L’INCONTRO A PALAZZO CHIGI

M5s e Lega: passi avanti sulla manovra. Fonti Carroccio: quota 100 e taglio Ires da 1 miliardo


Manovra, Di Maio: 'Tagli e scelte coraggiose'

8' di lettura

Prende forma uno dei pilastri della manovra, il pacchetto fiscale per aziende e autonomi messo a punto dalla Lega che, stando alle indicazioni fornite da fonti del Carroccio, avrebbe ricevuto un sostanziale via libera politico, oltre che il placet del ministro dell’Economia Giovanni Tria, in occasione del vertice sulla manovra che si è svolto oggi a Palazzo Chigi. All’incontro non ha partecipato il vicepremier Luigi Di Maio, in missione in Cina.

Dal prossimo anno arriverà quindi una platea più ampia per il regime forfettario, che consentirà a piccoli e autonomi di essere esonerati dall’obbligo di fatturazione elettronica. Per le grandi imprese arriva invece la super-Ires che vale, secondo le prime stime, «quasi un miliardo di risparmi» sulle tasse per le aziende, come ha sottolineato il sottosegretario al Mef Massimo Bitonci che sta seguendo il dossier in prima battuta insieme al collega Massimo Garavaglia.

I tempi per definire i contenuti della manovra sono infatti stretti. La Nota di aggiornamento al Def è attesa entro giovedì 27 settembre. La revisione del Pil 2017, sottolineano fonti tecniche qualificate consultate dall’agenzia Radiocor, non aiuterà la crescita di quest’anno, mentre il miglioramento che ha determinato sul rapporto debito/Pil è di supporto al quadro di finanza pubblica in vista della Legge di Bilancio.

Di Maio: reddito di cittadinanza solo agli italiani
Da Pechino
il vicepremier grillino Luigi Di Maio chiarisce, in un’intervista radiofonica a Radio Anch’io, che il reddito di cittadinanza andrà solo «ai cittadini italiani». «Dalla mia parte c’è sempre stata lealtà e anche dalla loro», commenta il leader pentastellato. L’altro azionista di maggioranza del governo giallo verde, il segretario federale della Lega Matteo Salvini, accoglie «con grande piacere» la precisazione. L’incontro a palazzo Chigi per definire le misure della manovra è durato più di tre ore e, come ha ricordato Salvini, nel corso della riunione sono stati affrontati anche altri temi fra cui i decreti legge sicurezza e migranti che dovranno essere esaminato dal Consiglio dei ministri il prossimo lunedì.

«Al vertice passi in avanti»
Il vertice sulle misure da inserire nella legge di Bilancio è stato convocato anche se Di Maio non è in Italia (è in Cina in missione). «Ho avuto notizie dal vertice di oggi a Palazzo Chigi, si sono fatti dei passi in avanti», sottolinea il vicepremier da Pechino. «Il nostro obiettivo - ribadisce - è il reddito di cittadinanza, superare la Fornero e abbassare le tasse con un sistema di flat tax. Bisogna farne ancora altri di passi in avanti e soprattutto togliersi dalla testa i numerini e pensare ai cittadini, o saremmo un Padoan qualunque».

Fonti M5S: nel vertice nessun tabù sul 2%
Dal vertice di oggi sono emersi 3 punti fermi: reddito di cittadinanza, quota 100 e flat tax. È quanto si apprende da fonti del M5S. In particolare, si spiega, siamo soddisfatti perché si è deciso di mettere da parte alcune misure per garantire il superamento della Fornero. C'è stata inoltre condivisione su quella che è sempre stata la linea M5s, cioè che i cittadini vengono prima delle virgole: perciò non ci
sarebbero tabù intorno al deficit al 2% da parte di nessuno, l'importante è la
credibilità della politica economica.

Fonti Lega: c'è impegno Tria a cercare soluzioni
Questa mattina a Palazzo Chigi c’è stata «una riunione molto positiva e il ministro Tria ha preso atto della volontà politica della Lega e del Movimento 5stelle di realizzare formule importanti di cambiamento, dal reddito di cittadinanza per gli italiani alla riforma delle pensioni». Lo riferisce uno dei partecipanti alla riunione, secondo quanto riferiscono fonti della Lega. «Ora c’è l’impegno di tutti ad affinare le proposte e dello stesso ministro Tria a cercare soluzioni», aggiunge.

