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Lvmh triplica i posti per formare giovani talenti nei mestieri del lusso

Ad accogliere gli studenti del terzo anno accademico, Tony Belloni, direttore generale del gruppo francese che ha in portafoglio marchi italiani come Fendi e Bulgari

di Silvia Pieraccini


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2' di lettura

C’era pure il direttore generale del gruppo Lvmh, Toni Belloni, galvanizzato dal recente acquisto del marchio Tiffany (per 16,2 miliardi di dollari), all’inaugurazione del terzo anno accademico in Italia dell’Ime, l’Istituto dei mestieri d’eccellenza del gruppo francese del lusso, che si è svolta in Palazzo Pucci a Firenze (il marchio Pucci è uno dei 75 della scuderia Lvmh, diventati 76 con Tiffany, la cui acquisizione è stata annunuciata lunedì scorso). «Ime ottiene grandi successi e ne siamo davvero fieri – ha detto Belloni –: questo progetto ha un’importanza strategica per il nostro gruppo e per l’Italia, perché l’armonia delle pietre colorate che compongono i gioielli Bulgari o il cuoio e le perfette cuciture di una borsa Fendi hanno una magia che va tramandata» (nella foto in alto, gli studenti: in prima fila, al centro, Toni Belloni).

Quest’anno i corsi di formazione Ime sono saliti a otto, di cui tre al debutto (addetto all’alta sartoria, addetto alla confezione di maglieria, addetto alla stampa tessile tradizionale), realizzati in sei regioni (quelle in cui Lvmh ha le manifatture) con otto scuole-partner. I posti a disposizione sono un centinaio, contro i 28 attivati solo due anni fa. I corsi, che durano da 900 a 1.500 ore tra attività in aula e stage in azienda, sono gratuiti perché finanziati dalle Regioni con fondi europei.

L’83% dei diplomati trova lavoro nelle filiere produttive, in larghissima parte in aziende della galassia Lvmh. Quasi nove diplomati su dieci ottengono anche il certificato di eccellenza Ime, riconoscimento ulteriore del “saper fare” acquisito nei vari mestieri del lusso.

«Ime risponde alle necessità di un gruppo che ha bisogno di talenti in particolare nei mestieri dell’artigianato», ha detto Chantal Gaemperle, direttrice risorse umane e sinergie del gruppo Lvmh.

In Toscana, dove ha appena aperto una fabbrica di borse Celine e dove sta costruendo una maxi-fabbrica di borse Fendi, Lvmh sta definendo con la Regione un accordo di formazione che abbraccerà più profili professionali. «Sarà un programma trasversale sull’industria», ha detto Belloni. La firma è prevista tra due settimane.

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