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Ma nei centri svuotati presto nuovi marchi

Le high street vedranno nuovi brand. I negozi sotto casa fidelizzano i clienti

di Laura Cavestri

Le high street vedranno nuovi brand. I negozi sotto casa fidelizzano i clienti


2' di lettura

«Io vedo l’andamento del retail come un fenomeno a V. Tanto ha sofferto ed è sceso, per fatturato, con i due lockdown che abbiamo attraversato. Tanto sarà ampio il balzo verso la ripresa. Certo, non tutti ce la faranno. Avranno la forza e le risorse per superare questo periodo. Non tutti resisteranno. Ma chi lo farà, poi vivrà una vera e propria stagione di “revenge shopping”».

Ne è convinto Eugenio Amati, co-founder (assieme a Damian Safdie e Andrea Di Cave ) di Edares, advisor specializzato nella ricerca e selezione di location commerciali per i più grandi brand internazionali.

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Del resto, lo si è visto 2 settimane fa a Roma. L’apertura di un nuovo centro commerciale a Roma – e la presenza, all’interno, di un marchio del fast fashion al debutto in Italia – sono bastati per creare assembramenti ed entusiasmo.

E dal suo particolare punto di osservazione, Amati conferma: «Non è venuta meno la domanda di shopping. Si è solo spostata, adeguata alla nuova condizione. Ad esempio, è vero che i centri storici di Roma, Milano, Firenze o Venezia soffrono moltissimo. Ma perchè le grandi firme erano vetrine per i turisti internazionali, che non arrivano da mesi. Lì è il blocco del turismo ad aver bloccato il retail. Mentre gli italiani, che lavorano quasi o maggiormente da casa, “da remoto”, e non possono spostarsi neppure nel weekend, hanno iniziato a vivere molto di più e meglio il quartiere. Non ne beneficia solo il supermarket di prossimità. Ma anche i piccoli negozi, gli artigiani e i servizi, dalla sartoria alla lavanderia». L’evidenza è confermata dalla disponibilità di locali commerciali nelle high street delle grandi città, con spazi in locazione a Roma tra Piazza di Spagna, via del Babbuino e via Condotti. Su Milano, Amati conferma che 2-4 disponibilità di spazi ci sono attualmente in Corso Vittorio Emanuele e 4-5 sono tra via Montenapoleone e via della Spiga.

«Non si era mai visto prima -ammette il fondatore di Edares – perchè i grandi brand internazionali qui si mettono in fila per anni per uno spazio. Quello che accadrà però non sarà una “desertificazione”. Ci sarà una sostituzione di brand in alcune vie. Tanti marchi internazionali, ad esempio, che hanno risorse per resistere alla crisi, stanno approfittando di questo periodo per investire e riposizionarsi. Lo dimostra il fatto c he da marzo abbiamo chiuso diversi deal importanti su Bologna, Venezia, Firenze, Roma e Milano».

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