imprimatur dei vertici

M5S, tregua con gli ortodossi: Lombardi benedetta per il Lazio, Di Maio per Palazzo Chigi

di Manuela Perrone

(ANSA)

2' di lettura

Beppe Grillo e Roberta Lombardi sono tornati ad amarsi, come dimostra inequivocabilmente la foto dei due di ieri all'Hotel Forum postata dalla deputata e la citazione di Goethe: “Qualunque cosa tu possa fare o sognare di fare, incominciala! L'audacia ha in sé genio, potere e magia”. La pax con l'ala ortodossa passa per la benedizione della candidatura di Lombardi a candidata governatrice del Lazio alle regionali del 2018, prudentemente coperta dalla solita frase di circostanza: deciderà la rete.

Stop alle polemiche interne
Ma l'imprimatur dei vertici, ormai sempre più spesso a Roma, ha anche un altro significato: ora basta polemiche e veleni, si lavori pancia a terra. Senza più intralciare - è il sottotesto - la cavalcata del leader dei pragmatici, Luigi Di Maio, verso la candidatura a premier per il M5S. Anche quella da far ratificare alla rete, a settembre, prima di Italia 5 Stelle, la kermesse annuale che si va organizzando in questi giorni.

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Rivincita sulla Raggi
Sullo sfondo restano i guai della Capitale, le inchieste su Virginia Raggi per le nomine e l'atteso rinvio a giudizio della sindaca. Che non cambierà le carte in tavola ma ha raffreddato ulteriormente il clima tra Milano, Genova e Roma. Lombardi e i suoi, per nulla teneri con Raggi sin dalle prime mosse, si stanno prendendo la loro rivincita. E la vittoria del Movimento alle comunali di Guidonia e Ardea ha rafforzato l'idea che nel Lazio i Cinque Stelle tengono grazie al super attivismo degli ortodossi sul territorio e non per i (de)meriti della giunta romana.

Di Battista in Sicilia: ci interessa un popolo che alza la testa

Attesa per le regionarie in Sicilia
Intanto si aspettano per oggi i risultati delle regionarie in Sicilia (657 nomi per entrare nella lista dei 62 candidati M5S), complicati dalla presenza di Giacomo Sampieri, ex manager dell'ospedale Villa Sofia di Palermo coinvolto per truffa nell'inchiesta su Matteo Tutino. Se è stato votato sarà cancellato per assenza dei requisiti, come ha spiegato il possibile candidato governatore Giancarlo Cancelleri: “Bisognava consegnare c’era il certificato penale e i carichi pendenti. La bellezza di questo metodo è proprio che se dichiari il falso vieni immediatamente sbugiardato”. Metodo che potrebbe essere esportato per le parlamentarie: tra le altre condizioni per correre, oltre all’iscrizione al Movimento dal 2009 e la partecipazione almeno una volta alle votazioni sulla piattaforma Rousseau, c’è l’obbligo di assenza di sanzioni disciplinari dei probiviri, che mette nelle mani del collegi contro i dissidenti l'arma potentemente dissuasiva della non ricandidatura. Il voto è stato diviso per collegi, corrispondenti alle Province.

Funzione “Call to action” per Rousseau
Rousseau, con la nuova funzione Call to action per ricondurre al vertice le iniziative dei meetup, si conferma il cuore operativo del M5S. Stamattina è stata annullata la conferenza stampa sulla piattaforma di Davide Casaleggio, Roberto Fico e Alessandro Di Battista. Ma la bandiera della democrazia diretta continua a sventolare. Insieme agli altri due vessilli che terranno banco nei prossimi mesi: il pugno duro sui migranti, ritenuto decisivo anche per vincere in Sicilia, e la lotta al Fiscal Compact per dare battaglia all’Europa. Versione di euroscetticismo meno dirompente del “no euro” ostentato fino a poco tempo fa.

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