Scuola /1

Luoghi di qualità per stimolare emozioni e creatività nei ragazzi

di Mario Cucinella

4' di lettura

In Italia e nel resto d’Europa, già a partire dal secondo dopoguerra, si sviluppò un florido dibattito sul ruolo e sulle caratteristiche degli spazi educativi, con una serie di sperimentazioni virtuose realizzate sul territorio nazionale. Allora come oggi l’obiettivo rimane quello di valorizzare, anche e soprattutto attraverso la qualità dello spazio architettonico, il benessere e lo sviluppo degli utenti primari. Utilizzando e riattualizzando le parole scritte da Ciro Cicconelli nel 1952: «La progettazione di una scuola moderna deve nascere soprattutto dalla ricerca di uno spazio idoneo psicologicamente, oltreché funzionalmente, allo svolgersi dei problemi educativi. Bisogna cioé intuire, e quindi realizzare, degli spazi capaci di favorire le tendenze del fanciullo e rendere queste efficaci, bisogna realizzare degli spazi che accompagnino il bambino nella sua crescita biologica e psichica: è il bambino che deve stare al centro della ricerca di uno spazio scolastico del nostro tempo».

Proprio in questo periodo di forti restrizioni, in cui la scuola e l’educazione più di tutte hanno subìto le pressanti conseguenze legate alla pandemia, ci siamo resi conto della rilevanza di alcuni aspetti: delle connessioni fisiche e relazionali che si creano con la comunità, con la città e con l’ambiente in cui la scuola si inserisce, spazi-ambiente-città/comunità.

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Mettere tutti nelle condizioni di ricevere un’istruzione di qualità è una forma di cura nella nostra società: progettare e realizzare una scuola bella e di qualità per una comunità, significa dire alla comunità stessa che ce ne stiamo prendendo cura.

Oggi in Italia ci sono più di 40.749 plessi scolastici di proprietà di Enti locali o dello Stato, a cui si aggiungono 12.567 edifici di scuole non statali paritarie
(dati Miur, all’avvio anno scolastico 2019/2020).

La maggior parte degli edifici scolastici ha più di sessant’anni e molti sono stati costruiti prima dell’entrata in vigore delle normative energetiche o antisismiche. Basti pensare che, degli edifici che si trovano in area sismica 1 e 2 sull’intero territorio nazionale (ovvero il 41,4% del totale), solo poco più del 30% è stato adeguato o progettato secondo la normativa antisismica (Legambiente 2021, Ecosistema scuola). E la pandemia ha solo messo in evidenza questo problema a livello nazionale, esasperando l’inadeguatezza di moltissime strutture e accelerando la necessità di un intervento radicale: l’edilizia scolastica era già in sofferenza ben prima dell’avvento del Covid.

Dopo anni di costruzioni modeste è il momento di pensare all’importanza dell’architettura degli spazi educativi, dagli asili alle università. Luoghi dove si formano le donne e gli uomini di domani. Un domani in cui alle discipline di apprendimento classico si affiancheranno sempre di più temi ambientali e sociali, sul cambiamento climatico, sull’economia circolare, sulla sostenibilità. In fondo, una scuola è la rappresentazione della società e la scuola stessa è un’organizzazione sociale che vede i ragazzi protagonisti di una società in divenire. Per questo, la nuova scuola deve affrontare e preparare i giovani alle sfide future e, per fare ciò, l’architettura è e sarà un fattore determinante.

Quanto è importante l’architettura delle scuole? Cos’è un edificio scolastico e come sta cambiando? Quale sarà il suo ruolo nel quartiere, nella città e nel territorio?

La scuola è una destinazione primaria. Oggi le scuole assolvono a un ruolo formativo e didattico, molto spesso in spazi inadeguati. Si affacciano nuovi bisogni, un nuovo ruolo sociale e non solo formativo. C’è stata, inoltre, un’importante evoluzione nel rapporto insegnanti-allievi, da una scuola nozionistica a una esperienziale. L’obiettivo è quello di comprendere questo rapporto ed elaborare una serie di linee guida e riflessioni per guidare il cambiamento attraverso l’organizzazione dello spazio come espressione di questi bisogni, affrontando l’aspetto educativo attraverso l’architettura. Le scuole sono una rete d’intensità intelligente diffusa su tutto il territorio e, per questo, dovrebbero diventare veri e propri hub di comunità.

La comprensione dei fenomeni complessi della nostra società ha bisogno di luoghi per capire questa complessità: il rapporto tra arte e scienza, la sperimentazione scientifica e quella umanistica. Proviamo a immaginare questi spazi non più solo per ospitare un apprendimento alunno-insegnante, ma luoghi dove vivere quotidianamente l’esperienza della crescita personale e collettiva. Luoghi per costruire l’esperienza della vita.

Solo attraverso uno spazio ben progettato possiamo stimolare emozioni e creatività e, per questo, dobbiamo abbandonare lo schema standard della scuola rigida, che ancora ritroviamo in molte strutture, a favore di uno più flessibile capace di generare edifici scolastici belli sotto l’aspetto architettonico ed efficienti dal punto di vista energetico. Edifici che siano studiati a partire da un ripensamento delle funzioni che va di pari passo con l’evoluzione dei modelli pedagogici e di insegnamento. Quando una scuola è bella, sostenibile e ben distribuita, riesce a trasmettere ai suoi allievi valori come il rispetto per l’ambiente e il territorio.

Uno spazio ben progettato influenza il modo di apprendere e ce lo insegnano non solo le più innovative ricerche, ma soprattutto una tradizione pedagogica tutta italiana, dalla Montessori a don Milani fino a Loris Malaguzzi che definisce l’architettura come terzo educatore. Purtroppo, però, quando è stata progettata la maggior parte degli edifici scolastici l’attenzione è stata posta solo agli standard quantitativi che hanno generato edifici-scatola con aule prefabbricate da inserire in un catalogo di proposte ripetibili: spazi rigidi, tutti uguali, spesso con finiture di scarsa qualità, privi di quella qualità spaziale che influisce sul comfort degli utenti, sulle diverse modalità di apprendimento, e sul ruolo della scuola per la comunità educante.

Fortunatamente, l’architettura è tornata a sperimentare lavorando in modo multidisciplinare, proponendo nuovi spazi che si legano a nuovi concetti pedagogici in cui l’aula e l’edificio si prestano come ambienti innovativi per l’apprendimento dove poter ritrovare quegli spazi fondamento dell’istruzione. Se correttamente progettata, la scuola non solo si propone come potenziale volàno di rigenerazione urbana, ambientale e sociale, ma si presta anche a essere riconosciuta come luogo di riferimento sicuro, in grado di accogliere e rispondere alle esigenze contingenti della popolazione.

L’Architettura è una forma di cura, e la nostra società ha bisogno di spazi per stare insieme, ma che rispondano alle esigenze e alle emergenze del nostro tempo, i luoghi dell’educazione, della cura, dell’abitare, del lavoro, non possono essere solo degli standard da costruire, sono spazi di cui la nostra società ha bisogno e devono essere dei luoghi di qualità.

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