DALL’INNOVAZIONE AL TURISMO

Lusso strategico in Europa: le 10 raccomandazioni di Altagamma per la ripresa

Mancano meno di 10 giorni al Consiglio europeo durante il quale sarà negoziato il piano Next Generation Eu. L’obiettivo delle aziende è sostenere un segmento che in Italia vale quasi il 7% del Pil e nell’Unione europea impiega 2 milioni di addetti

di Marta Casadei

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(Andrey Kuzmin - stock.adobe.com)

Mancano meno di 10 giorni al Consiglio europeo durante il quale sarà negoziato il piano Next Generation Eu. L’obiettivo delle aziende è sostenere un segmento che in Italia vale quasi il 7% del Pil e nell’Unione europea impiega 2 milioni di addetti


2' di lettura

Sono dieci le raccomandazioni che Altagamma ha stilato in vista del Consiglio europeo del 17-18 luglio, durante il quale sarà negoziato Next Generation Eu, il massiccio piano per la ripresa che punta ad arginare gli effetti del Covid-19.

L’intento è quello di segnalare le “istanze” del mondo del lusso, che spaziano dal sostegno al turismo (profondamente colpito dal coronavirus) alla tutela della proprietà intellettuale, passando per il supporto agli investimenti nell’innovazione e nella sostenibilità. E ribadire quanto sia un settore chiave sia sul piano economico sia identitario.

Il settore vale il 4% del Pil europeo

Il settore lusso, del resto, è eurocentrico: dei poco più di mille miliardi di valore del mercato del lusso nel suo complesso - che include i beni personali di lusso, ma anche l’hotellerie, la ristorazione - circa 800 miliardi sono concentrati in Europa, dove il segmento dell’alto di gamma impiega, tra addetti diretti e indiretti, circa 2 milioni di persone. E vale circa il 10% delle esportazioni e il 4% del Pil europeo.

«La centralità strategica dell'industria dell'alto di gamma non si è ancora pienamente affermata presso le istituzioni italiane ed europee», ha detto Matteo Lunelli, presidente di Altagamma, commentando la prima delle 10 raccomandazioni contenute nel position paper - allineate con alla posizione dell’associazione europea Eccia cui fanno capo le sei associazioni dell'alto di gamma europeo - che riguarda proprio l’affermazione del ruolo strategico del lusso.

Dal turismo alla sostenibilità, tutte le sfide del lusso

«Tutelare questo comparto - in un momento di sfide epocali che riguardano il Covid-19 ma anche i cambiamenti del consumatore - è fondamentale e serve un piano articolato di interventi per sprigionare l'enorme potenziale di questa industria, che può essere una locomotiva per l'economia italiana ed europea», ha detto Lunelli. Tornando alle raccomandazioni, ecco le altre nove: la seconda è investire nel capitale umano, subito seguita dalla promozione del turismo e dal sostegno agli investimenti nell’innovazione.

Nel “decalogo” anche il focus sulla sostenibilità, il rafforzamento del mercato unico, la tutela della circolazione di beni, servizi e persone, la protezione della proprietà intellettuale, la garanzia della distribuzione selettiva, il supporto alla crescita delle Pmi italiane.

Il ruolo chiave dell’Italia

In questo contesto, l’Italia è un player di primo piano, con un valore del mercato dell’alto gamma pari a 115 miliardi di euro, il corrispettivo del 6,85% del Pil nazionale, con il 53% del fatturato legato all'export e oltre 400.000 occupati. E il sostegno del settore in Europa e nel mondo sembra essere tra le priorità del Governo.

 «Il design, la bellezza, l'innovazione dei grandi brand sono i tratti distintivi per cui l'Italia è riconosciuta globalmente. Il governo è impegnato a difendere e promuovere questo settore strategico», ha detto Vincenzo Amendola, ministro agli Affari Europei, intervenuto alla conferenza digitale di presentazione del position paper di Altagamma.

Sulla stessa linea Lorenza Bonaccorti, sottosegretaria al Turismo del Mibact, che ha sottolineato l’importanza di supportare il comparto turistico e la necessità per questo comparto di lavorare per migliorarsi: «Per il post Covid - ha detto Bonaccorsi nel suo intervento - dobbiamo ripartire da questa formula di successo, sapendo cogliere la possibilità di migliorare l’offerta globalmente, rafforzando la formazione dei nostri addetti, aumentando la digitalizzazione del processo e implementando l'accessibilità, che significa soprattutto semplificazione».

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