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Luxury hospitality, Bulgari e Barletta lanciano l’immobiliare Arsenale

Con investimenti già attivi per oltre 370 milioni, Arsenale sarà dotato di tre divisioni principali, tutte focalizzate sul turismo.

di Monica D'Ascenzo

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Con investimenti già attivi per oltre 370 milioni, Arsenale sarà dotato di tre divisioni principali, tutte focalizzate sul turismo.


4' di lettura

La partnership fra Paolo Barletta e Nicola Bulgari si rafforza. La nuova tappa dei progetti insieme è la costituzione di Arsenale, società focalizzata nel turismo made in Italy. L’operazione avviene a un anno dall’ingresso di Annabel Holding di Nicola Bulgari con il 12% nel venture capital Alchimia di Paolo Barletta. Ora un ulteriore passo permetterà a Bulgari, tramite Annabel Holding, di acquisire una quota fino al 25% della nuova società. Metà di questa operazione è, per altro, già stata perfezionata. «L’industria del turismo è da sempre un fiore all’occhiello del made in Italy e mai come in questo momento ha bisogno di una spinta per la ripartenza. Il nostro Paese ce lo invidiano tutti nel mondo. Spetta a noi adeguarci agli standard europei e valorizzarlo. Ecco perché ho deciso di entrare in prima persona in questa avventura» racconta Bulgari.

«È emozionante in un momento come questo poter parlare di turismo e pianificare a lungo termine investimenti strutturati nel nostro Paese. L’Italia, siamo convinti, potrà avere un grande vantaggio competitivo nel post Covid e dobbiamo farci trovare pronti per essere i protagonisti di questa nuova fase» ha commentato Paolo Barletta, amministratore delegato di Arsenale, aggiungendo: «La fiducia di Nicola Bulgari e di tutto il suo team manageriale, unita alla loro esperienza e visione, sono un asset prezioso che fanno di questo nuovo gruppo un player centrale dell'Hospitality Italiana. Arsenale non sarà solo Real Estate e gestioni alberghiere, ma un progetto completo nel mondo dell'hospitality e del life style. Il focus principale sono l'Italia e il made in Italy, perché in questo paese noi crediamo fortemente».

Nel settore resta ancora molto da fare in Italia. «Dobbiamo puntare a valorizzare le possibilità turistiche che abbiamo. In futuro a soffrire sarà il mercato business, non quello leisure , dove abbiamo intenzione di investire» spiega Barletta, aggiungendo: «Nel nostro Paese solo il 7% dell’hospitality è in mano ai grandi brand internazionali, contro il 30% degli altri Paesi europei. È importante avere un campione italiano che li porti in Italia. Altrimenti entreranno nel nostro mercato accompagnati da fondi esteri come sta avvenendo».

«Siamo il Paese più bello del mondo e la nostra sfida sarà quella di poterlo mostrare a tutti» commenta Bulgari, proseguendo: «in Asia ci sono quasi 800 milioni di Millennials che presto potranno tornare a viaggiare, a scoprire e visitare. Noi dovremmo essere pronti ad accoglierli e su questa sfida si giocherà parte del futuro del nostro Paese».

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Gli investimenti

Con investimenti già attivi per oltre 370 milioni, Arsenale sarà dotato di tre divisioni principali, tutte focalizzate sul turismo. Oltre ai progetti di Soho House Roma e Rosewood Venezia dal Gruppo Barletta confluiscono in Arsenale, la pipeline della nuova società prevede 5 operazioni strategiche tra Roma, Cortina, Toscana e Sud Italia. «Le cinque operazione sono a buon punto e contiamo di chiuderne due entro la fine dell’anno» spiega Barletta, aggiungendo: «Abbiamo un fresh equity importante: fra nuovi capitali, flussi e valorizzazioni, arriveremo nei prossimi 5 anni a investire in equity circa 230 milioni. Il valore di materiale, che compreremo, sarà di 121 milioni, investiti prevalentemente in prodotti di aziende italiane».

Nel corso dell'estate scorsa è stata la società ha già finalizzato la prima operazione strategica con la sottoscrizione di un accordo per la gestione e acquisizione dell'iconico SantaVenere di Maratea, hotel simbolo del Sud Italia e celebre ritrovo del mondo del cinema nonché set del nuovo film di James Bond 007. Arsenale Hospitality ha scelto come partner per la gestione la famiglia Melpignano, già proprietari e gestori di Borgo Egnazia in Puglia, uno dei luoghi simbolo dell'ospitalità in Italia. Il SantaVenere, sarà oggetto di un'importante ristrutturazione che potrà innalzare il livello dell'Hotel e dei suoi servizi per rientrare all'interno dei circuiti del lusso mondiale.

«Solo la pipeline immobiliare del gruppo creerà una base occupazionale di 1285 persone con posto fisso e 250 stagionali» sottolinea Barletta, che conclude «A livello di fatturato stimiamo 460 milioni di ricavi alberghieri nei prossimi 5 anni». Per Nicola Bulgari è il momento che l’Italia valorizzi il settore: «Dobbiamo sviluppare il sistema delle scuole alberghiere per dare ai giovani l’opportunità e la professionalità adeguata nei confronti delle esigenze di un mondo che cambia a grande velocità. È fondamentale l’attenzione e la professionalità che si deve tenere verso i clienti per migliorare e valorizzare al meglio il nostro patrimonio turistico».

La governance

Nel consiglio di amministrazione di Arsenale siederanno, come espressione di Annabel Holding, l’avvocato storico della Famiglia Bulgari Gary J. Gartner e Luca Benigni. Per Gruppo Barletta i rappresentanti saranno invece Mario Cappon e Fabio Borghese.

Luca Benigni, presidente del board di Annabel ha sottolineato: «La partnership con Alchimia si è rivelata di grande successo e in poco più di un anno abbiamo raggiunto risultati incredibili. I nostri team hanno potuto lavorare a stretto contatto capendo il grande potenziale della loro unione. Per questa ragione siamo entusiasti di poter lavorare anche in un ambito più Core e con una visione di lungo periodo su un tema tanto emozionante quanto centrale qual è l'Hospitality Made In Italy».

L’operazione è stata seguita dagli studi Chiomenti per Annabel Holding con i partner Italo De Santis e Giovanni Cristoforo e lo studio Legance per il Gruppo Barletta, con il partner Marco Gubitosi e la senior associate Flavia Carmina.Advisor finanziario e fiscale dell'operazione lo studio BK, nella persona del suo managing partner Federico Peron.

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