ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLa conferenza stampa del ministro degli Esteri

Di Maio: «Lascio M5s. Da irresponsabili picconare il governo per pochi punti di consenso»

Sarebbero pronti a seguire il ministro degli Affari esteri 50 deputati e 11 senatori, ma il conteggio viene aggiornato in continuazione

Di Maio accolto dagli applausi all'arrivo alla conferenza stampa per annunciare uscita da M5S

5' di lettura

Per M5s è alla fine giunto il momento della scissione. Di Maio strappa con Conte e dà l’addio ai Cinque Stelle, e inizia una nuova avventura politica, “Insieme per il futuro”, una nuova compagine parlamentare. Con la crisi in Ucraina occorreva scegliere da che parte stare della storia, «con l’Ucraina aggredita o la Russia aggressore», ha messo in evidenza il ministro degli Affari esteri, intervenuto in conferenza stampa nella serata di martedì 21 giugno una conferenza stampa all’Hotel Bernini di Roma per annunciare la sua uscita dal MoVimento 5 Stelle.

Tuttavia, ha immediatamente aggiunto il responsabile della Farnesina, «le posizioni di alcuni dirigenti del M5s hanno rischiato di indebolire il nostro Paese. Quella di oggi è una scelta sofferta che mai avrei immaginato di dover fare. Oggi - ha continuato Di Maio - io e tanti lasciamo il M5s che da domani non sarà più la prima forza politica del Paese. Da oggi inizia un nuovo percorso. Per fare progredire l’Italia da Nord a Sud abbiamo bisogno di aggregare i migliori talenti e le migliori capacità, perché uno non vale l’altro». «Nessuno ha intenzione di creare una forza politica personale - ha aggiunto -, ci mettiamo in cammino. Partendo dagli amministratori locali. Dovrà essere un’onda con al centro le esigenze territoriali. Non ci sarà spazio per l’odio, populismo, sovranismi ed estremismi».

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Il ministro ha fatto riferimento a quanto accaduto poche ore prima al Senato, dove l’aula ha approvato una risoluzione di maggioranza in vista del Consiglio europeo del 23 e 24 giugno. «Quella di oggi è stata una giornata molto importante - ha sottolineato Di Maio - , al Senato è stata votata la risoluzione che rafforza il governo e il presidente Draghi che andrà al prossimo consiglio europeo con il forte sostegno delle forze politiche che sostengono l’Esecutivo. Dopo settimane di ambiguità - - turbolenze e attacchi oggi siamo arrivati a un voto netto. Non possiamo permetterci più ambiguità. Dovevamo necessariamente scegliere da che parte stare della storia, con l’Ucraina aggredita o la Russia aggressore. Le posizioni di alcuni dirigenti del M5s hanno rischiato di indebolire il nostro Paese. Pensare di picconare la stabilità del governo solo per ragioni legate alla crisi di consenso è da irresponsabili».

Alla conferenza stampa hanno partecipato una cinquantina di deputati e senatori. Fra di loro ci sono la viceministro dell’Economia Laura Castelli, Simone Battelli, Davide Serritella, Carla Ruocco, Simone Valente, Francesco D’Uva, Vincenzo Presutto e Primo Di Nicola. Di Maio è stato ricevuto in serata al Quirinale dal capo dello Stato Sergio Mattarella.

Di Maio, operazione verità, M5s ambiguo in politica estera

«In questi mesi - ha ricordato il ministro degli Affari esteri dell’esecutivo Draghi - la prima forza politica in Parlamento aveva il dovere di sostenere il governo senza ambiguità. Abbiamo scelto di fare un’operazione verità, partendo proprio dall’ambiguità in politica estera del M5s. In questo momento storico sostenere i valori europeisti e atlantisti non può essere una colpa».

Pronti ad andare con Di Maio 50 deputati e 11 senatori

Sono al momento cinquanta alla Camera e undici al Senato, i 5 Stelle pronti a seguire il ministro degli Affari esteri, e fra questi ci sono cinque degli undici fra sottosegretari e viceministri in quota Movimento. È l’ultimo conteggio che circola fra Montecitorio e Palazzo Madama sulla raccolta firme partita nella mattinata di martedì 21 giugno da parte di alcuni parlamentari vicini al ministro degli Esteri, per la formazione di un gruppo autonomo alla Camera e di una componente del Misto al Senato. Numeri che, confidano i parlamentari in rotta con la gestione di Giuseppe Conte, sono destinati ad aumentare dopo i ballottaggi di domenica 26 giugno. «Abbiamo già raccolto oltre 50 firme, oltre le aspettative. Stiamo ancora ricevendo iscrizioni. Possiamo arrivare a 60 iscritti», sottolineano parlamentari vicini al ministro.

