mephisto waltz

Ma il diavolo non lo sapeva


2' di lettura

 La scorsa settimana, lo ricordate?, stava in estasi all’ascolto di un LP di Horowitz (1903-1989) the last romantic, interprete divino - ovviamente pagano - dello Studio op.8 n.12 di Scriabin. Eccolo ora, invece, mentre smanettando sul gigantesco computer d’antan, a vapore, coevo dell’Enigma di Alan Touring, strabuzza occhi e orecchie mentre su You Tube ritrova di tutto e di più, video e audio dei più grandi interpreti conosciuti in passato. La diavoleria tecnica lo tramortisce. Con la Argerich vestita coi colori del Friedrich Gulda degli ultimi anni, una nonna dalla grande chioma grigia da strega, sugli occhi il ciuffo ribelle che scosta con un guizzo della mano, quasi girasse una pagina di spartito, anche nei momenti più audaci del Capriccio, Partita n.2 BWV 826 di Bach. Ineguagliabile, irresistibile, come una cinquantina d’anni prima nella Toccata op. 7 di Schumann (1836) il massimo della difficoltà prima dei trascendentali di Liszt: ragazzina di 19 anni in competizione con l’interpretazione di Horowitz, che pareva inarrivabile. O di leggerezza angelica (di quelli che stanno lassù) nella Sonata K141 di Scarlatti, malgrado le micidiali note ribattute. Un click. Ed ecco la “Kamarinskaya” di Glinka (1842) arrangiata dal Red Army Ensemble con una inverosimile balalaika solista, The Osipov State Russian Folk Orchestra con 8 balalaike all’unisono, nella miglior tradizione sovietica (1940). Al nostro non par vero a questo punto di buttarsi in una sulfurea squatting dance, in sintonia con i vulcanici danzatori della  Dance of the Cossacks (1965) e poi assieme ai Virsky negli Hopak solos: altro che Cirque du Soleil. Click, un altro swipe, e vede e ascolta il divino Art Tatum (1909-1956)  in “Devine Madness” (1943), Anthology of inhuman stride, tutta in un fiato, o il video rarissimo di “Yesterday”. Click click. Ecco la chitarra magica di Joe Pass in “Ain’t Misbehavin” di Fats Waller e poi Louis Armstrong in “Dinah” (1933). Naufragar gli è dolce in questo mare (Leopardi,1819). Stop, con uno scrollone, getta un’occhiata alle news odierne. Ed ecco le sardine, che simpatiche pensa, condividendo il giudizio di Giuliano Ferrara. Poi: mah. Che ci fanno in questo mare politico così inquinato, sono di destra o di sinistra? E scopre la vera novità: non sguazzano contro il governo ma contro l’opposizione. In un mondo capovolto, la prima mondiale reazione di popolo, capovolta. Mossa di propaganda inattesa, del tutto satanica, a superare ogni precedente, dal perfido Goebbels all’astuto Marchionne. Parce sepultis.

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