Il comandante generale dell’Arma

Luzi: «Scambi mirati con l’Uif contro il terrorismo internazionale»

Il comandante generale dei Carabinieri illustra in audizione al Parlamento le linee programmatiche. Carenze di organico di 10mila militari

di Marco Ludovico

3' di lettura

«L’Arma aderisce da sempre con piena convinzione al modello di coordinamento delle forze di polizia» previsto in Italia. Per Teo Luzi, comandante generale dell’Arma dei Carabinieri dal 23 dicembre 2020, è l’esordio in Parlamento. Davanti alla commissione Difesa della Camera per illustrare le linee programmatiche. Il valore del coordinamento con le altre forze dell’ordine - Polizia di Stato e Guardia di Finanza, anzitutto, ma anche Polizia Penitenziaria - non è certo frase pronunciata a caso, anzi. Ma «questo proficuo dialogo» per Luzi «trova ulteriori margini di miglioramento in nuove prospettive di evoluzione». Al di là del linguaggio istituzionale, il comandante generale dell’Arma solleva una questione non da poco.

Terrorismo: servono scambi mirati con l’Uif

Il generale rappresenta il tema dello «scambio mirato di dati con l’Uif, unità di informazione finanziaria della Banca d’Italia. Nell’ottobre 2019, col recepimento della V direttiva UE antiriciclaggio - spiega ai deputati - è stata introdotta una nuova declinazione di segreto d'ufficio sui dati in possesso della Uif». Così l’unità finanziaria di Bankitalia, sostiene Luzi, «non può più scambiare d’iniziativa informazioni con le forze di polizia». E osserva: «La previsione, davvero singolare nella sua formulazione, impedisce a oggi ogni forma di dialogo diretto per ricevere e verificare informazioni che, sottolineo, sono di valenza amministrativa».

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«Serve un ripensamento delle norme»

Il comandante generale dei Carabinieri ribadisce la necessità del «pieno rispetto delle prerogative degli attori principali del “sistema antiriciclaggio” quali il Mef e la polizia valutaria». Ma in questo quadro lancia un messaggio chiaro: «Urge un ripensamento che permetta nuovamente agli assetti antiterrorismo nazionali - per l’Arma, il Ros (raggruppamento operativo speciale, ndr) - di ottenere, in modo tempestivo e non mediato da inutili sovrastrutture procedurali, informazioni di vitale importanza per l’efficienza del sistema di prevenzione e contrasto del terrorismo». Il tema è già stato e sarà oggetto di confronto tra le forze di polizia al ministero dell’Interno guidato da Luciana Lamorgese.

«Mancano 10mila Carabinieri»

Luzi fa notare ai deputati che «l’Arma conta oggi 108.453 Carabinieri, a fronte di un organico previsto dalle leggi di 119.788 militari. Una carenza di oltre 11.000 unità, pari a circa il 9,5% della forza». Cresce anche un’età media ormai troppo alta: «Oggi è di quasi 44 anni» e dieci anni fa era già di quarant’anni. Pesante il tributo pagato per l’emergenza Covid-19: «Nessun reparto è stato chiuso. Per questo abbiamo pagato un costo assai elevato, con 22 deceduti e oltre 10.000 Carabinieri contagiati». Ora anche l’Arma è coinvolta nella campagna di prevenzione della Difesa voluta dal ministro Lorenzo Guerini. «Abbiamo offerto la disponibilità di nove caserme su tutto il territorio nazionale per allestire altrettanti centri vaccinali».

Un ufficio audit al Comando generale

Casi come quello della caserma Levante a Piacenza hanno gettato fango sull’Arma. Luzi non li cita, ma di certo c’è un nesso con l’annuncio «dell’attivazione presso il Comando Generale di un nuovo ufficio, posto alle dipendenze del Vice Comandante, cui saranno assegnati compiti di audit». Destinato a «integrare e rafforzare l’ordinaria attività di controllo condotta dalle gerarchie» e mirato a «situazioni che richiedano particolari approfondimenti, in relazione alla gravità dei fatti, alla loro diffusione e ai loro effetti sull’immagine dell’Arma». Mai più Piacenza, insomma. Soprattutto perchè in tanti, allora, sapevano.

Servizi in strada, Carabinieri pagati la metà dei soldati

Il generale Luzi solleva poi una questione non di oggi, ma trascinatasi da anni. Fin da quando è scattata l’operazione “Strade Sicure”, vigilanza in strada su una serie di obiettivi in capo all’Esercito oggi al comando del generale Pietro Serino. Nota il comandante dell’Arma: «Nel rispetto di tutti gli attori, devo sottolineare la sostanziosa differenza tra l’indennità percepita dai Carabinieri per lo svolgimento di un servizio esterno a tutela della pubblica sicurezza, pari a sei euro lordi per turno, come stabilito nel 2002». Di fronte, sottolinea Luzi, c’è «quella corrisposta al personale impiegato nell’operazione “Strade sicure” ovvero anche nei servizi di ordine pubblico, pari a 13 euro a turno o 26 euro se svolto fuori dalla località in cui ha sede il reparto». Spesso carabinieri e soldati lavorano fianco a fianco.

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