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Lusso ko in Europa, si teme nuova frenata dei consumi in Asia

Le tensioni nel Sud Est Asiatico, con la Cina pronta a una nuova stretta su Hong Kong, mandano in crisi il settore del lusso in Europa. Ferragamo e Moncler in calo a Piazza Affari

di Cheo Condina

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Le tensioni nel Sud Est Asiatico, con la Cina pronta a una nuova stretta su Hong Kong, mandano in crisi il settore del lusso in Europa. Ferragamo e Moncler in calo a Piazza Affari


2' di lettura

Le tensioni nel Sud Est Asiatico, con la Cina pronta a una nuova stretta su Hong Kong, mandano in crisi il settore del lusso in Europa, a partire da Piazza Affari dove Ferragamo e Moncler sono arrivate a perdere quasi il 3%. Fuori dall’Ftse Mib, soffrono anche Tod’s e Brunello Cucinelli. Le grandi maison vanno comunque ko su tutti i principali listini continentali: a Parigi Lvmh, Hermes e Kering cedono più di due punti e sorte analoga tocca a Burberry a Londra, per altro penalizzata dal calo dei ricavi.

Pechino sarebbe pronta a imporre la legge di sicurezza nazionale alla ex-colonia britannica (e la Casa Bianca ha già minacciato ritorsioni). Si teme quindi un ritorno ai disordini che avevano paralizzato la città nella seconda metà del 2019, da febbraio frenati dalla necessità di contrastare la diffusione del coronavirus. Secondo Equita, gli impatti sul settore del lusso dovrebbero essere comunque «marginali» considerato che il peso di Hong Kong, storicamente al 6% circa del fatturato di settore, era già stato sostanzialmente dimezzato dalle proteste del secondo semestre 2019: l’isola – fanno notare gli analisti «rimane comunque una piazza commerciale principalmente turistica, e pertanto già pesantemente impattata dalla mancanza di turismo legata all`emergenza Covid». Il settore, aggiunge Equita, tratta a 25,7 volte il rapporto prezzo/utili 2021 su livelli leggermente superiori ai multipli pre-Covid, nonostante la bassa visibilità sulle stime nel breve e sulla velocità di recupero nel 2021.

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Quello che preoccupa oggi gli operatori è forse il fatto che a livello mondiale l’unica area che è davvero ripartita, perché colpita prima della pandemia, è proprio la Cina che già assorbe il 35% delle vendite di lusso globali e sono ripartiti mercati come Giappone e Corea dove i negozi hanno riaperto quasi ovunque. Per questo, le principali maison puntavano proprio sul Sud Est asiatico per bilanciare (o quanto meno mitigare) nel corso dell’anno la flessione delle vendite a livello globale che per Tod’s e Ferragamo, per esempio, ha sfiorato il 30% e per Moncler si è attestata al 18%. Chiaramente le nuove tensioni a Hong Kong con possibili ripercussioni sui rapporti Usa-Cina e sul commercio globale rappresentano una doccia fredda per tutto il settore.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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