ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLe sfide per i Cinque Stelle

M5S, lunedì e martedì il voto online sul 2x1000

La svolta di Conte in favore del finanziamento alla prova degli iscritti. E c’è chi avverte: «Con la riduzione dei parlamentari ci siamo suicidati»

di Emilia Patta

Aggiornato alle 13.30 del 28 novembre 2021

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3' di lettura

Si svolgerà da lunedì 29 novembre, alle 12, fino alla stessa ora del giorno successivo, il voto on line tra gli iscritti di M5s per decidere l’iscrizione del Movimento al registro dei Partiti che permette l’accesso al 2X1000. Lo annuncia il sito di M5s. Gli iscritti voteranno anche sulla destinazione dei fondi delle restituzioni dei parlamentari pentastellati. «Fino a oggi sono stati restituiti oltre 100 milioni di euro e continueremo a farlo», recita il post. «Gli iscritti sono chiamati a decidere sulla destinazione della somma di 4.000.000 euro (quattromilioni/euro) delle restituzioni dei portavoce nazionali, scegliendo tra i soggetti sotto elencati segnalati dagli stessi Gruppi parlamentari; Anpas; CNR, per Progetti di ricerca; Emergency; Gruppo Abele Onlus; Lega del Filo d’Oro; Medici Senza Frontiere; Nove Onlus - Emergenza Afghanistan. Gli iscritti potranno esprimere fino a 2 preferenze».

Detto, fatto. L’ultimo totem del grillismo - ossia la contrarietà al finanziamento pubblico dei partiti visto come l’origine di tutti i mali della politica - cade senza quasi colpo ferire dopo otto anni dall’ingresso massiccio in Parlamento con il 25% del 2013. Anzi, quasi alla chetichella.

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La parola agli iscritti

Dopo l’ultima assemblea congiunta dei gruppi in cui con onestà il tesoriere Claudio Cominardi ha ammesso che le casse piangono e che va valutato il ricorso al 2 per mille su base volontaria, gli iscritti decideranno sulla piattaforma online SkyVote se il M5s dovrà iscriversi o meno nel registro dei partiti per ottenere la nuova forma di finanziamento introdotta tra le proteste del M5s durante il governo Letta nell’ormai lontano 2013. Pochi, infatti, i giorni a disposizione se si vuole utilizzare lo strumento già alla prossima scadenza della dichiarazione dei redditi: i termini per presentare l’iscrizione scadono il 30 novembre.

Il nodo risorse

Le casse piangono anche perché uno zoccolo duro di parlamentari si rifiuta ancora di dare il contributo mensile (i super ritardatari sarebbero una ventina), ma piangeranno ancora di più in prospettiva dopo il taglio del numero dei parlamentari imposto proprio dal M5s come condizione sine qua non durante le trattative con il Pd per l’avvio del Conte 2. Taglio che, assieme alla riduzione quasi a un terzo del bacino dei voti (l’ultimo sondaggio Winpoll-Il Sole 24 Ore stimava per il M5s un 11% nazionale), ridurrà di molto la platea finanziaria da cui si è attinto in questi anni. «La verità è che con il taglio del numero dei parlamentari ci siamo suicidati», ammettono a taccuini chiusi alcuni esponenti di primo piano del movimento.

In discussione uno degli ultimi tabù

Da qui la fretta e la sostanziale assenza di dibattito, se si eccettuano le voci di alcuni big come l’ex ministro Danilo Toninelli e il presidente della commissione Bilancio del Senato Daniele Pesco («non sembra opportuno utilizzare soldi pubblici in più rispetto a quelli che già utilizziamo»). Ma, certo, toccare uno degli ultimi tabù non è uno scherzo per chi del movimento è parte fondante come il ministro degli Esteri Luigi Di Maio o il presidente della Camera Roberto Fico, che non a caso si tengono alla larga dall’argomento.

La difficile posizione del Garante Grillo

L’aspetto positivo per il presidente Giuseppe Conte è, paradossalmente, la difficile posizione del Garante Beppe Grillo - difensore dei vessilli delle origini - dopo il rinvio a giudizio del figlio Ciro con l’accusa infamante di stupro di gruppo. Posizione che presumibilmente lo terrà per qualche settimana lontano dalle questioni interne al movimento.

A rischio il limite del secondo mandato per i parlamentari

Ed è così che anche l’ultimissimo totem del grillismo, ossia il limite del secondo mandato per i parlamentari, sarà più facile da abbattere. Ma Conte è intenzionato a sciogliere il nodo - probabilmente con un sistema di deroghe per competenza - solo dopo l’elezione del prossimo Capo dello Stato per non dare alle truppe pentastellate altri motivi di scontento che potrebbero riversarsi nel segreto dell’urna mandando a monte gli accordi tra i leader: sono oltre cento i parlamentari di prima nomina che sperano nell’uscita di scena dei big per puntare alla rielezione.

Conte, capo politico ancora senza squadra

Conte dovrebbe invece sciogliere la riserva sulle nomine della sua segreteria politica nei prossimi giorni, senza attendere le votazioni sul Quirinale, mettendo così fine all’anomalia di un capo politico eletto ad agosto e ancora privo di una sua squadra. Che sarà molto ampia, in modo da non scontentare nessuno o quasi: tra i nomi Chiara Appendino, Alfonso Bonafede, Fabio Massimo Castaldo, Nunzia Catalfo e Stefano Buffagni con l’importante delega per l’economia.

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