LA PARTITA NEL MOVIMENTO

Tensioni interne ai Cinque Stelle, Crimi: tre ipotesi di nuova leadership

Il primo scenario prevede la votazione, su Rousseau, di un capo politico unico. Il secondo una leadership collegiale, da votare sempre online ma con previo cambio di Statuto. Il terzo scenario porta ad un percorso, che parte dai territori, per gli Stati Generali. M5S: su proposte Crimi consultazione gruppi via mail

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Il primo scenario prevede la votazione, su Rousseau, di un capo politico unico. Il secondo una leadership collegiale, da votare sempre online ma con previo cambio di Statuto. Il terzo scenario porta ad un percorso, che parte dai territori, per gli Stati Generali. M5S: su proposte Crimi consultazione gruppi via mail


4' di lettura

Tre scenari per il futuro del M5S. È quello che ha proposto, a quanto si apprende, il capo politico M5S Vito Crimi introducendo l’assemblea congiunta dei gruppi del Movimento. Il primo scenario prevede la votazione, su Rousseau, di un capo politico unico. Il secondo una leadership collegiale, da votare sempre online ma con previo cambio di Statuto. Il terzo scenario porta ad un percorso, che parte dai territori, per gli Stati Generali. Un percorso inclusivo che, si spiega, coinvolgerebbe anche eletti locali ed europarlamentari.

La consultazione tra i deputati e senatori M5S sulle tre ipotesi proposte da Crimi per il futuro del Movimento, a quanto si apprende, avverrà via mail. La consultazione si svolgerà nelle prossime ore mentre, in assemblea, non ci sarà un voto in presenza.

M5S: fonti, se Stati Generali partenza entro ottobre

Il terzo scenario proposto da Crimi, sempre a quanto si apprende, prevede che, entro il 15 ottobre, partano le assemblee territoriali dal basso per proporre l'agenda dei temi. Al contempo si prevede la costituzione di una “commissione” composta da vari soggetti (parlamentari, regionali, comunali, ect) che elabori le proposte e formuli i documenti su cui avviare consultaizone in rete. La commissione, una volta costituita, utilizzando il lavoro svolto nelle assemblee territoriali e i documenti pervenuti, predisporrà una sintesi delle questioni su cui l'assemblea degli iscritti del Movimento si ritiene debba esprimersi.

Se Stati Generali su leadership voto finale online

La terza ipotesi prevede un percorso per gli Stati Generali e la possibilità, per gli iscritti al Movimento, di esprimersi su due temi: questioni organizzative che dovranno essere oggetto di una votazione (tra cui il nuovo modello di direzione del Movimento); eventuali questioni che necessitano di un approfondimento, che potranno essere oggetto di valutazioni in ulteriori step. Le questioni che dovranno essere oggetto di votazione - si apprende ancora - saranno sottoposte al capo politico che ne proporrà la consultazione online.

Crimi: percorso dal basso, urgente tema governance

«Chiedevate un percorso dal basso ed è quello che sta avvenendo - avrebbe detto Crimi nel suo intervento in assemblea -. Non state vedendo un post direttamente sul blog con una decisione. L'idea è che siano i portavoce che scelgono autononamente singoli soggetti per la commissione (per gli Stati Generali, ndr). Non avrete un uomo che da la soluzione.Gli Stati Generali sono un percorso. Ci sono due livelli, uno più urgente, la governance. Serve l'avviamento per dare carburante al percorso, e lasciare il confronto sui temi a un approfondimento maggiore», avrebbe continuato il leader politico.

Sulle regionali: privilegiato territori, lo sanno tutti

Crimi avrebbe affrontato il tema delle regionali: «L'autocritica che mi faccio sulle Regionali? Aver sempre privilegiato i territori e le volontà specifiche delle singole realtà territoriali. E questo lo sanno tutti».

Una volta presentate le proposte, è iniziato il dibattito, con i primi interventi (come quelli di Emanuele Dessì o di Dalila Nesci), contrari all'ipotesi di votare su Rousseau, senza un percorso congressuale, la nuova leadership, che sia collegiale o monocratica. Al momento non è previsto un voto delle assemblea sulle tre ipotesi proposte dal capo poltiico. La deputata Carla Ruocco ha lasciato la riunione

Lo scontro interno al Movimento

L’assemblea congiunta dei gruppi M5s di Camera e Senato è la prima occasione per trovarsi tutti assieme, e guardarsi negli occhi dopo il verdetto delle regionali, che per M5s ha registrato un tracollo. La vigilia dell’incontro ha registrato toni “infuocati”. Il Movimento è un mare in tempesta, dove tra parlamentari, eurodeputati e eletti locali, ognuno vuole dire la sua. Un mare sul quale pende, minacciosa, l'ombra della scissione.

Obiettivo Stati Generali

Gli Stati Generali li vogliono tutti, sia l’ala governista di Di Maio, Fico e Taverna sia quella di Di Battista e dei suoi fedelissimi, dalle ex ministre Barbara Lezzi e Giulia Grillo all'europarlamentare Ignazio Corrao fino a Massimo Bugani. Il problema è il come. Il leader politico Vito Crimi, diventato nelle ultime ore bersaglio trasversale, accusato di tergiversare, potrebbe decidere la prossima settimana, dopo aver consultato “big” nazionali e locali e dopo che dall’assemblea congiunta dei parlamentari emergerà un orientamento.

Nel mirino la piattaforma Rousseau

All'ordine del giorno della riunione figura il tema “Stati Generali” ma, stando a quanto si è appreso da diversi parlamentari alla vigilia dell’incontro, potrebbe essere la piattaforma Rousseau il “primo” bersaglio dei deputati e senatori. Il clima è surriscaldato anche perché due giorni fa, i probiviri del Movimento hanno aperto il procedimento disciplinare nei confronti di chi ha fatto campagna per il No al referendum, procedimento che si aggiunge a quello, annunciato dallo stesso Davide Casaleggio, per i “morosi” sulle rendicontazioni.

L’accusa a Casaleggio

Una parte dei gruppi accusa il numero uno di Rousseau di aver cambiato, sul sito tirendiconto.it, il termine entro cui essere in regola con le restituzioni (non più entro aprile ma entro i due mesi precendenti) prima di inviare la mail d'avvertimento agli eletti. Termine che, pochi giorni dopo, è stato poi ricambiato tornando all'iniziale deadline di aprile.

Il braccio di ferro tra governisti e non

La stella polare dei “governisti”, a cominciare dall’ex leader politico Luigi Di Maio tornato pienamente in campo con la vittoria del Sì nel referendum costituzionale per il taglio dei parlamentari (fanno parte di questa corrente anche Roberto Fico e Paola Taverna), è un percorso di alleanze con il Pd sulla scia del “modello Pomigliano” e in vista delle Comunali. Contrario a questa linea Alessandro Di Battista, l'uomo delle piazze. Nessuno, tra i big del M5S, crede che l'ex deputato strapperà. E nessuno - o quasi - lo vorrebbe fuori dal Movimento.

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