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Lvmh acquista Tiffany e nomina nuovi manager

Il titolo del gruppo francese del lusso ha chiuso a Parigi in rialzo del 2,6% dopo la notizia della chiusura dell’operazione.

di Monica D'Ascenzo

(EPA)

3' di lettura

Lvmh conquista Tiffany e fa capire da subito che per il gruppo americano arriveranno cambiamenti radicali. Nel giorno del closing dell’acquisizione da 15,8 miliardi di dollari, il colosso francese del lusso annuncia anche il nuovo management che guiderà il brand di gioielli: Anthony Ledru, vice president esecutivo di Lvmh, sarà il nuovo ceo di Tiffany, e sostituirà Alessandro Bogliolo il prossimo 22 gennaio; Alexandre Arnault, uno dei figli del numero uno di Lvmh Bernard Arnault, lascia la carica di ceo del brand Rimowa e diventa vice president esecutivo e responsabile della comunicazione di Tiffany; infine il ceo di Louis Vuitton, Michael Burke, assumerà la carica anche di presidente del board del gruppo americano.

Alla Borsa di Parigi la notizia è stata salutata con un rialzo del 2,6% a 515,30 euro per azione del titolo Lvmh. I primi giudizi degli analisti sulla mossa di Arnault sono stati positivi. «Apprezziamo la rapida transizione del senior management, che secondo la nostra esperienza è un ingrediente necessario per operazioni di M&A e turnaround di successo» scrive Luca Solca di Bernstein, che sottolinea: «Pensiamo anche che l’idea di abbinare manager esperti a membri della famiglia emergenti (e possibili futuri leader) crei un ambiente fruttuoso: uno in cui si può scendere lungo la curva di apprendimento, evitare errori e dimostrare il proprio valore».

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Il futuro di Tiffany

La strategia futura per Tiffany sarà naturalmente l’innovazione e la crescita, ma a un passo più accelerato di quanto non abbia fatto finora. A delineare la via su cui si muoverà il nuovo management è lo stesso Arnault, che nell’annunciare l’operazione ha commentato: «Sono lieto di dare il benvenuto a Tiffany e a tutti i suoi talentuosi dipendenti nel nostro Gruppo. Tiffany è un marchio iconico e un emblema per eccellenza del settore della gioielleria globale» . Detto questo il presidente di Lvmh ha aggiunto che il gruppo adotterà nel caso di questa nuova acquisizione le strategie già messe in atto con altri brand rilevati in passato: « Ci impegniamo a sostenere Tiffany, un marchio che è sinonimo di amore e la cui “blue box” è venerata in tutto il mondo, con la stessa dedizione e passione che abbiamo applicato a ciascuna delle nostre prestigiose maison nel corso degli anni».

Ma Arnault va anche oltre e delinea gli obiettivi pur non dando numeri: « Siamo ottimisti circa la capacità di Tiffany di accelerare la propria crescita, innovare e rimanere in prima linea nei traguardi e nei ricordi della vita più apprezzati dai nostri esigenti clienti» e conclude: «Vorrei ringraziare Alessandro Bogliolo e il suo team per la loro dedizione a Tiffany e il loro lavoro negli ultimi tre anni, soprattutto durante questo periodo impegnativo».

Che l’ultimo anno sia stato impegnativo sui due fronti è indubbio. La prima offerta francese risale alla fine dell’ottobre del 2019, con un accordo di fusione raggiunto in soli 30 giorni. Ma la pandemia e il rischio di dazi americani nei confronti dei prodotti francesi hanno complicato tutto e i due gruppi hanno rischiato la rottura definitiva e una battaglia legale a causa del passo indietro di Lvmh. Poi è giunto lo scorso ottobre il via libera dell’antitrust europeo e le trattative si sono riaperte, ma su basi economiche e su prospettive diverse, tanto che il colosso francese è riuscito ad ottenere uno “sconto”. L’intesa per l’operazione è arrivata il 25 novembre su un valore di 15,8 miliardi di dollari.

Ora, con il closing dell’operazione, si volta pagina, anche perché da Tiffany usciranno anche il direttore artistico Reed Krakoff e la responsabile del brand Daniella Vitale. «Ho profonda fiducia nell’impegno di Lvmh nel proteggere il marchio, nel guidare la sua strategia di crescita e nell’applicare i più alti standard di eccellenza nella vendita retail a Tiffany. Il potenziale che mi aspetta è illimitato e non vedo l’ora di scrivere questo prossimo capitolo profondamente promettente, insieme ai 14.000 dipendenti Tiffany in tutto il mondo» ha commentato il nuovo ceo Anthony Ledru.

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