ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùda stasera le “pagelle” dei parlamentari

M5S al restyling: parte la «graticola» per i sottosegretari

di Manuela Perrone


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(ANSA)

2' di lettura

Venti minuti di relazione sull’operato svolto durante il mandato, che sarà registrata, poi le domande dei parlamentari delle commissioni di riferimento, infine questionari valutativi anonimi che finiranno dritti sulla scrivania del capo politico, Luigi Di Maio, e dei direttivi dei gruppi M5S. Parte stasera dalle commissioni Antimafia e Rapporti con il Parlamento (convocate dalle 20, al termine dei lavori d’Aula) la “graticola” per i sottosegretari pentastellati, concessa da Di Maio per accontentare un gruppo scioccato dal tracollo alle europee, che chiede a gran voce di poter dire la sua sul lavoro degli esponenti M5S che siedono nelle poltrone di sottogoverno. Anche per riprendersi dalla batosta e ridare slancio al Movimento, che ha dilapidato in un anno sei milioni di voti.

Tra i primi a relazionare sulla propria attività sarà davanti all’Antimafia Luigi Gaetti, sottosegretario all’Interno, presidente della «Commissione centrale per la definizione e l’applicazione delle speciali misure di protezione», medico, ex vicepresidente nella scorsa legislatura della commissione, finito sotto i riflettori dell’Espresso nei mesi scorsi per aver scelto come principale collaboratore in materia di testimoni e collaboratori di giustizia Giuseppe De Salvo, il capocentro del Sisde di Messina all’epoca delle stragi di mafia degli anni 1992-1993. Curiosità: Gaetti è al suo terzo mandato, perché prima di essere eletto con i Cinque Stelle era stato consigliere comunale della Lega Nord in un Comune della provincia di Mantova.

Per i Rapporti con il Parlamento, invece, finiscono stasera sotto esame Simone Valente e Vincenzo Santangelo, entrambi sottosegretari nel ministero guidato da Riccardo Fraccaro. Domani toccherà agli altri, con le stesse modalità. E Di Maio ha lasciato intendere che una verifica simile potrebbe toccare in futuro anche ai ministri. Nessuno in casa Cinque Stelle conferma che la partita faccia parte di quella più complessiva del rimpasto di Governo, oggetto di confronto con il premier Giuseppe Conte e con la Lega di Matteo Salvini.

Ma la “graticola” darà quasi sicuramente il “la” a un mini-rimpasto interno, già tra la fine di questa settimana e la prossima. Ed è una tessera del più ampio puzzle della riorganizzazione del Movimento. Lo stesso Di Maio ha riconosciuto: «Siamo un po’ vittima della nostra stessa fissazione, per anni abbiamo detto che non dovevamo avere un’organizzazione. Le cose arrivano a me come capo politico e basta, ma un’organizzazione serve». Il restyling contemplerà sia la nascita di una segreteria per temi e dei coordinamenti regionali - per i quali resta in piedi l’idea di un “comitato dei saggi” chiamato a rappresentare tutte le anime del M5S e a guidare il passaggio - sia una revisione dei direttivi di Camera e Senato. In questa legislatura i capigruppo Francesco D’Uva e Stefano Patuanelli (citato tra coloro che potrebbero fare il “salto” al timone del ministero delle Infrastrutture al posto di Danilo Toninelli) sono stati indicati da Di Maio e confermati per acclamazione dall’assemblea congiunta dei gruppi. È toccato a loro nominare gli altri componenti del direttivo di ciascuna Camera. Questo metodo dovrebbe cambiare: si va verso una procedura elettiva e un ricambio quasi totale.

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