MOVIMENTO AL BIVIO

M5S, subito scontro agli Stati generali. Conte: «Grillo è la mente più giovane del movimento». Di Battista: dirigenti genuflessi ai padroni

La kermesse discute delle deroghe alla regola del doppio mandato, della questione della guida collegiale e delle alleanze. Attesa per l’intervento dei big per capire se sarà tregua o se si andrà verso una scissione

di Mariolina Sesto

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La kermesse discute delle deroghe alla regola del doppio mandato, della questione della guida collegiale e delle alleanze. Attesa per l’intervento dei big per capire se sarà tregua o se si andrà verso una scissione


5' di lettura

Scontri e polemiche agli Stati generali del Movimento Cinque stelle. La kermesse, che avvierà un processo che dovrebbe portare prima di Natale alla nuova leadership del Movimento, si è aperta con la defezione di Davide Casaleggio ed è andata avanti con dichiarazioni pungenti. Come quella di Alessandro Di Battista: «Io denigrato da chi si genuflette ai padroni».

Conte: Grillo mente più giovane e curiosa del movimento

«É un rammarico non aver mai conosciuto Gianroberto Casaleggio. Con Grillo invece ci sentiamo spesso, rimane la mente più giovane e curiosa del Movimento», ha detto il premier Giuseppe Conte agli Stati Generali del M5S. «Gli Stati Generali - ha detto - sono un momento importante, confrontatevi apertamente, anche in modo vivace. É comprensibile che le varie sensibilità al vostro interno possono esprimere posizioni diverse, ma queste sono una ricchezza». E ha detto che «non bisogna mai perdere il contatto con la gente, non come entità astratta, ma come persone in carne e ossa». Il M5S, ha sottolineato, è la più importante novità politica degli ultimi anni: «Siete nati da un’intuizione, avete attuato un progetto che molti ritenevano visionario, finanche velleitario, è invece avete rappresentato la più importante novità della vita politica di questi anni».

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L’attacco di Di Battista ai governisti

«Mi hanno diffamato, hanno screditato il mio lavoro abituati evidentemente a ex-parlamentari che si fanno piazzare nelle partecipate di Stato. Hanno provato a irridere le posizioni politiche che io e migliaia di altre persone abbiamo preso e l'hanno fatto coloro che l'unica posizione che conoscono è la genuflessione davanti ai loro padroni. Non ho fatto altro che fare proposte e denunce, ho parlato solo di temi, di identità» scrive Di Battista su Fb. «Credo nel Movimento, nei suoi valori, nella sua identità e sono convinto che prendere posizioni nette, dure, ribadire le nostre regole e rafforzare, con inflessibilità, la linea della “pulizia etica” delle Istituzioni sia il solo modo per dare futuro al Movimento e al Paese». Poi chiede di pubblicare i voti con i quali sono stati eletti i 30 big delegati a parlare al congresso, incluso lui stesso: «Si pubblichino i voti che ciascuno dei 30 delegati nazionali ha ottenuto. Perché è giusto conoscere il peso specifico delle idee di coloro che sono stati scelti e per smetterla una volta per tutte di definire “dissidenti” coloro che, su molti aspetti, hanno il solo torto di non aver cambiato opinione». Nel suo intervento ha precisato: «Governare, che è il mio obiettivo, sempre, altrimenti non mi sarei fatto il 'mazzo' da non candidato, deve essere il mezzo con cui risolvere i problemi, non il fine».

Crimi: «Stati generali non per dividere»

Il reggente Crimi cerca di gettare acqua sul fuoco dello scontro fra le correnti: «Noi vogliamo valorizzare gli argomenti, le motivazioni che stanno alla base delle posizioni, se facessimo un dibattito tra posizioni non ne verremmo fuori. Se cerchiamo di capire le motivazioni e le argomentazioni, magari scopriamo che sono uguali ed è più facile trovare un percorso unitario. Lo scopo di questi Stati Generali non è dividere, non è capire chi sta con chi. Lo scopo è trovare un percorso unitario». Il Movimento 5 stelle, ha detto Crimi, «ripudia il finanziamento pubblico ai partiti e conferma la necessità di finanziarsi con i contributi volontari dei cittadini e dei portavoce».