Quota 100 e taglio Ires da 1 miliardo
Sempre fonti del Carroccio aggiungono che i tecnici di maggioranza sono in queste ore al lavoro per verificare gli impatti di crescita e spesa sui conti. «Ora c’è l’impegno di tutti ad affinare le proposte e dello stesso ministro Tria a cercare soluzioni, con l’ottica di realizzare la maggior parte delle misure, anche le più costose, con coperture che abbiano un basso impatto sui conti pubblici e comunque senza aumentare le tasse e l'Iva perché, senza crescita non può esserci sviluppo». La Lega conferma, tra le altre cose, quota 100 sulle pensioni (62 + 38), la riforma fiscale con l’Ires al 15% per gli utili reinvestiti in azienda che comporterebbe un risparmio per le imprese di quasi un miliardo, un sistema snello di ammodernamento delle opere pubbliche che consentirebbe un miglioramento delle infrastrutture da affiancare all’apertura di cantieri più impegnativi.

Salvini e Fraccaro: non ci impicchiamo a numeri
«Siamo sulla buona strada. Non ci impicchiamo sui numeri ma siamo impegnati sulle cose da fare». Così il pentastellato Fraccaro lasciando Palazzo Chigi dopo il vertice risponde a chi gli chiede se il governo abbia chiuso l’accordo sul deficit. Il lavoro che il governo sta facendo, prosegue, «è ottimo e stiamo lavorando bene». La stessa linea viene espressa dall’altro azionista di maggioranza dell’esecutivo Conte, la Lega, per il tramite del vicepremier Matteo Salvini. Per la manovra «non ci impiccheremo allo zero virgola. Noi vogliamo ridare dignità all’Italia e se creiamo posti di lavoro a Bruxelles saranno contenti. Tranquilli, le risorse ci sono», sottolinea il segretario federale del Carroccio. «Se mando in pensione gli esodati - aggiunge Salvini - creo 500 mila posti di lavoro».

Salvini: non ci sarà aumento Iva
Nella manovra economica, chiarisce il vicepremier Matteo Salvini, «non ci sarà l’aumento dell’Iva. Questo governo è stato votato per tagliare le tasse». «Stiamo aprendo tutti i cassetti - aggiunge - taglieremo anche le tasse sulla benzina
e metteremo mano alla legge Fornero per mandare in pensione chi ne ha diritto».

Prossimo anno 1 milione pagano meno tasse
«L’obiettivo per l’anno prossimo - continua il responsabile del Viminale - è di fare pagare ad almeno un milione di italiani meno tasse. E sarò felice se riuscirò a mantenere un altro impegno preso, mandare in pensione 3-400 mila persone che la legge Fornero aveva incatenato al posto di lavoro. Farò di tutto per metterlo nella manovra economica».

GUARDA IL VIDEO / Per molti ma non per tutti. Di Maio: reddito di cittadinanza in manovra è imprescindibile

Salvini: bene incontro Chigi, avanti spediti su migranti
Sempre sull’incontro di oggi, il leghista confida: «Incontro utile, positivo, raccoglieremo alcune proposte e andiamo avanti spediti con i decreti sicurezza e immigrazione che saranno approvati lunedì in Consiglio dei ministri con il presidente Conte e Di Maio».

Deficit oltre 1,6%? Tema è quante risorse servono
Sforare l’1,6% nel rapporto tra Deficit e Pil? «Secondo me - è la risposta dell’altro vicepremier, Di Maio -, come abbiamo sempre detto in tutte le riunioni sulle Legge di Bilancio, è chiaro ed evidente che il tema non è quanto sforare, ma quante risorse ci servono per migliorare la vita degli italiani, dare occupazione ai giovani, il reddito di cittadinanza, meno tasse per gli imprenditori con la flat tax. In base a questo calibriamo il deficit e la spending review». «Molto verrà dai tagli alla spesa - ribadisce il vicepremier - ma se questi tagli andranno a regime negli anni in corso, ci sono misure espansive» che aiuteranno i conti pubblici «e poi rientriamo negli anni successivi, non succede niente, il Paese crescerà».

Si vuole dare la sensazione di un governo nel caos
Di Maio nega l’esistenza di tensioni nel Governo: «Ma io credo che tutti questi giorni si stia giocando con me, con Tria, con Salvini, Conte per dare la sensazione di un Governo nel caos. Invece anche la riunione di stamattina è un altro tassello del lavoro che si sta facendo sulla Legge di Bilancio».

