politica 2.0

Ma conte non lascia la scena ai due sfidanti

di Lina Palmerini


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2' di lettura

Ieri sera, nell’ora del duello televisivo, a spezzare il ritmo del botta e risposta tra Salvini e Renzi apparivano di tanto in tanto i titoli con le dichiarazioni di Conte. Il premier era in visita a Tirana ma a quanto pare non ha rinunciato a parlare, anche diffusamente, della manovra, del suo Governo, dei prossimi obiettivi, perfino delle elezioni in Umbria. Insomma, mentre i due sfidanti si azzannavano su chi avesse sbagliato di più su tasse o sbarchi, mentre Renzi strapazzava il Capitano sulle ferie d’agosto e il leader della Lega lo accusava di creare partitini, si è infilato nel duello pure Conte. Come chi non vuole lasciare la scena libera e perdere il primo piano, il premier ha puntellato la serata con qualche frase a effetto, magari meno effervescente di quelle sentite dai due leader-istrioni, ma assolutamente pertinenti con i temi del confronto-scontro Tv. «Salvini manifesta contro le tasse? Gli suggerisco di festeggiare perché non ci sono aumenti». E subito dopo: «Sull'immigrazione è stato un bluff, sta compiendo molti falli di frustrazione», ha detto attaccando la politica degli slogan e ricordando che sui rimpatri l’ex ministro degli Interni ha fatto poco o nulla.

Una mossa abile quella di parlare “sopra” al grande evento televisivo creando quasi lo stesso effetto che si produce quando c’è un’interferenza in una telefonata e si sente una terza voce.

E così si è sentita quella del premier che non ha risparmiato nemmeno Renzi. Lo ha un po’ strattonato sull’abbassamento del tetto al contante, capitolo su cui Italia Viva ha aperto un fronte con la maggioranza, dicendogli che non può sfilarsi dalla battaglia contro l’evasione e non stare dalla parte degli onesti. Guarda caso era proprio questo il tema su cui Salvini e l’ex premier avevano invece trovato un punto in comune, tra tanti di dissenso. Ecco, diciamo che pur stando a Tirana, il presidente del Consiglio è riuscito a mettere un piede - o forse due - nello studio televisivo di Porta a Porta non lasciando soli i due “Matteo” a gareggiare con le rispettive leadership ma facendo il terzo incomodo. In effetti è come lo vedono sia Salvini che Renzi. Entrambi infatti hanno tutto l’interesse a confrontarsi con un Governo in affanno e soprattutto a indebolire un premier che non va così male nei sondaggi e che si sta ritagliando un suo spazio politico (e di potere) grazie anche alle difficoltà dei 5 Stelle. Un intralcio per i due che per quanto possano litigare, un bersaglio in comune lo trovano proprio nel premier.

E lui ne appare ben consapevole. È vero però che lo aspettano alcuni tornanti importanti, il primo di questi è l’appuntamento al Copasir la prossima settimana sul Russiagate e subito dopo ci sarà il voto in Umbria che arriva proprio mentre la legge di bilancio comincerà il suo iter in Parlamento. Se alle turbolenze dei partiti è abituato, lo è meno quando coinvolgono la sua persona. E la vicenda dei servizi italiani è la prima che lo vede come bersaglio politico.

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