punita la fronda interna

M5S, i probiviri espellono i senatori De Falco e De Bonis


Se De Falco rischia di abbandonare la nave per colpa di Ischia e della Sicurezza

3' di lettura

Archiviata in extremis la “pratica” della manovra, il collegio dei probiviri del M5S ha espulso dal Movimento il senatore Gregorio De Falco, tra i protagonisti della fronda interna anti-condono a Ischia e contro il Dl sicurezza degli ultimi mesi. Fuori dal Movimento anche il senatore Saverio De Bonis e gli eurodeputati Marco Valli e Giulia Moi. Lo comunica il blog delle Stelle in un post. Per il senatore Lello Ciampolillo il collegio dei probiviri ha invece optato per il richiamo.

Di Maio: tutti sono importanti, nessuno è indispensabile
A spiegare il perchè delle espulsioni ci pensa un tweet firmato dal leader politico del Movimento e vicepremier Luigi Di Maio. «Tutti sono importanti, nessuno è
indispensabile - scrive Di Maio - oggi i probiviri si sono espressi con provvedimenti duri e giusti. Chi non sostiene il contratto di governo è fuori dal Movimento. Il rispetto degli elettori viene prima di tutto». In post su Facebook, lo stesso Di Maio attacca poi chi «crede che per il solo fatto di essere senatore allora sia indispensabile per il Governo e per questo possa trasgredire le regole che ha firmato. Non è così». Noi, sottolinea ribadendo il concetto, « siamo gente seria che rispetta gli impegni presi con i cittadini. Tutti sono importanti, nessuno è indispensabile».

«Gli iscritti al MoVimento 5 Stelle possono essere sottoposti a sanzioni disciplinari per il venir meno dei requisiti di iscrizione e per la violazione dei doveri stabiliti dallo Statuto e dal Codice Etico», si legge nel post, che ricorda le sanzioni disciplinari applicabili: «il richiamo, la sospensione, l'espulsione». Il post dà poi un aggiornamento sulla posizione disciplinare, sempre per dissenso sulla linea politica, di altri quattro senatori M5S: archiviati i procedimenti nei confronti di Matteo Mantero e Virginia La Mura, ancora pendenti quelli che riguardano Elena Fattori e Paola Nugnes.

Colpita la “fonda” interna
La decisione dei provibiri «a fronte di comportamenti contrari alle norme dello Statuto e del Codice Etico, accettato e condiviso da eletti ed iscritti», colpisce dunque l’ex comandante della Capitaneria di porto Gregorio De Falco, già protagonista del soccorso in mare della Costa Concordia, al largo dell'isola del Giglio, in evidenza questo autunno per diverse prese di posizione politiche in aperto dissenso dalla linea ufficiale del M5S. Ed è espulsione anche per Saverio De Bonis, eletto all'uninominale in Basilicata con oltre 123mila preferenze, ugualmente nel mirino perché a novembre non prese parte al voto sul decreto Genova, in polemica come De Falco con i vertici pentastellati per il condono contenuto nel provvedimento. Del gruppo dei frondisti faceva parte anche Lello Ciampolillo, censurato con un semplice richiamo. «Spero che il Movimento corregga questo grave errore perché è un provvedimento sbagliato nel merito, incostituzionale e sanziona l’espressione di opinione e di voto in contrasto con le tutele prestate ai parlamentari dall'articolo 68», ha commentato il senatore De Falco.

Massima sanzione per due europarlamentari
Tra gli espulsi compare poi la ricercatrice ed eurodeputata Giulia Moi, già sanzionata dal Parlamento Ue per presunte molestie a un suo assistente e in passato finita al centro delle polemiche per una questione legata ai rimborsi. L’espusione per Marco Valli, eletto al Parlamento europeo nel 2014 con oltre 21mila preferenze, è invece conseguenza di un’inchiesta del “Sole 24 Ore”, che nel novembre scorso fece luce su una laurea mai ottenuta ma citata nel curriculum di Valli pubblicata sul sito del Parlamento europeo. In seguito Valli si è autosospeso dal Movimento pubblicando sul suo profilo Facebook un post di scuse, cosa che non gli ha evitato però l’epusione per violazione del regolamento interno del M5S.

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