industria

lva, ArcelorMittal riavvia la produzione di tubi

di Domenico Palmiotti


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(ANSA)

3' di lettura

Arcelor Mittal Italia scalda i motori per il riavvio dei tubifici, una delle aree del siderurgico di Taranto che, in questi anni, più ha sofferto la crisi e la mancanza di ordini. Domani, con un calendario di cinque turni settimanali di lavoro, uno dei tubifici della batteria dello stabilimento, l'Erw, verrà riacceso. La ripartenza definitiva avverrà a febbraio. È la Fim Cisl di Taranto ad annunciarlo col segretario Biagio Prisciano. «L'ultima volta che il tubificio Erw ha funzionato è stato a fine 2017 ma non che abbia avuto, negli ultimi tempi, un passo di marcia regolare - dichiara -. Da domani partirà un settaggio dell'impianto per metterlo poi nelle condizioni di affrontare la produzione: tubi da 20 pollici di diametro e 6,3 millimetri di spessore. Per questa ripresa è già tornato in fabbrica un primo nucleo di addetti, una trentina circa, tra esercizio e manutenzione».
La storia dei tubifici Ilva ha vissuto in tempi ormai lontani grandi fasti, con forniture internazionali di centinaia di chilometri di condotte per gasdotti e oleodotti, per poi conoscere negli ultimi anni una parabola discendente. Una fase, questa, segnata dalla difficoltà a rinnovare le certificazioni per l'esercizio degli impianti, dalla prolungata inattività della manodopera, dalla scarsezza di commesse e dalla perdita di quelle che pure il mercato ha offerto. Per qualche mese, un paio di anni fa, si è sperato che Ilva potesse acquisire la commessa tubi del gasdotto Tap, in costruzione per la parte italiana a qualche centinaio di chilometri da Taranto, ma l'ordine è poi andato ai tedeschi di Salzgitter Mannesman. «Una commessa molto importante quella persa con Tap - annota il sindacato -: 450milioni di euro per 520mila tonnellate di tubi». Adesso, a quasi tre mesi dal subentro di Arcelor Mittal Italia alla gestione commissariale dell'amministrazione straordinaria, c'è un segno nuovo. Si riparte rimettendo in moto il tubificio Erw. E il sindacato spera che la ripresa possa coinvolgere in seguito anche gli altri tubifici, un settore della fabbrica per il quale, mesi addietro, si era temuta l'indisponibilità ad investire da parte di Arcelor Mittal. «Con la ripartenza del tubificio Erw - commenta la Fim Cisl - si auspica che si possa dar vita ad una crescita significativa del mercato per il 2019 che possa far ripartire i rimanenti impianti ancora fermi dell'area tubifici e il pieno regime di quelli in produzione parziale così come riportato nel piano industriale, garantendo la salvaguardia dei livelli occupazionali nel rispetto delle direttive in materia ambientale».Domani a Roma i sindacati incontreranno Arcelor Mittal. È il primo confronto del nuovo anno e servirà a fare il punto sull'avanzamento del piano industriale e di quello ambientale, dove l'azienda ha previsto investimenti per 2,4 miliardi complessivi. «Ci sono scadenze da rispettare, soprattutto sul piano ambientale, non possiamo restare fermi» dice Prisciano. Più in generale tutto il sindacato è convinto che l'attuazione degli impegni è l'unico modo per dimostrare sia che il nuovo corso dell'acciaieria è cominciato davvero, sia per togliere acqua al mulino del “partito” anti-fabbrica, tornato a premere con insistenza dopo la recente sentenza della Corte europea di Strasburgo che ha condannato l'Italia perchè non ha tutelato la salute dei tarantini dall'inquinamento Ilva. Non a caso è ridivenuta più insistente anche la richiesta, da parte del governatore pugliese Michele Emiliano e del fronte ambientalista, dell'abolizione dell'immunità penale concessa dalla legge dai commissari e ad Arcelor Mittal nella sola attuazione del piano ambientale. Domani, infine, si parlerà anche dello stato delle assunzioni: 10.700 quelle previste nel gruppo, di cui 8.200 a Taranto. Selezione che il sindacato Usb ha contestato tanto da aver promosso verso Arcelor Mittal un ricorso per comportamento antisindacale e per il mancato rispetto dell'accordo al Mise dello scorso settembre, prima udienza già fissata davanti al giudice del lavoro per il 19 febbraio prossimo.

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