IN COMMISSIONE ALLA CAMERA

M5S alla guerra sul ddl acqua pubblica: c'è il nodo coperture

di Andrea Carli


default onloading pic

2' di lettura

Sullo sfondo del ddl sull’acqua pubblica, cavallo di battaglia dei Cinque Stelle - è tra le cinque misure rilanciate di recente da Di Maio sul Blog delle Stelle - non c’è solo l’impasse di una proposta di legge ferma in Commissione Ambiente della Camera, nell’attesa che arrivi la relazione tecnica chiesta al Governo per fare luce sulle coperture.

Il ddl: tra le coperture anche almeno un miliardo all’anno dalla Difesa
Sulo sfondo di quel disegno di legge c’è anche un braccio di ferro, poi (stando alle ultime dichiarazioni dei protagonisti) rientrato. La partita si è giocata non, come le cronache quotidiane segnalano, all’interno della maggioranza tra Cinque Stelle e Lega. La sfida è stata tutta all’interno del Movimento. L’articolo 17 della proposta di legge n.52 “Disposizioni in materia di gestione pubblica e partecipativa del ciclo integrale delle acque”, infatti, prevede, a proposito delle coperture, che almeno un miliardo di euro all’anno, a partire dal 2018, venga attinto dalle dotazioni finanziarie iscritte nello stato di previsione del ministero della Difesa, guidato dalla pentastellata Elisabetta Trenta.

Lo stop del ministero. «Il prelievo è saltato»
La soluzione non è piaciuta al ministero “amico”, tanto che in una nota pubblicata nelle ultime ore i parlamentari M5s della Commissione Difesa della Camera hanno gettato acqua sul fuoco. Ricordando, in particolare, che già da tempo è stato avviato un tavolo con il ministero che ha avuto l’esito di rivedere il testo e revocare l’ipotesi di un prelievo dalla Difesa.« Al contempo - aggiunge la nota - già sono state individuate altre coperture».

Rimane il nodo coperture: la relazione tecnica non arriva ancora
Ed è proprio quello delle coperture il nodo che, allo stato attuale, risulta ancora da sciogliere. L’esame della proposta è attualmente ferma in Commissione, nell’attesa che arrivi quella relazione tecnica che ad oggi non è ancora pervenuta (in Commissione non si ha idea di quando potrebbe arrivare). Fino ad ora sono stati presentati 230 emendamenti. Il disegno di legge è calendarizzato per andare in aula il 27 maggio, il giorno dopo le elezioni europee. Considerato che l’arrivo in aula è già slittato una volta - sarebbe dovuto pervenire già il 25 marzo - non èscluso che il copione si ripeta. Soprattutto se dalle urne dovesse venir fuori un responso che rimette in discussione gli equilibri all’interno della maggioranza giallo verde.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...