Centrodestra non mi preoccupa, Salvini leale
«Non mi preoccupa il centrodestra - continua Di Maio, a commento del vertice di giovedì 20 settembre tra Silvio Berlusconi, Matteo Salvini e Giorgia Meloni-, è una situazione che già conoscevamo, lo sapevamo che la Lega governa con Forza Italia nelle Regioni e negli Enti locali, lo sapevamo quando abbiamo fatto il contratto. Noi non andiamo con la Lega alle elezioni territoriali e non ci vogliamo andare, e non ci andremo alle politiche né alle europee. Per le elezioni ognuno si attrezza per sé». Sulle convergenze programmatiche tra i due, Di Maio osserva: «In realtà nel programma c’è l’anticorruzione, il taglio ai vitalizi, tutte cose che hanno fatto venire il coccolone a Berlusconi». E sul rapporto con Salvini ribadisce: «Non ho mai avuto nessuna ragione per pensare che ci fosse malafede. C’é lealtà da parte mia e da parte loro».

Bitonci a Tria: si può arrivare 2-2,2% deficit/Pil
«È chiaro che si deve trovare una soluzione e aprire un po’ i cordoni della borsa, è giusto che sia così. Tria fa il suo lavoro. Noi sappiamo benissimo che una certa elasticità può essere data. Salvini parlava di 2,9%, ora di 2,5% e io penso che si potrebbe arrivare tranquillamente tra il 2 e il 2,2%». Così il sottosegretario all’Economia, Massimo Bitonci, sul tema di una maggiore elasticità in manovra nel rapporto deficit/pil. «La Lega si è presa l’onere di scrivere la parte fiscale con una flat tax al 15% per Pmi fino a 65 mila euro di volume d’affari», ricorda l’esponente leghista. Quanto al tema del reddito di cittadinanza, aggiunge che si tratta di «un cavallo di battaglia del Movimento 5 Stelle. Noi preferiamo lavorare al taglio delle tasse e ai temi legati alle aziende. È vero che bisogna dare degli aiuti, ma è anche vero che dobbiamo lavorare sul Pil per creare maggiore sviluppo economico».

Lunedì in cdm decreto “contro migranti furbetti”
Salvini parla anche delle misure per la sicurezza. «A Palazzo Chigi ho preso un gradevolissimo caffè con il presidente del consiglio per limare alcuni passaggi del decreto sicurezza. Finalmente dopo mesi di lavoro lunedì ore 10, tornato Di Maio, tornato Conte, arriverà in Consiglio dei ministri. Ci sono alcune correzioni tecniche che ci hanno chiesto di fare. Non c’è nessuna polemica, mi sembra che non ci siano ostacoli nè del Quirinale nè dei 5 Selle». Dal suo punto di vista si tratta di un decreto «con una chiara impronta del “prima gli italiani”, quindi sarà più difficile fare i furbetti per gli immigrati che arrivano in Italia». Fonti del Carroccio confermano che i decreti sicurezza e immigrazione sono in queste ore oggetto di uno studio per accogliere alcuni rilievi tecnici ma non di sostanza, compresa l’ipotesi di unificare i due testi in uno solo purché i contenuti restino invariati.

Franco (Ragioneria Stato): pressioni? «Non dico una parola»
«Non dico una parola, non rilascio interviste». Questa la risposta di Daniele Franco, Ragioniere generale dello Stato, a chi gli chiedeva se si sentisse sotto pressione per la sua posizione. Indiscrezioni in questo senso, relative al ruolo di Franco in vista della manovra sui conti pubblici in preparazione da parte del Governo, sono uscite sui media negli ultimi giorni. La Ragioneria generale ha il potere di negare la “bollinatura” se una legge di bilancio contiene misure che deviano dall’obiettivo di saldo indicato dal provvedimento stesso.

Treu: inaccettabile riconoscere reddito cittadinanza solo agli italiani
«È inaccettabile, secondo il diritto europeo, che una prestazione assistenziale come il reddito di cittadinanza possa essere data solo agli italiani». Lo sottolinea il presidente del Cnel e ex ministro del Lavoro, Tiziano Treu spiegando che la Corte europea di giustizia si è pronunciata più volte su prestazioni simili ribadendo l’estensione anche agli stranieri con permesso di lungo soggiorno. «Secondo me non è accettabile - afferma rispondendo a un domanda sulle parole del vicepremier Di Maio - che si dia solo agli italiani».

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