Fico, il capo politico sia organo collegiale nazionale

«Dobbiamo cambiare l’organizzazione per adattarla a quello che siamo ora. Il capo politico deve essere un organo collegiale nazionale che rappresenti tutti e faccia sintesi. Lo stesso a livello territoriale, superando il team del futuro», ha detto Roberto Fico, presidente della Camera ed esponente del Movimento 5 stelle parlando all'assemblea plenaria degli Stati generali del Movimento. Ha sottolineato che il Movimento «ha la responsabilità di gestire questa fase delicatissima e serve essere coesi per affrontare sfide davvero epocali. Deve restare una forza autonoma con il proprio programma e la propria linea. Mai subalterna. Questo però non vuol dire essere autosufficienti. Dobbiamo fare rete con altre forze politiche dove c'è possibilità di convergenza. Serve proseguire il confronto con il centrosinistra con cui siamo al governo e condividiamo un'agenda da portare avanti, anche a livello amministrativo, dove sarà possibile».

Di Maio: «Proporre legge su nomine, pulite e trasparenti»

«Sulle nomine non capisco perché dobbiamo farci del male da soli. Non è un dibattito interno al Movimento, noi siamo al governo. Facciamo subito una legge pubblica che preveda candidature pulite e trasparenti e combattiamo per questo. E lo stesso vale per la sanità e le nomine dei direttori sanitari», ha detto Luigi Di Maio agli Stati Generali del M5S. «É necessario superare le ambiguità in ambito internazionale - ha sottolineato - ed entrare in una grande famiglia europea»..

Davide Casaleggio non partecipa agli Stati Generali M5S

Con un duro post su Facebook, nella priam giornata del congresso, sabato 14 novembre, Casaleggio ha preso le distanze dall'evento. «Alcuni giornali si interrogano sulla mia eventuale presenza agli Stati Generali del Movimento 5 Stelle. Ho ricevuto ieri l'invito a partecipare nella discussione di domenica. Ho deciso di declinare perché ritengo che se ci sono delle regole di ingaggio, queste debbano essere rispettate» ha spiegato il presidente dell'Associazione Rousseau. «Le persone che dibatteranno dei nostri valori dovrebbero in primis aver rispettato le regole che abbiamo oggi. Non vorrei che si arrivi al paradosso che a scrivere le regole siano anche coloro che per primi non le rispettano. Probabilmente tutto ciò potrebbe dare l'integritá e la trasparenza che merita questo percorso» ha aggiunto.

Buffagni: «Rialzare la testa, essere responsabili e non arrendevoli»

«É un momento difficile per il M5S come per il Paese. Bisogna restare uniti e fare le cose insieme. Per farlo bisogna rialzare la testa, essere responsabili e non arrendevoli. Dobbiamo tornare a parlare chiaro, con semplicità alle persone non essere arroccati nelle torri di avorio. Bisogna discutere di politica e di soluzioni perché la politica è soluzioni. Il M5S deve avere tre priorità: il lavoro che passa da Pmi e sviluppo sostenibile e sociale e innovativo; sanità a trazione pubblica; sicurezza nella quotidianità>, ha detto il vice ministro al Mise Stefano Buffagni agli Stati Generali.

Il programma degli Stati generali

Ai 3 tavoli (Regole e principi, Organizzazione e Agenda politica) conclusivi degli Stati Generali, prenderanno parte 305 rappresentanti scelti dai territori collegati su Zoom. Nel corso del primo tavolo si discuterà il tema delle deroghe alla regola del doppio mandato, che non è stata messa in discussione e non sarà sottoposta a voto (ma ci sono tra le opzioni degli aggiustamenti, tra cui un terzo mandato per meriti speciali previa votazione favorevole su Rousseau). Poi verrà affrontata la questione della guida collegiale. In particolare bisognerà decidere come eleggere il direttorio, se con nomi singoli o liste contrapposte. Infine saranno discussi il rapporto con la piattaforma Rousseau e il nodo delle alleanze politiche sui territori. Alle15.30 del 15 novembre comincerà il dibattito con gli interventi dei 30 superdelegati e il saluto del presidente Conte.

La lotta per la leadership

Alla fine dovrebbe prevalere l’idea di affidare la leadership a un organo collegiale di 7-9 persone con un primus inter pares. A scontrarsi in queste ore è l’ala governista (e favorevole all’alleanza con il Pd) del Movimento che fa capo al ministro degli Esteri Luigi Di Maio e quella “movimentista” (e contraria ad accordi con i dem) capeggiata da Alessandro Di Battista. Quest’ultimo ha attaccato con forza la decisione di non rendere noto quanti voti ha ricevuto ciascuno dei 30 relatori scelti per partecipare al dibattito della seconda giornata di Stati generali (il 15 novrembre). Quanto a Di Maio, si è tenuto fuori dall’organizzazione degli Stati generali e si terrà fuori anche dal direttorio se Di Battista deciderà di farsi da parte per ora. Ma per capire come proseguirà questa lunga partita bisognerà attendere l’intervento di questi big alla seconda giornata della kermesse. Solo allora si capiù se nel Movimento scatterà la tregua o se si imboccherà la strada della scissione.

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