

Si può tentare di ribaltare l'approccio cupo indotto dal Covid, che rischia di azzerare il turismo nelle città d'arte. E provare a immaginare una visita a Firenze senza folla e senza code per entrare a un museo, una passeggiata sul Ponte Vecchio ascoltando il rimbombo dei propri passi, un'escursione al Giardino di Boboli (riaperto giovedì 21 maggio) in compagnia delle “voci” della natura.

«Visitare Firenze oggi è un privilegio, che speriamo non possa mai più ripetersi: ma visto come stanno le cose, vogliamo far capire che è un privilegio», spiega Valeriano Antonioli, amministratore delegato di Lungarno Collection, il gruppo alberghiero della famiglia Ferragamo (quattro hotel d'alta gamma a Firenze e uno a Roma) che per primo ha deciso di riaprire un cinque stelle nel capoluogo toscano, il Portrait il 1 giugno, così come riaprirà il Portrait Roma il 29 maggio.

Il tentativo è cercare di attrarre gli italiani, clienti che fino all'anno scorso rappresentavano il 10% negli alberghi di lusso delle destinazioni culturali e che ora, causa blocco dei voli internazionali, sono il focus cui rivolgersi con offerte allettanti. Per questo Lungarno Collection inaugura la formula “Staycation”, diffusa nei grandi centri americani dove gli abitanti trascorrono un weekend coccolati nell'albergo della propria città o regione: a partire da 400 euro a notte si potrà prenotare una delle 37 suite (con angolo cottura) del Portrait Firenze o delle 14 suite del Portrait Roma, con piccola colazione e garage compresi.

Tra i servizi proposti ai clienti ci sono il parrucchiere e l'estetista in camera, dove si troveranno mascherine e gel igienizzante. All'ingresso dell'albergo sarà misurata la febbre con termoscanner; ci saranno diffusori di ozono e tutte le misure contenute nel manuale aziendale anti-Covid di 42 pagine. Lungarno Collection permette di prenotare sul proprio sistema anche tutti gli altri alberghi del gruppo (da 200 euro a notte) e vedrà strada facendo quali riaprire.

Perché avete deciso di riaprire anche se la domanda è debole? «Perché non possiamo aspettare che esista la domanda, dobbiamo provare a stimolarla - sostiene Antonioli -. Essere l'unico cinque stelle che riapre a Firenze potrebbe permetterci di raggiungere il break even. Non si può vivere a lungo in cassa integrazione, i paracadute del governo finiranno e noi dobbiamo cercare di far ripartire la nostra industria e di mantenere i dipendenti (più di 200 fissi e 400 in alta stagione, ndr)».

Antonioli è consapevole che «con questa operazione non ci arricchiremo, ma riusciremo a far ripartire la macchina; poi, dal 3 giugno, dovrebbe riprendere il traffico aereo europeo e la speranza è che arrivino anche turisti dall'Europa».

Le previsioni 20020 per Lungarno Collection sono difficili da fare, dopo un 2019 che ha segnato un altro record di occupazione (70% la media dell'anno) e di fatturato, 35 milioni. «E pensare che il 2020 era partito bene, fino a quando non è iniziato il calo del mercato asiatico» riflette l'amministratore delegato. Che ora ha due speranze: che altri alberghi d'alta gamma seguano l'esempio di riaprire a Firenze; e che la Regione Toscana aiuti il settore con una promozione ad hoc perché «le altre città turistiche del mondo si stanno muovendo e faranno di tutto per sopravvivere».

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