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Lurisia, Coca Cola mette in pista 10 milioni di investimenti in due anni

Il marchio italiano acquistato dalla multinazionale meno di un anno fa per 88 milioni anticipa le linee del piano di rilancio che sarà presentato a settembre

di Silvia Marzialetti

Coca Cola si compra Lurisia, le acque di Eataly

Il marchio italiano acquistato dalla multinazionale meno di un anno fa per 88 milioni anticipa le linee del piano di rilancio che sarà presentato a settembre


3' di lettura

Dieci milioni di euro di investimenti in due anni, per rilanciare lo stabilimento produttivo di Roccaforte Mondovì e aumentare la penetrazione nella grande distribuzione e nell'Horeca (hotel, ristoranti, bar e catering, ndr). Lurisia, storico marchio italiano di acque e bevande premium – acquistata da Coca Cola meno di un anno fa per 88 milioni – anticipa a Il Sole 24 Ore Radiocor alcuni asset del piano di rilancio che sarà presentato a settembre.

Archiviata la fase del lockdown, che ha determinato un crollo del cosiddetto fuori casa i dieci milioni di investimenti saranno utilizzati prioritariamente per migliorare gli standard produttivi della fabbrica piemontese.

«La qualità dell'acqua Lurisia è direttamente collegata al luogo in cui viene imbottigliata, lo stabilimento di Roccaforte Mondovì, in provincia di Cuneo», spiega il direttore generale dell'azienda, Petros Papageorgiou, nominato a febbraio scorso. Per le bevande gassate a marchio Lurisia, da sempre assegnate ad un partner esterno, si continuerà a far affidamento sulla struttura produttiva esistente «lavorando per valorizzarne ulteriormente il potenziale e di espandere la distribuzione a livello nazionale».

Da sempre ingredienti e materie prime rappresentano il punto di forza del prodotto. Fino all'acquisizione di Lurisia da parte di Coca Cola, la fornitura era garantita da presìdi Slow Food, poi la partnership si è interrotta.«Nonostante la rottura continuiamo ad utilizzare gli stessi ingredienti e materie prime di altissima qualità, da sempre presenti nei prodotti Lurisia: Arance del Gargano, Chinotto di Savona, Limoni di Amalfi», rassicura il manager greco. Che aggiunge: «Collaboriamo assiduamente con i produttori di materie prime a piani di approvvigionamento coordinati, che ci permettano di gestire al meglio le necessità produttive. Il nostro intento è preservare queste caratteristiche, che rappresentano un elemento distintivo e vincente sul mercato nel segmento delle bevande premium».

Le bavande gassate saranno il focus della Grande distribuzione. «In questo segmento – spiega Papageorgiou – oltre a consolidare i rapporti già esistenti con le grandi insegne, ne stiamo stabilendo di nuovi, affinché l'assortimento dei nostri prodotti disponibili a scaffale aumenti». Stessa strategia per il fuori casa, con l'obiettivo di allargare a una platea più ampia di bar e ristoranti le bevande nelle varianti Chinotto, Gazzosa, Aranciata, Aranciata Rossa, Aranciata Amara, Limonata e Tonica.

Star incontrastata dell'Horeca rimane l'acqua, nella sua iconica bottiglia disegnata da Sottsass e contrassegnata dai marchi “Bolle” e “Stille”. In questo caso il focus rimarranno i ristoranti premium. Papageorgiou è stato nominato direttore generale di Lurisia poco prima che scoppiasse l'emergenza Covid. Dal 2015 era stato direttore Out of Home di Coca Cola Hbc Italia.«L'ingresso nella famiglia Coca-Cola di Acque Minerali e, di conseguenza, dei prodotti a marchio Lurisia – spiega – rientra in una strategia di diversificazione dell'offerta che ci consentirà di affrontare al meglio nuove opportunità di business, soprattutto nell’Horeca, con un'offerta premium di prodotti nel formato vetro»

La scelta gestionale di una business unit separata «da una parte ci permette di rispettarne il Dna storico, dall'altra consente a questo brand italiano di beneficiare delle sinergie con Coca-Cola in termini di know-how commerciale e di rete logistica diffusa capillarmente su tutto il territorio»

I prodotti Lurisia sono disponibili in più di 40 Paesi, tra cui Asia e Usa, il mercato più grande dopo l'Italia. Il 20% dei ricavi dell'azienda è stato generato al di fuori dei confini italiani.

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