le dinamiche nel movimento

M5s, torna l’asse Di Maio-Di Battista sulla linea di governo

Luigi Di Maio lancia l’offensiva “movimentista” dentro al governo e chiama di nuovo al suo fianco Alessandro Di Battista, dopo mesi in cui il 'frontman' di tante battaglie del M5s aveva fatto il suo passo di lato

di An.Ga.


M5s, Conte: "Movimento e' in fase di transizione, diamogli tempo"

2' di lettura

Dalla richiesta di modifiche al meccanismo europeo di stabilità, alla difesa a oltranza della riforma della prescrizione alla battaglia per la revoca della concessione ad Autostrade, Luigi Di Maio lancia l’offensiva “movimentista” dentro al governo e chiama di nuovo al suo fianco Alessandro Di Battista. Dopo mesi in cui il 'frontman' di tante battaglie del M5s aveva fatto il suo passo di lato, Di Battista esce allo scoperto e mette le carte in tavola sulla nuova strategia pentastellata. «Io penso che il Movimento debba alzare il tiro su determinati temi - incalza - come la giustizia, il Mes e le fondazioni dei partiti. Luigi Di Maio lo sta facendo e io sono dalla sua parte, lo sostengo in questa linea».

M5s partito di «lotta e di governo»
Il tutto mentre Di Maio spiega di non temere effetti sull’esecutivo: «Non c'è alcuna volontà di far cadere il Governo - spiega - c'è invece tutta la volontà di portarlo avanti per realizzare le cose che servono all’Italia». Il leader M5s insomma, intende 'approfittare' dell’attività di governo per portare avanti le sue battaglie, contando sul ruolo del Pd e del premier Giuseppe Conte in termini di stabilità. E giocando invece la parte recitata dalla Lega nel Conte-1 della forza politica di “lotta e di governo”. Sarebbe una «sciocchezza», precisa infatti il capo politico M5s, parlare di un «avvicinamento tra me e Alessandro Di Battista riferito ad una
volontà di riportare il momento a destra».

La battaglia sui valori pentastellati
Non è quello che ha chiesto Beppe Grillo a Luigi Di Maio dopo la 'sconfessione' della rete alla sua linea sulle regionali. Grillo si è fatto “garante” del dialogo con il Pd ma proprio il responso degli iscritti sul voto in Emilia Romagna e Calabria ha convinto i 5 Stelle che la strada da seguire deve essere quella della battaglia sui valori pentastellati. Dunque: «nessun passo indietro sulla prescrizione», «avanti sulla revoca della concessione ad Autostrade» e con la «legge sul conflitto di interessi», «il Mes deve essere migliorato», «recupero delle tasse non pagate dalla Chiesa” e «mai con De Luca in Campania» dicono, sostanzialmente all'unisono i due «dioscuri».

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