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Lunu introduce le donazioni in criptovalute nel mondo dell’arte

La startup di Berlino lancia il suo terminal di pagamento all'interno della nuova mostra di Ocean Space a Venezia, dando al pubblico la possibilità di donare a favore dei mari

di Silvia Anna Barrilà

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Territorial Agency: Oceans in Transformation, Ocean Space, Chiesa di San Lorenzo, 2020, una mostra commissionata da TBA21−Academy e coprodotta insieme a Luma Foundation. Fotografia di Enrico Fiorese.

La startup di Berlino lancia il suo terminal di pagamento all'interno della nuova mostra di Ocean Space a Venezia, dando al pubblico la possibilità di donare a favore dei mari


4' di lettura

All'ingresso della mostra “Territorial Agency: Oceans in Transformations”, inaugurata il 27 agosto all' Ocean Space di Venezia – lo spazio dedicato alla ricerca, alla tutela e all'educazione all'oceano mediante l'arte, fondato dalla collezionista Francesca Thyssen-Bornemisza attraverso la sua fondazione TBA21-Academy – c'è un totem dedicato alle donazioni in criptovalute. Nel mondo della beneficenza non è una novità: Save The Children, per esempio, accetta donazioni in criptovalute dal 2013, e sono numerose le piattaforme come AidCoin o Blockchain Philanthropy Foundation che permettono alle organizzazioni benefiche di ricevere liberalità in bitcoin o simili.

Criptovalute per l'arte

Nel mondo dell'arte, invece, non è un'opzione ancora così diffusa, ma potrebbe diventarlo. Ne è convinto Vadim Grigoryan, partner e chief marketing officer di Lunu , la startup di Berlino che ha scelto proprio il mondo dell'arte e, in particolare, la mostra a Venezia per presentare al pubblico per la prima volta il proprio terminal di pagamento in criptovalute. Per farlo ha donato all'iniziativa 15.000 euro in criptovalute. La novità proposta da Lunu sta nel fatto che, mentre il donatore versa criptovalute, l'organizzazione riceve euro. Ed è proprio questo ciò che Lunu aspira a fare anche nel mondo del retail: portare le criptovalute nella vita reale attraverso un sistema di pagamento semplice e immediato, con commissioni competitive (Lunu non richiede alcuna commissione al compratore, ma solo al venditore, pari all'1%).

Il funzionamento

“Ad oggi ci sono state poche opportunità per i proprietari di criptovalute di spendere o donare le valute che detengono - spiega Grigoryan, - e i sistemi coinvolti lo hanno reso molto difficile e costoso. Il nostro processo semplifica notevolmente questo processo. Il numero di titolari di Cryptowallet sta crescendo molto rapidamente: noi ci rivolgiamo a più di 60 milioni utenti, che già solo per il fatto di possedere criptovalute dimostrano di avere capitale da investire, di essere affini alla tecnologia, al rischio, prevalentemente giovani, a favore di un sistema trasparente e privo di confini, non sottomesso al sistema bancario tradizionale. Noi vogliamo dare loro la possibilità di disporre liberamente dei loro investimenti, e anche di avvicinarli al mondo della cultura e dell'arte”. Anche dal punto di vista del rivenditore ci sono vantaggi, secondo Grigoryan: “È un modo per raggiungere nuovi segmenti di pubblico, espandere i metodi di pagamento disponibili e migliorare il servizio offerto ai propri clienti. Anche in termini di immagine, la scelta di accettare criptovalute comunica al mondo che il marchio è innovativo, progressista e tecnologicamente avanzato”. Lunu ha già in programma un'altra collaborazione con l'artista francese Laurent Grasso , rappresentato dalle gallerie Perrotin e Sean Kelly , che realizzerà una serie di magliette acquistabili solo in criptovalute sul sito di Lunu.

Eventualmente può essere anche un modo per le gallerie per incrementare il loro mercato? “Perché no” risponde Grigoryan, che in passato è stato global marketing director of creativity and luxury presso Pernod Ricard e attualmente presta la sua consulenza ai brand sulle strategie nel lusso e nella cultura attraverso la società Spirit&Spirit. “Basta un Widget sul sito della galleria. Il compratore può essere invogliato dal fatto che non paga alcuna commissione per disinvestire, con un evidente risparmio”. Lunu non è né una banca, né un ufficio cambi. È un intermediario di transazioni finanziarie, un ponte all'interno del sistema che mette in relazione le criptovalute con il cambio tradizionale. Il sistema di Lunu, al momento della transazione, seleziona il tasso di cambio più vantaggioso per il cliente e trasferisce direttamente il controvalore in moneta ufficiale sul conto del rivenditore. La criptovaluta viene trasferita a chi fa operazioni di arbitraggio che se ne libera a sua discrezione. La responsabilità sia in materia di antiriciclaggio che di identificazione del cliente è del rivenditore.

Il futuro degli oceani

Berlino negli ultimi anni è stata la culla di diverse startup nel campo del FinTech, la tecnofinanza, tra cui una delle più note è la banca digitale N26 . Lunu si inquadra in questo contesto, cercando di portare un cambiamento nello status quo delle transazioni finanziarie. E per questo motivo ha scelto una mostra come quella dell'Ocean Space, che mira a scuotere le coscienze sulla sostenibilità degli oceani e, in particolare,suil futuro della laguna veneziana. L'approccio non è solamente artistico, ma anche scientifico, volto alla ricerca e al dialogo tra le discipline. Per questa occasione TBA21-Academy ha commissionato lo studio di architettura Territorial Agency , fondato dagli architetti John Palmesino e Ann-Sofi Rönnskog, una ricerca interdisciplinare durata tre anni, il cui frutto è la mostra di Venezia e un dossier di 200 pagine scaricabile dal sito di Ocean Space. Gli architetti hanno tracciato sette traiettorie geografiche che intrecciano processi ambientali ed economici in atto negli oceani, che ne minacciano l'esistenza. La conoscenza dello stato di salute degli oceani, infatti, è frammentata, mentre la mostra incoraggia nuove forme di collaborazione tra ambiti che immaginiamo separati. Venezia è sicuramente il luogo più adatto per la presa di coscienza dell'impatto delle attività umane sul sistema oceanico: sulla facciata della sede di Ocean Space – una chiesa sconsacrata in cui si dice fu seppellito Marco Polo e che conserva un raro esempio di altare bifacciale – è stata posta una linea luminosa orizzontale a 3,5 metri da terra: segna il livello a cui si troverà l'acqua della laguna alla fine del XXI secolo.

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