164 sì e 122 no

Mes, ok Senato a mozione maggioranza. Bankitalia: il fondo è utile all’Italia

Sì dell'Aula del Senato alla risoluzione unitaria di maggioranza sulle comunicazioni del presidente del Consiglio Giuseppe Conte in vista del prossimo Consiglio europeo con 164 sì,122 no


default onloading pic

3' di lettura

Sì dell'Aula del Senato alla risoluzione unitaria di maggioranza sulle comunicazioni del presidente del Consiglio Giuseppe Conte in vista del prossimo Consiglio europeo con 164 sì,122 no. Superata dunque la maggioranza assoluta di 161. Il voto non ha però placato i malumori nel Movimento 5 Stelle. Sono state quattro (Ugo Grassi, Stefano Lucidi, Francesco Urraro e Gianluigi Paragone) le dichiarazioni in dissenso di senatori del M5s che hanno annunciato il voto contrario. I primi tre sono pronti a lasciare il M5s e cambiare gruppo. L'Aula del Senato ha respinto le altre due risoluzioni sul Mes presentate dalle opposizioni

Ok al Mes anche dalla Camera
Anche l'Aula della Camera ha precedentemente approvato la risoluzione unitaria di maggioranza sulle comunicazioni del presidente del Consiglio Giuseppe Conte in vista del prossimo Consiglio europeo. Il testo è stato licenziato a Montecitorio con 291 voti a favore, e 222 contrari. Conte nelle comunicazioni alla Camera ha detto che il Governo italiano intende «promuovere, in seno al Consiglio Europeo, una maggiore coesione fra i leader europei. Non è, questo, nella famiglia europea il tempo per dividersi o per lasciarsi dividere».

Nuovo round in Parlamento a gennaio
Fonti del Movimento 5 Stelle parlano di «accordo chiuso nella notte, intorno alle 2.30, sul Mes». E aggiungono: «Confermata la logica del pacchetto. Siamo soddisfatti per la risoluzione di maggioranza che prevede le modifiche richieste dal Movimento». Poi precisano che ci sarà un nuovo round in parlamento a gennaio, prima del prossimo Eurogruppo». Le stesse fonti garantiscono che «ci sarà il pieno coinvolgimento del Parlamento prima dei prossimi passi sul Mes. Ogni decisione verrà presa ascoltando le Camere, non firmeremo nulla al buio».

Conte: «Nessuna modifica sostanziale del Mes con la revisione»
«La revisione del trattato sul Mes non apporta modifiche sostanziali al trattato già esistente e - in particolare - non introduce, ed è nostra ferma intenzione che questo non accada, alcun automatismo nella ristrutturazione del debito di uno Stato, ma lascia alla Commissione europea il fondamentale ruolo di valutarne la sostenibilità e di assicurare la coerenza complessiva delle analisi macroeconomiche effettuate sui Paesi membri» ha detto il premier Giuseppe Conte nelle comunicazioni alla Camera (semideserta) in vista del Consiglio Ue. «L’Italia - continua - non ha nulla da temere anche perché il suo debito è pienamente sostenibile, come dimostrano le valutazioni delle principali istituzioni internazionali, inclusa la Commissione, e come confermano i mercati». Aggiunge che «nel caso di eventuale richiesta di attivazione del Meccanismo europeo di stabilità, il Parlamento sarà pienamente coinvolto, con una procedura chiara di coordinamento e di approvazione».

La nuova architettura dell’Ue
Conte, inoltre, ha precisato che «la revisione del Mes è solo una parte di una nuova architettura europea che si verrà disegnando nei prossimi mesi e anni. Alcuni elementi di questa nuova architettura devono essere considerati assieme alle revisioni al trattato del Mes. Il Parlamento, con la risoluzione dello scorso giugno, ha dato mandato al governo di esprimere una strategia d'insieme sul pacchetto di riforme, nella consapevolezza che l'Italia deve giocare un ruolo attivo e propositivo nella loro definizione».

Bankitalia: il fondo è utile all’Italia
Il Mes «non è un organismo inutile e, certo, non danneggia il nostro paese; serve all'Italia tanto quanto a ciascun altro paese dell'area dell'euro». È quanto scrive Bankitalia in una rubrica di fact checking sulla riforma del meccanismo europeo di stabilità pubblicata sul proprio sito.«L'Esm -si spiega- attenua i rischi di contagio connessi con eventuali crisi di un paese dell'area dell'euro» (come è accaduto con l'Italia durante la crisi greca) e «riduce la probabilità di un default sovrano, almeno per i paesi le cui difficoltà sono temporanee». Il Governatore di Bankitalia, Ignazio Visco - precisa la nota - non ha definito la riforma dell'Esm (o Mes) un «enorme rischio», ma ha sostenuto che «l'introduzione di un meccanismo di ristrutturazione del debito sovrano (Debt Restructuring Mechanism) comporterebbe un rischio enorme. La riforma dell'Esm non prevede né annuncia un tale meccanismo».

Di Maio, grazie a chi mette faccia e crede in M5S
«Grazie al gruppo parlamentare del MoVimento 5 Stelle. Grazie a chi ha fatto nottata per scrivere la risoluzione di maggioranza votata oggi in Parlamento. Grazie a chi crede nel MoVimento e si impegna per portare avanti le nostre battaglie. Grazie a chi ci mette la faccia coN passione e determinazione. C'è ancora tanta strada da percorrere. E abbiamo il dovere di andare avanti rispettando il mandato che ci hanno conferito i cittadini. Nei loro confronti serve sempre grande rispetto». Lo scrive su Fb il leader del M5S Luigi Di Maio.

Per approfondire
Mes, 5 miti da sfatare sul Fondo salva-Stati
Cos'è il Mes, il Fondo salva-Stati e quali rischi corre l'Italia

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...