Riforma dello Sport

M5S: fiducia a Spadafora. Giallo sulle dimissioni del ministro

l ministro per lo Sport è finito sulla graticola per quella che viene definita come una mediazione a favore del Coni nella riforma dello Sport

di Andrea Marini

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l ministro per lo Sport è finito sulla graticola per quella che viene definita come una mediazione a favore del Coni nella riforma dello Sport


2' di lettura

«Il M5S dall'inizio della legislatura sta lavorando con obiettivi precisi sullo sport. Il testo unico sulla riforma del settore ci vede convinti nel portare avanti il lavoro fatto in questi anni: nessuno vuole bloccare il provvedimento e c'è piena fiducia nel ministro Vincenzo Spadafora». Così in una nota congiunta le senatrici del Movimento 5 Stelle in VII commissione (Istruzione, Cultura e Sport). Il nuovo attestato di fiducia viene dopo giorni in cui si erano rincorse voci di possibili dimissioni del ministro, padre della riforma dello Sport in attesa del varo da parte del governo.

Il nodo della riconsegna delle deleghe

Vincenzo Spadafora, il ministro per lo Sport e le Politiche Giovanili, è finito sulla graticola per quella che viene definita come una mediazione a favore del Coni nella riforma dello Sport in dirittura di arrivo. E, questa volta, le conseguenze nel governo potrebbero essere concrete: perché lo stop alla riforma ha portato, nelle scorse ore, Spadafora a ipotizzare di rimettere la delega allo Sport (ma non quella alle Politiche Giovanili).

La lettera anti-Spadafora

Il caso scoppia con la lettera firmata dal direttivo il 3 agosto pomeriggio, con cui, di fatto, i vertici parlamentari del M5S dicono “no” alla riforma Spadafora. L'ex braccio destro di Luigi Di Maio non ci sta. Immediatamente minaccia di rimettere la delega allo sport (ma non di dimettersi ex abrupto come ministro del governo). L'agitazione monta e, spiegano fonti di primo piano, nella serata del 3 agosto arriva sino a Genova dove mezzo esecutivo è riunito per l'inaugurazione del Ponte San Giorgio. E la notte non sembra portare consiglio.

Il giallo dell’incontro con Conte

In mattinata circolano, insistenti, rumors su un incontro tra Spadafora e il premier Giuseppe Conte, con il primo che avrebbe rimesso la delega al secondo e il capo del governo che avrebbe congelato il tutto. Rumors che sono seccamente smentiti da entrambi le parti. Intanto, nei corridoi parlamentari, è un proliferare di accuse incrociate. Il direttivo, secondo fonti autorevoli del M5S, si sarebbe successivamente smarcato da quella lettera, scritta in realtà dai parlamentari Provenza, Tuzi, Valente e Dessì.

Spadafora e l’asse Pd-M5S

Spadafora è uno dei “padri” del governo giallorosso. Quindi è difeso (sia nel Pd che nel M5S) da chi vuole puntellare l’alleanza, mentre è minato da chi (sia nel Pd che nel M5S) vorrebbe far finire l’intesa. Il passo indietro di Spadafora, comunque, come confermato dal suo staff, non si registra. Mentre non è scontato che, nelle prossime ore, il faccia a faccia con Conte ci sia.

Il ridimensionamento del Coni di Malagò

Nel merito, il nodo ha un nome è cognome: Giovanni Malagò. Il numero uno del Coni è un “avversario” storico di Alessandro Di Battista e dell'ala ortodossa del Movimento. E la riforma pensata nel governo Conte I, quando la delega allo Sport era di Giancarlo Giorgetti e il suo vice era Valente, puntava ad un drastico ridimensionamento del Coni, con il rafforzamento di della nuova società Sport e Salute. «Ma il governo è cambiato e gli alleati sono cambiati. Iv e Pd sono partito chiedendo l'azzeramento di Sport Salute», spiega una fonte vicino al dossier. Spadafora ha mediato, scontentando, alla fine proprio il M5S. Il caso arriva nel mezzo della guerra fraticida nel M5S.

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