MONTAGNA: CORTINA

Lusso, mobilità elettrica e accessibilità: look olimpico per gli hotel

La regina dell'estate vive un ritorno alle origini: presenze in aumento e nuovi flussi anche dal Sud Est asiatico

di Barbara Ganz


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Cortina

4' di lettura

I primi cantieri si vedono arrivando da valle: fanno parte del piano straordinario per l’accessibilità predisposto dall’Anas, per mettere in sicurezza la statale 51 periodicamente martoriata dalla frana di Aquabona (l’ultimo episodio pochi giorni fa dopo un temporale). È solo uno dei lavori in corso verso l’appuntamento con Cortina 2021, mentre da poco nell’agenda cittadina è segnata un’altra data cruciale, quella delle Olimpiadi invernali 2026. Lo striscione con il logo della manifestazione – un po’ duomo stilizzato, in omaggio a Milano, un po’ pista da sci – ondeggia dal campanile in corso Italia.

«Il 24 giugno è stato un giorno memorabile per Cortina, per Milano e per l’Italia – dice Alessandro Benetton, Presidente Fondazione Cortina 2021 - Poter organizzare i Giochi Olimpici Invernali del 2026 è un grandissimo successo per tutto il sistema Paese e un’occasione straordinaria per Cortina e il suo territorio che potranno così beneficiare di un ulteriore volàno di crescita e sviluppo. Il nostro Paese deve ritrovare entusiasmo, i giovani hanno bisogno di obiettivi ambiziosi verso cui indirizzare le loro energie e le Olimpiadi di Milano-Cortina 2026 rappresentano un’occasione unica per guardare con fiducia al futuro e ripensare i nostri modelli di vita in città e sulle nostre montagne. L’impegno per la sostenibilità – su cui siamo sempre stati quasi ossessivi - deve divenire costume di tutti. Abbiamo davanti una grande sfida, ma a Cortina non partiamo da zero: per il 2021 ci sono già impianti pronti e nuovi collegamenti, c’è fermento tra le categorie economiche che stanno facendo importanti investimenti per rinnovare l'offerta turistica, ma soprattutto abbiamo messo in piedi una squadra di giovani esperti nella gestione di grandi eventi che rappresenteranno la nostra eredità più significativa, quella culturale».

Scorrendo il programma estivo, però, non c’è solo lo sport, anzi. Ci sono gli appuntamenti con gli autori di Una montagna di libri, i party con gli chef (il 22 agosto c’è l’appuntamento con il picnic fra le vette del rifugio Socrepes, dress code tassativamente tirolese, e a settembre tocca al Delicious festival Dolomiti; c’è anche la pizzeria più in quota, Capanna Ra Valles, a 2.475 metri di altezza),gare di bicicletta e ferrate, yoga ed escursioni. «In effetti c’è quasi un ritorno alle origini, quando Cortina era la regina dell’estate. Notiamo presenze in aumento anche dal Sud Est asiatico – spiega Roberta Alverà, presidente Associazione Albergatori di Cortina d’Ampezzo - Solo dopo le Olimpiadi del 1956 la città si è affermata come polo per gli sport invernali. Ora le Olimpiadi, e più ancora le paralimpiadi, sono un’occasione di rinnovamento e abbattimento delle barriere architettoniche». Gli alberghi sono attualmente 55, per 4.200 posti letto, «ma aumenteranno in vista del 2026 con alcune riaperture di strutture chiuse. Molte ristrutturazioni sono già partite, grazie ai fondi messi a disposizione in provincia da due bandi, uno regionale e uno con fondi europei: l’effetto è stato virale, c’è chi ha visto il proprio vicino di casa investire e ha deciso di seguirlo. Un vento positivo», sottolinea Alverà.

Qualche confronto: dal 2008 a oggi gli arrivi nel complesso sono passati da 824mila (presenze, ovvero considerando quante notti si ferma la stessa persona, 4,5 milioni) a 997mila (presenze 3,7 milioni); i bed and breakfast sono passati da una quota nemmeno rilevabile a oltre 18mila arrivi nel 2018. I redditi pro capite (Irperf 2017) vedono Cortina al primo posto in provincia con 24.387; parte della ricchezza arriva dai fabbricati, che garantiscono un reddito medio doppio rispetto a quello del resto del Bellunese.

Quello che si apre è il perido clou, con la notte delle stelle cadenti (da oggi, 9 agosto, e per quattro venerdì consecutivi è possibile partecipare su prenotazione alle Astrocene al Col Druscié) e Ferragosto. Anche gli impianti di risalita segnano il tutto esaurito: «Ormai il 60% del nostro fatturato è estivo» spiega Stefano Illing, presidente del Consorzio Lagazuoi, Cinque Torri e Giau, in prima fila anche nella sfida dell’accessibilità: «In luglio abbiamo accolto la blogger Valentina Tomirotti: in sedia a rotelle, a bordo della sua auto, è arrivata a Falzarego, 2.100 metri di altitudine, stazione di partenza della funivia Lagazuoi. Salita in cabina, in pochi minuti è arrivata alla stazione di arrivo grazie all’impianto recentemente rinnovato e completamente accessibile, con rampe e ascensore panoramico. Le tecnologie di ultima generazione sono state messe al servizio dell’idea secondo cui la montagna debba essere alla portata di tutti», spiegano negli uffici dell’impianto. Valentina ha poi potuto proseguire fino alla croce sulla vetta del Lagazuoi, a 2778 metri, percorrendo un sentiero in ghiaino inaugurato l’estate scorsa che, grazie alla sua pendenza massima del 10%, è adatto ad essere percorso in sedia a rotelle e in generale con le ruote.

Di pari passo si muove la riceca di una sempre maggiore sostenibilità ambientale. In questo senso va l’accordo - il primo del suo genere - siglato meno di un mese fa fra Gruppo Enel e dal Consorzio Esercenti Impianti a Fune Cortina d’Ampezzo, San Vito di Cadore, Auronzo e Misurina. I temi vanno dall’energia elettrica alla mobilità sostenibile, dalle fonti rinnovabili all’innovazione. L’intesa prevede il coinvolgimento di due aziende del gruppo energetico, Enel Energia ed Enel X, che nell’ambito dei rispettivi ambiti di attività metteranno in campo diverse azioni ed iniziative mirate alle esigenze del territorio dell’Ampezzo e del Cadore. «Ci saranno stazioni di ricarica per le auto elettriche alle partenze degli impianti, che potranno rifornirsi di energia da fonti rinnovabili, ed è solo l’inizio», spiega il presidente del Consorzio Marco Zardini. «Siamo di fronte ad anni importanti, cruciali per lo sviluppo del nostro territorio, anni di grandi opportunità, da cogliere con intelligenza e cura. Questo accordo rappresenta un impegno tangibile della direzione che gli Impiantisti hanno preso nei confronti del proprio Paese».

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