Chi dovrebbe passare con il ministro degli Affari esteri

Su 227 parlamentari 5s (155 alla Camera e 72 al Senato), oltre un quarto sono pronti quindi a mettersi alle spalle il Movimento, considerando anche il senatore Emiliano Fenu, che avrebbe deciso di lasciare il suo gruppo ma non per seguire Di Maio. Fra i quarantanove deputati che hanno finora sottoscritto per la creazione di un nuovo gruppo (un cinquantesimo ha dato la parola, ma deve ancora firmare), secondo quanto si apprende ci sono anche il viceministro dell’Economia Laura Castelli, il questore della Camera D’Uva, Vincenzo Spadafora, il sottosegretario agli Esteri Manlio Di Stefano, quella per il Sud Dalila Nesci e quello per la Salute Pierpaolo Sileri. Nell’elenco viene aggiunto anche Simone Battelli, presidente della commissione Politiche Ue, Vittoria Casa che presiede la commissione Cultura e Filippo Gallinella, a capo della commissione Agricoltura. Fra i senatori ci sono il sottosegretario alla Giustizia Anna Macina Primo Di Nicola, Vincenzo Presutto, Trentacoste, Campagna, Donno, Vaccaro e Simona Nocerino.

Al Senato l’ostacolo del regolamento per nuovi gruppi

In base al regolamento della Camera per costituire un gruppo a Montecitorio servono 20 deputati. Al Senato invece la strada è più complicata: per la costituzione di un gruppo parlamentare servano almeno dieci senatori ma l’articolo 14 del regolamento dice che i gruppi devono «rappresentare un partito o movimento politico che abbia presentato alle elezioni del Senato propri candidati con lo stesso contrassegno, conseguendo l’elezione di senatori».

L’ipotesi di un’uscita di M5s dalla maggioranza

E accanto alla conta cominciano a circolare anche voci che vorrebbero Conte, costretto a cedere sulla risoluzione al Senato, pronto a uscire dal governo. «Sono altri che creano problemi non noi», ha sottolineato il ministro “contiano” Stefano Patuanelli. L’addio della pattuglia dimaiana per formare il gruppo “Insieme per il futuro”, preoccupa il Pd: «Fate in modo che lo scontro non ricada sul governo e sulla politica estera italiana», è il messaggio recapitato dal segretario Enrico Letta sia a Conte sia a Di Maio, mentre Matteo Renzi e Carlo Calenda hanno apertamente festeggiato per lo strappo interno al Movimento.

Di Battista, ignobile tradimento governare con tutti per comode poltrone

La scelta di Di Maio è stata criticata da Alessandro Di Battista. «Un movimento nato per non governare con nessuno ha il diritto di evolversi e governare con qualcuno (mantenendo, ovviamente, la maggioranza nel consiglio dei ministri) per portare a casa risultati - ha scritto su Facebook -. Non ha alcun diritto di governare con tutti per portare a casa comode poltrone. Si chiama ignobile tradimento. Non senso di responsabilità. Forse adesso, e soltanto adesso, alcuni attivisti del Movimento stanno comprendendo le ragioni delle mie scelte passate (e anche di quel che dicevo in passato). Ma, per l’appunto, è il passato», ha aggiunto.

M5s: a Napoli verso scissione, 3 consiglieri con Di Maio

La possibile nascita di gruppi parlamentari legati a Di Maio si ripercuote anche a Napoli, dove è partita l’organizzazione di una formazione in Consiglio comunale collegata al progetto politico del ministro degli Esteri. Secondo fonti qualificate il Movimento Cinque Stelle potrebbe a breve vedere dimezzato il proprio gruppo consiliare, finora composto da sei eletti, con tre consiglieri che passerebbero nella formazione di Di Maio: le indiscrezioni danno in partenza Gennaro Demetrio Paipais, Fiorella Saggese e Flavia Sorrentino. Nel gruppo M5S resterebbero quindi tre consiglieri, il capogruppo Ciro Borriello, Salvatore Flocco e Claudio Cecere. Paipais e Saggese sono considerati legati a Di Maio sin dall’inizio della loro carriera politica nel Movimento, mentre Flavia Sorrentino, che aveva lavorato con il precedente sindaco de Magistris prima di candidarsi con il M5s, è legata politicamente al senatore Vincenzo Presutto, indicato tra coloro che potrebbero aderire in Parlamento al gruppo del ministro degli Esteri.

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