LA FUSIONE CON ESSILOR

Luxottica-Essilor, stampa francese esulta: un altro pezzo made in Italy va Oltralpe

di Eleonora Micheli


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(REUTERS)

2' di lettura

Luxottica ed Essilor si fonderanno insieme, Delfin, la holding della famiglia Del Vecchio, sarà il primo azionista del nuovo gruppo, ma di fatto un’altra azienda italiana finisce sotto il capello della Francia. Tanto è vero che la stampa francese, con toni trionfalistici, ribadisce che uno dei gruppi più importanti dell’industria italiana diventa francese.

Le Monde sottolinea che è Essilor a comprare Luxottica, dal momento che il gruppo lancerà un’offerta pubblica di scambio sulla società italiana di occhialeria e non il contrario. Insomma, scrive Le Monde, «nascerà una società di diritto francese, quotata a Parigi e con sede a Chareton, nella Val de Marne».

Anche Les Echos parla di acquisto e punta l’indice sulla figura di Del Vecchio «simbolo del capitalismo italiano e dei suoi problemi», come la difficoltà a trovare un delfino che porti avanti l’azienda creata nel 1961, le dispute familiari, la moglie, Nicoletta Zampillo, che punterebbe a un ruolo chiave nel gruppo, e inoltre anche un contenzioso con il fisco, che si è di recente concluso con una transazione da 146 milioni di euro per dividendi percepiti nel 2006 in Lussemburgo. In più l’imprenditre aveva già pagato una multa per evasione fiscale nel 2009 da 300 milioni.

Le Monde rivela che le trattative per l’operazione erano in corso da sei mesi. Operazione che in codice era stata battezzata “Cirrus”. L’accordo, poi, è stato raggiunto nel corso del fine settimana e firmato domenica pomeriggio. Il nuovo gruppo, Essilor-Luxottica, avrà una capitalizzazione pari a circa 50 miliardi di euro e porrà la neo-società in settima posizione alla Borsa di Parigi. Sempre secondo le ricostruzioni del giornale francese, i dirigenti di Essilor e Luxottica avevano già tentato di intavolare discussioni per un’aggregazione due anni fa, ma senza successo, visto che all’epoca Leonardo Del Vecchio, che aveva fondato la società nel 1961, non era pronto a lasciare il proprio gruppo e i propri prestigiosi marchi, come Ray-Ban e Oakley, oltre che la propria rete distributiva fatta di 7.800 punti vendita. Poi, le difficoltà riscontrate nella ricerca di un successore e le vicende vissute da altri gruppi come Esselunga e Ferrero sulla successione hanno probabilmente convinto l'imprenditore a fare il passo.

Les Echos, in più, punta l’indice sul rallentamento dei conti registrato sia da Essilor sia da Luxottica, con quest’ultima che nei mesi scorsi aveva rivisto al ribasso le stime di crescita per fine anno, mettendo in conto una crescita del fatturato solamente del 2-3% circa a cambi costanti, dopo che nei primi sei mesi il giro d’affari era salito soltanto dell'1,6% a 4,8 miliardi. Stesso discorso per Essilor, che ha rivisto per due volte le previsioni di crescita per quest’anno (al 3,5% dal 4,5% di luglio e dal 5% di inizio anno), mandando in fumo in pochi mesi 4 miliardi di capitalizzazione. Le Monde sottolinea ancora che Del Vecchio sarà presidente e ad di Essilor-Luxottica, ma il cda dell’azienda sarà nominato equamente da Essilor e dalla Delfin di Del Vecchio, imprenditore che, sottolinea ancora le Monde, «è francofono e passa una parte dell’anno a Beaulieu, nelle Alpi Marittime. In più detiene già asset Oltralpe come la Foncière des régions».

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