ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLusso

Lvmh, utile netto del primo semestre vola a 5,3 miliardi (+62% sul 2019)

I ricavi del gruppo di Bernard Arnault sono saliti del 53% a 28,7 miliardi, con un incremento dell’11% sul 2019

di Monica D'Ascenzo

Christian Dior, Parigi, 5 luglio 2021 (Reuters)

2' di lettura

Lvmh non cresce solo rispetto all’annus horribilis 2020, ma anche sul 2019. Il gruppo francese del lusso ha visto decuplicare l’utile netto del primo semestre rispetto al 2020 a 5,3 miliardi di euro, registrando un aumento del 62% sul primo semestre 2019, prima della pandemia. I ricavi del gruppo di Bernard Arnault sono saliti del 53% a 28,7 miliardi, con un incremento dell’11% sul 2019, registrando una performance sostanzialmente in linea con il consensus degli analisti che puntava su ricavi per 28,4 miliardi.

Il gruppo ha vantato un’accelerazione nella crescita dei ricavi sul 2019 nel secondo trimestre, pari al +14%, dopo il progresso attorno all’8% dei primi tre mesi dell’anno. Il risultato operativo si è attestato a 7,6 miliardi (+44% rispetto al primo semestre 2019 e 4 volte tanto rispetto all’anno scorso), con un margine operativo pari al 26,6%, in miglioramento di 5,5 punti sul 2019. La nota della società precisa anche che il cash-flow ha superato i 5 miliardi, livello tre volte superiore a quello del 2019.

Loading...

I numeri nel dettaglio

Più nel dettaglio la divisione moda e pelletteria, la più importante del gruppo, ha vantato una crescita organica dell’81% rispetto al 2020 e del 38% rispetto al 2019, attestandosi al livello record di vendite di 13,8 miliardi.

Nello spaccato per aree geografiche, invece, sono risultati in forte rialzo gli Stati Uniti e l’Asia. In ogni caso anche l’Europa ha registrato una progressiva crescita. Il risultato operativo si è attestato a 5,6 miliardi, facendo la parte del leone nel gruppo. Si tratta di un livello superiore di tre volte a quello del 2020 e in progresso del 74% sul 2019.

Per quanto riguarda i singoli brand, poi, il gruppo del lusso sottolinea la performance di Louis Vuitton, Christian Dior, Fendi, Loewe e Celine, che hanno raggiunto record di vendite e margini. La divisione Vini e Liquori ha registrato un rialzo organico del 44% rispetto all’anno scorso e del 12% sul 2019 con un giro d’affari di 2,7 miliardi. Il risultato operativo è stato di 924 milioni (+68% e +20%).

Sul fronte profumi e cosmetici il fatturato si è attestato a 3 miliardi (+37%, -3%) e il segmento ha registrato un risultato operativo di 393 milioni, rispetto alla perdita di 30 milioni dell’anno scorso (+1% sul 2019). Ed ancora la divisione gioielli e orologi ha registrato ricavi per 4 miliardi (+71% e +5%) con un risultato operativo di 994 milioni contro il rosso di 17 milioni dell’anno scorso (2,2 volte il livello del 2019). «Il risultato operativo è in miglioramento del 122% rispetto al 2019, oppure del 27% se non si tiene contro dell’integrazione di Tiffany», precisa la nota del gruppo. Soffre invece la così detta distribuzione selettiva, pagando dazio al calo del turismo internazionale e alle chiudure dei negozi, nonostante invece la buona performance di Sephora. Il fatturato è cresciuto a 5 miliardi, del 12% rispetto al 2020, ma risulta in calo del 25% sul 2029. La divisione rimane in perdita per 270 milioni, dopo i -294 milioni dell’anno scorso.

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti