ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùIncontro slittato a mercoledì

M5S, cosa chiederà Conte a Draghi e cosa Draghi potrà concedere

Il confronto su reddito di cittadinanza, superbonus e termovalorizzatori. Ma sull’invio di armi all’Ucraina per il premier nessun margine di trattativa

(ANSA)

2' di lettura

Da una parte le bandiere del Movimento 5 Stelle come il reddito di cittadinanza, il superbonus, la contrarietà al termovalorizzatore di Roma e la questione dell’invio di armi in Ucraina. Dall’altra parte Palazzo Chigi disponibile all’ascolto e in attesa per fare valutazioni per tirare eventualmente delle conclusioni. È la vigilia dell’incontro in programma lunedì 4 luglio tra il leader dei Cinque Stelle Giuseppe Conte e il premier Mario Draghi che però è slittato a mercoledì alle 16,30 a causa della tragedia sulla Marmolada: il premier è volato sul luogo del grave incidente.

L’ascolto di Palazzo Chigi

Da parte di Draghi ci sarà ascolto ma nessun deragliamento dalla linea impostata. Con la conferma netta di non aver mai chiesto al garante Beppe Grillo di far fuori l’ex premier dalla guida dei 5 stelle. La strada già tracciata (e condivisa con i partiti) da qui a fine anno, a cominciare dall’applicazione del Pnrr e dal via libera alle riforme indispensabili, rappresenta comunque la stella polare per le mosse del governo. E nessun arretramento è immaginabile sul posizionamento internazionale dell’Italia: il sostegno all’Ucraina con l’invio di armi andrà avanti. In settimana arriverà il quarto decreto.

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Reddito di cittadinanza

Tra le condizioni poste da Conte al tavolo con Draghi ci sarà certamente il tema del reddito di cittadinanza. Con un emendamento al decreto aiuti è stato introdotta una stretta alla misura, uno dei temi identitari del Movimento 5 Stelle. La proposta è arrivata dal centrodestra ma è stata votata anche dal Pd (con parere favorevole del governo) con il solo M5S contrario. Una sconfitta in commissione accolta con irritazione nel Movimento. Lunedì 4 luglio il testo approda alla Camera, la questione di fiducia è certa (va convertito entro il 16 luglio e deve passare al Senato). Per venire incontro alle istanze dei Cinque Stelle l’intervento potrebbe essere rivisto o cancellato.

Superbonus

Nella lista dei temi che il leader del Movimento tratterà c’è anche la questione superbonus al 110%, una delle misure simbolo del secondo governo guidato da Conte. Nonostante le insistenze del M5S il governo resta fermo sulla decisione di non prorogare la misura: è però intervenuto per sbloccare la situazione dei crediti incagliati, ampliando la platea degli istituti su cui le banche possono scaricare quelli acquisiti da imprese e cittadini. Misura inserita anche in questo caso con un emendamento al decreto aiuti. I Cinque Stelle, però, insistono per ulteriori interventi con l’obiettivo della «massima agibilità nella circolazione dei crediti fiscali da parte dei soggetti interessati» perché «purtroppo questa agibilità è ancora insufficiente».

Termovalorizzatore di Roma

Nel decreto aiuti è presente, oltre alla stretta sul reddito di cittadinanza, un’altra misura indigesta per il M5s: quella sul termovalorizzatore a Roma. I Cinque Stelle hanno provato a far passare un emendamento che puntava a limitare i poteri nella gestione dei rifiuti del sindaco di Roma, in veste di commissario per il Giubileo, in modo da ostacolare la realizzazione dell’inceneritore. Ma la proposta è stata bocciata. Tuttavia una mediazione sul tema con Palazzo Chigi è considerata possibile.

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