le proposte del movimento

M5S nel loop: dal reddito agli stipendi dei parlamentari, ricette vecchie per una crisi nuova

Cinque Stelle imprigionati nei loro cavalli di battaglia: Grillo torna per rilanciare il reddito universale incondizionato, Crimi e Di Maio ripartono all’assalto della casta

di Manuela Perrone

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Cinque Stelle imprigionati nei loro cavalli di battaglia: Grillo torna per rilanciare il reddito universale incondizionato, Crimi e Di Maio ripartono all’assalto della casta


3' di lettura

Un partito in crisi in mezzo a una crisi senza precedenti: il M5S, pur restando la forza di maggioranza relativa in Parlamento, soffre due volte. Perché, a parte Luigi Di Maio agli Esteri, non ha grande voce in capitolo nella gestione della pandemia, visto che la cabina di regia viaggia soprattutto tra gli uffici di Giuseppe Conte a Palazzo Chigi e quelli dei ministri Roberto Speranza (Leu), Roberto Gualtieri e Francesco Boccia, entrambi del Pd. E soffre perché non riesce a sfornare alcuna proposta politica nuova.

Grillo rilancia il reddito universale
La prova del nove sta nelle due ricette avanzate il 30 marzo. La prima segna il ritorno di Beppe Grillo, ricomparso all’improvviso dopo un rumorosissimo silenzio. «È arrivato il momento di mettere l’uomo al centro e non più il mercato del lavoro», sostiene dal suo blog. «Una società evoluta è quella che permette agli individui di svilupparsi in modo libero, creativo, generando al tempo stesso il proprio sviluppo. Per fare ciò si deve garantire a tutti i cittadini lo stesso livello di partenza: un reddito di base universale, per diritto di nascita, destinato a tutti, dai più poveri ai più ricchi, che vada oltre questa emergenza». Grillo non fa altro che rispolverare la sua proposta storica, peraltro sperimentata in Finlandia con scarso successo. Va oltre il reddito di cittadinanza e il «reddito di emergenza» allo studio del Governo, ma ammette lui stesso che invita i decisori a mettere in pratica ciò che «ripete da anni».

Le coperture? Web tax ed ecotasse
Quanto alle fonti di finanziamento di un reddito di base incondizionato e universale, il comico genovese indica tre strade: la tassazione delle grandi fortune, dei grandi colossi digitali e tecnologici («Mark Zuckerberg, Bill Gates e Elon Musk sono sempre stati a favore del reddito universale»), magari quelle a più alto tasso di automazione; la revisione delle imposte sui redditi da capitale e sulla proprietà intellettuale; le cosiddette «ecotasse», come il Climate Income, con una tassa sui combustibili fossili come carbone, petrolio e gas.

Crimi: dimezzare gli stipendi dei parlamentari
Se Grillo s’aggrappa al reddito universale, il capo politico reggente del Movimento, Vito Crimi, rilancia insieme a Di Maio il dimezzamento degli stipendi dei parlamentari. I Cinque Stelle, afferma Crimi in un video su Facebook, sono pronti ad avanzare la proposta ufficialmente. «Non servono decreti o leggi - assicura Crimi - basta una delibera degli uffici di presidenza, poche ore di seduta per produrre risparmi di 60 milioni l’anno».

Di Maio e il valore del «buon esempio»
Briciole rispetto alla cura miliardaria che servirà per rimettere in sesto il Paese. E infatti Di Maio la mette su un piano più simbolico: «In questa guerra contro il coronavirus tutti stanno facendo sacrifici enormi. E deve valere anche per la politica: deputati e senatori si dimezzino gli stipendi. Il M5S ha già donato 3 milioni di euro per l’emergenza. Il buon esempio vale più di un quintale di parole». Senza nulla togliere al valore del buon esempio, le priorità al momento sono altre. E suona stonato, oltre che solipsistico, soffiare sul fuoco dell’antipolitica in una fase in cui faticosamente ci si aggrappa alla logica dell’unità nazionale.

E Casaleggio intervista economisti
Infine c’è Davide Casaleggio, l’imprenditore della Casaleggio Associati che presiede l’associazione Rousseau. Al Sole 24 Ore aveva consegnato sei suggerimenti per gestire la crisi, tra cui il voto online e gli investimenti sull’ecommerce. In queste ultime settimane si è reinventato giornalista per il blog delle Stelle: prima ha intervistato Jean-Paul Fitoussi, poi Wolfgang Munchau. Ritagliandosi il ruolo di intercettatore degli scenari futuri: in fondo, quello che ha sempre sognato.

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