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M4, parte la linea blu di Milano con le prime sei stazioni. Verso aumento del costo del biglietto di 20 centesimi

La nuova linea metropolitana sarà completata entro fine 2024 mentre il Comune già studia la possibilità di ulteriori prolungamenti, con due suggestioni: il raddoppio dei chilometri e una metro in più

di Sara Monaci

Next Mobility Exhibition, in Fiera Milano focus su mobilità sostenibile delle persone. Lo speciale

4' di lettura

Parte la “blu”, la tanto attesa nuova metro di Milano. È la quinta linea dal punto di vista cronologico, ma si chiama M4 perché il progetto era più vecchio, ma anche più complesso e costoso della M5, che con l’Expo 2015 divenne prioritaria per gli spostamenti legati all’evento.
La progettazione iniziò durante gli anni di Letizia Moratti sindaco, e venne poi ereditata da Giuliano Pisapia nel 2011, che decise di proseguire nonostante le contrarietà di alcuni suoi assessori. Ma il dado era tratto, pensarono i vertici di Palazzo Marino, bisognava andare avanti, pur con un costo oneroso per le casse del comune (3,5 miliardi spalmati in trent’anni) e un progetto ai limiti del conflitto di interesse (perché la stazione appaltante, il Comune, era anche azionista della società, la M4).

Dieci anni dopo aprono le prime sei fermate durante il secondo mandato del sindaco Giuseppe Sala, che pure non nasconde le preoccupazioni per gli anni a venire rispetto al costo del trasporto pubblico nei prossimi anni (e se anche non lo dice esplicitamente si riferisce proprio alla M4).

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Percorso, stazioni, capienza

I treni percorreranno la tratta Linate-Dateo. La prima tratta operativa è di 5 km e attraversa i quartieri orientali di Milano consentendo l’interscambio con le stazioni del Passante Ferroviario a Dateo e Stazione Forlanini. Entro giugno 2023 si viaggerà fino a San Babila e alla fine dei lavori, previsti nel 2024, la linea avrà 21 stazioni e 15 km di estensione, partendo appunto dall’aeroporto di Linate e attraversando la Cerchia dei Navigli fino al Lorenteggio, con capolinea a San Cristoforo.

La “blu” prevede una forte integrazione con le altre linee metropolitane esistenti, il sistema ferroviario urbano, le linee di superficie e, soprattutto, l’aeroporto cittadino. Di fatto, dunque, colma un vuoto che la città sentiva. Anche per questo nessuno, di nessun colore politico, ha voluto metterla in discussione nonostante ci fossero validi argomenti per contrapporvisi.

La M4, come la M5, avrà un pilota automatizzato, sarà cioè senza conducente. La flotta della “blu” sarà composta da 47 treni e potrà trasportare 24.000 passeggeri all’ora, in ogni viaggio-direzione, con una stima di 86 milioni di persone in un anno e una frequenza di picco di un treno ogni 90 secondi. Ogni treno potrà trasportare fino a 600 passeggeri. Nelle due prime giornate, si viaggerà gratuitamente sulla nuova linea.

La mobilità allargata: progetti e suggestioni

Milano avrà una rete metropolitana totale di 118 km con la M4, ma già Palazzo Marino guarda avanti. Il sindaco Sala ambisce ad un raddoppio: parla di 200 chilometri se la città riuscisse a collegare anche l’hiterland fino ad arrivare a Monza. E così Milano e Monza diventerebbero le prime due province collegate in Italia con una metropolitana.

Si parla ovviamente di aspettative, non solo di progetti concreti, che tuttavia sono stati rispolverati grazie allo stanziamento recente da parte dello Stato - con il governo Draghi - a favore delle opere di trasporto cittadine. A Milano è toccata una fetta da 730 milioni.

Vedere come sono state spalmate queste risorse dà l’idea - anche se non la certezza - delle traiettorie che il trasporto urbano e interurbano milanese potrebbe prendere.

Prima di tutto 420 milioni serviranno per far arrivare la nuova metro 4 da Linate a Segrate. Per il prolungamento della metro 1 fino a Baggio sono previsti 180 milioni (in più 122 milioni e 200mila euro verranno spesi per l’ampliamento del deposito treni della rossa di Gallaratese). La metro 1 aggiungerà due prolungamenti, uno a nord e uno a ovest, per un totale di 32 km e 43 fermate (a Ovest ci saranno 3 fermate in più, Parri, Baggio, Olmi, a nord raggiungerà Monza) entro la fine del 2027.

Si parla anche di un possibile prolungamento della metro 3, fino a Paullo (5 milioni e mezzo), con un prolugamento di una sola fermata sotterranea e il resto attraverso una metro di superficie.

Infine, sulla base del progetto iniziale, la linea lilla, la numero 5, raddoppierà la sua estensione entro il 2030, con 13 km e 12 nuove fermate a nord, stabilendo come nuovo capolinea Monza Polo Istituzionale. Sarà la prima metropolitana a collegare due province. In studio due ulteriori prolungamenti, a nord e ovest. Costo dell’intervento: 900 milioni, con cantieri da far partire entro la fine dell'anno.

Per finire, in fase di elaborazione iniziale lo studio di fattibilità di una nuova linea, la metro 6, che in una prima fantasiosa ipotesi di oltre 15 anni fa avrebbe dovuto collegare il nord con il sud della città, ma che le suggestioni attuali riconducono ad un più realistico progetto di collegare i comuni a sud di Milano.

Il biglietto dei mezzi pubblici a Milano costerà 20 centesimi in più

A proposito di costi legati ai mezzi di trasporto pubblico, l’assessora comunale Arianna Censi è tornata a parlare di probabile aumento del biglietto. E non a caso lo fa nel giorno dell’inaugurazione di M4.
Entro fine anno, o a inizio 2023, il titolo di viaggio costerà 20 centesimi di più. Era una decisione già emersa durante l’estate, quando l’Agenzia del trasporto di Milano aveva votato l’adeguamento all’Istat dei prezzi del trasporto, sulla base di una delibera regionale. Da qui un rimpallo di responsabilità tra Comune e Regione: il primo che dice che la decisione iniziale spetta alla Regione e la seconda che dice che il Comune avrebbe la libertà di decidere diversamente. La verità è che se non si vuole incrementare il biglietto, allora bisogna trovare altrove le risorse. Ma dove? Per ora non ci sono fondi aggiuntivi a disposizione.
Ecco dunque che l’assessore Censi torna a parlare di aumento, ormai ritenuto inevitabile. Certo, in una fase di crisi come questo, sarà impopolare.


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