Rapporto EY

M&A, le imprese dell’area fanno gola agli investitori esteri

Rallentano fusioni e acquisizioni all'interno del tessuto produttivo ma crescono le operazioni dei big stranieri Ferrero conferma la strategia con deal per 1,7 miliardi di dollari

di Filomena Greco

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Acquario di Genova e Lurisia sono stati tra i protagonisti di operazioni di M&A o finanziarie nel 2019

Rallentano fusioni e acquisizioni all'interno del tessuto produttivo ma crescono le operazioni dei big stranieri Ferrero conferma la strategia con deal per 1,7 miliardi di dollari


4' di lettura

In frenata la dinamica del Merger & Acquisition nelle regioni di NordOvest. Lo rivela lo studio di EY sul numero di operazioni registrate l’anno scorso nel tessuto produttivo dell’area. Sono state in totale 63 le acquisizioni contro le 79 registrate nel corso del 2018. Un calo del 20%, superiore a quello registrato in media in Italia. In prima linea il settore consumer, a cominciare dall’agroalimentare, e l’industrial, con 19 investitori stranieri che hanno acquisito quote o società intere contro le 10 operazioni fatte da aziende del territorio verso società estere. Anche nel corso del 2019 la Ferrero di Alba ha portato avanti la sua politica di crescita attraverso le acquisizioni. Tre i deal chiusi per un valore complessivo di quasi 1,7 miliardi di dollari, a cominciare dall’acquisizione del business biscotti di Kellog Company, della spagnola Comaker specializzata nella produzione di gelati fino all’accordo con l’americana Campbell Soup Company per l’acquisizione di Kelsen, marchio iconico di biscotti. Una delle operazioni più note che ha riguardato un’azienda piemontese è stata l’acquisizione di Lurisia – acque minerali e bedande, realtà nata in seno a Eataly – da parte del gigante Coca Cola. Mentre tra le prime operazioni del 2020 c’è l’acquisizione da parte del gruppo Panealba-Campiello, produttore e distributore di prodotti da forno di proprietà della famiglia Tesio, del produttore di biscotti toscano Artebianca Natura e Tradizione.

Operazioni in campo
Nella lista di operazioni figurano aziende che hanno siglato accordi consistenti dal punto di vista economico per rafforzare le filiere. È il caso dell’acquisizione della Ferrero Mangimi, azienda delle Langhe con 220 milioni di euro di fatturato, specializzata nella produzione di alimenti zootecnici, da parte del Gruppo Chiola, azienda della provincia di Cuneo leader nella produzione e nell’ingrasso dei suini per i circuiti Dop Parma e San Daniele. Un’operazione che genera un volume d’affari complessivo per circa 400 milioni e punta a completare la filiera, dalla macellazione alla vendita della carne.

Due le vicende industriali che hanno tenuto con il fiato sospeso operatori economici e mondo sindacale, si tratta di Pernigotti e Alessi. Lunga la vicenda del brand italiano del cioccolato, in capo al gruppo turco Toksoz: dopo l’annuncio di licenziamento per gli oltre cento addetti dello stabilimento di Novi Ligure, ha avviato un complesso iter per la reindustrializzazione del sito produttivo che si è concluso nell’autunno scorso con la desisione, da parte della proprietà, di cedere il ramo d’azienda dei gelati a Optima – leader nel settore – e di mantenere la produzione di cioccolato, praline e torrone nello stabilimento piemontese. A risolvere la crisi industriale del Gruppo Alessi di Omegna è arrivata la liquidità del fondo inglese Oakley Capital che ha acquisito il 40% del capitale dello storico brand di design accessori.

Nuovi assetti societari
Nel corso del 2019 Costa Edutainment, gruppo ligure che gestisce l’Acquario di Genova e vanta una forte specializzazione nell’edutainment, con 11 strutture gestite e tre milioni di visitatori all’anno, ha registrato l’ingresso nel capitale del colosso Oaktree Capital Management, attraverso il suo fondo di private equity europeo: con un investimento di 40 milioni controlla il 40% del gruppo.

Nuovi assetti societari anche nell’ambito delle concessionarie autostradali, in particolare in capo al Gruppo Gavio: Astm e Sias hanno acquisito una partecipazione pari al 31,7% detenuta dal Gruppo Mattioda in Ativa, società concessionaria dell'autostrada A5 Torino– Ivrea–Quincinetto, per un valore di poco inferiore ai 50 milioni, inoltre sempre le due società hanno rilevato sempre da Mattioda una quota pari al 10,19% di Sitaf (54 milioni) concessionaria del Traforo autostradale del Frejus e dell’A32 Torino-Bardonecchia. Una vicenda che resta aperta e rimette in primo piano il tema della maggioranza, pubblica o provata della società, alla luce della decisione del Consiglio di Stato di annullare i provvedimenti con cui il Comune di Torino aveva ceduto ad Anas, tra 2014 e 2016, la propria partecipazione azionaria nella società. Una quota del 10,6% che aveva permesso ad Anas di acquisire la maggioranza e che ora riapre i giochi.

Il GruppoOakley Capital ha acquisito il 40% della Alessi, brand storico del Made in Italy

Investitori esteri
Tre le acquisizioni nell’area NordOvest da parte di società francesi, a cominciare dal colosso Pernaud Ricard che ha acquisito la Malfy, produttore di Moncalieri di gin. Altre tre operazioni fanno capo agli Stati Uniti, con il fondo Platinum Equity che ha acquisito – prima operazione in Italia – il gruppo ligure De Wave, specializzato nel refitting e la progettazione di cabine, servizi igienici, aree pubbliche e aree catering di navi di grandi dimensioni. Per 30 milioni la statunitense Agile Sports Technologies ha acquisitol’ex start-up di Chiavari Wyscout, specializzata nell’analisi dei dati del mondo del calcio. Di matrice teedesca l’acquisizione della controllata italiana del gruppo Tekfor da parte della Mutares AG.

Operazioni finanziarie
Sono 5 le società del NordOvest che hanno scelto di finanziare la propria crescita attraverso il mercato dei capitali: gli yacth della San Lorenzo di La Spezia hanno debuttato nel mercato telematico azionario (Star) mentre hanno scelto l’Aim, dedicato alle Pmi, la torinese Pattern (fashion), la genovese Gismondi 1754 (Gioielli), Fos (consulenza) e la novarese Matica Fintec. Quotazioni che hanno generato una raccolta, sotto forma di aumento di capitale, per 148 milioni di euro, 221 milioni in totale, comunque in netta crescita rispetto ai 3,5 milioni di euro raccolti nel 2018.

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