La consultazione online

M5s, Conte è il nuovo leader con il 92% di sì (62mila voti). «Entro fine anno programma governo»

La consultazione in rete per eleggere il presidente dei Cinque Stelle: hanno votato 67.064 (58,2% degli aventi diritto)

M5S: approvato nuovo statuto, l'87,3% iscritti dice sì

3' di lettura

Affluenza al 58% e consenso “bulgaro” nel voto degli iscritti M5s al nuovo leader Giuseppe Conte: all’ex presidente del Consiglio viene così affidato ufficialmente il compito di ridisegnare il Movimento 5 Stelle. Sulla nuova piattaforma Skyvote - dopo 48 ore di votazione senza interruzione notturna - i votanti sono stati 67.064, il 92,8% ha risposto sì alla domanda: «Sei favorevole all’elezione del prof. Giuseppe Conte alla carica di Presidente?».

Tour a settembre per il programma

«Questi appuntamenti si stanno rilevando una grande occasione di partecipazione democratica. Il quorum elevatissimo mi trasmette una grande energia e una grande responsabilità. Ce la metterò tutta per non deludervi, per restituire dignità alla politica, quella con la “p” maiuscola» ha detto Conte in diretta Facebook subito dopo la comunicazione dei risultati. Il neo presidente dei Cinque Stelle ha poi annunciato: «Da settembre io girerò tutta Italia, avremo così la possibilità di arricchire il nostro programma e spero già a fine anno avremo il più partecipato e importante programma di governo che sia mai stato elaborato».

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La scelta sul terzo mandato

Dirimente sarà anche la scelta che Conte farà sul terzo mandato: tema caldissimo per i parlamentari ma che lui, con ogni probabilità, rinvierà a tempo debito, probabilmente dopo il voto per il Capo dello Stato. Sul fronte interno Conte dovrà poi organizzare la “convention” che segnerà l’avvio del nuovo corso: sarà subito dopo le ferie estive.

Il ruolo di Di Maio e Fico

Intanto Luigi Di Maio sembra già aver assunto la veste del “garante”, ruolo che secondo alcune indiscrezioni potrebbe ricoprire assieme a Roberto Fico nella futura organizzazione. Entrambi si sono immediatamente complimentati con Conte. «Ennesima grande prova di partecipazione, ottimo risultato. Adesso ripartiamo più forti di prima con Giuseppe Conte presidente del M5S» ha commentato il ministro degli Esteri. «Buon lavoro a Giuseppe Conte! Con la sua elezione prende forma in modo sempre più significativo il nuovo corso del Movimento, ancorato alle proprie radici e allo stesso tempo capace di rigenerarsi e di guardare al futuro. Ci aspetta un grande lavoro da fare coinvolgendo tutta la nostra comunità in maniera sinergica» ha scritto su Facebook il presidente della Camera.

Il rapporto con Grillo

La nomina del comitato di garanzia e dei probiviri resta appannaggio di B eppe Grillo.Con il voto, Conte proverà a mettere alle spalle la frattura con il co-fondatore del Movimento. Il quale continua a rimanere silente. Non solo non ha detto una parola per promuovere il voto sullo Statuto, non solo ha taciuto sul voto per il nuovo Presidente, ma si è fatto vivo dal suo blog con un suo post solo per tornare a promuovere la transizione ecologica.

Il nuovo corso: la collocazione nel centrosinistra

La taratura del profilo politico del M5s è uno dei compiti che spettano al leader per definire il nuovo corso. E che si rispecchierà nelle prossime mosse di Conte. A partire dalla netta collocazione politica nel centrosinistra del M5s per poter giocare la sfida nei collegi maggioritari. Un movimento che si farà più moderato ma nettamente anti-salviniano, come già dimostrano le dichiarazioni contro la Lega che arrivano da esponenti 5 Stelle.

Il dissenso interno: due deputati verso l’espulsione

Il largo consenso alla sua leadership che metta fine alle diatribe interne: Conte potrà “silenziare” con lo strumento della democrazia diretta i dissidenti. I quali, mai come ora si sono fatti sentire organizzando il dissenso ma che non potranno fare altro che prendere atto del nuovo corso. Lasciando il Movimento, come si appresta a fare una fetta di iscritti sul territorio dal 10 agosto, o facendosi “cacciare” con palesi prese di distanza dalla linea del movimento. I “contiani” lo hanno già messo in conto. La strada, insomma, sarebbe segnata per i due deputati che non hanno votato la fiducia alla riforma Cartabia: Luca Frusone e Giovanni Vianello. Quest’ultimo ha già chiarito che voterà in dissenso dal gruppo quando arriverà alla Camera il decreto Grandi Navi, approvato al Senato con l’ok dei 5 Stelle e che contiene dentro «il 13esimo decreto salva Ilva con cui si regalano soldi pubblici all’azienda più inquinante d’Italia».

Il nuovo organigramma

Se la nomina del comitato di garanzia e dei probiviri resta appannaggio di Grillo, spetta a Conte nominare i suoi due (o tre) vicepresidenti, ruoli per i quali circolano i nomi di Vito Crimi, Paola Taverna, Lucia Azzolina, Chiara Appendino e Stefano Buffagni. Nomi che si rincorrono anche per il consiglio nazionale, la “segreteria” del nuovo Movimento, dove però molti saranno scelti in automatico visto che vi siederanno, tra gli altri, i presidenti dei gruppi parlamentari (che verranno rinnovati e su cui si registra un certo attivismo di Riccardo Ricciardi, ora vicario alla Camera), i rappresentanti del Parlamento europeo e dei territori.

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