STUDENT HOUSING

Ma nel mondo le transazioni toccano i 9 miliardi (Usa esclusi)

Il report annuale di Bonard sul settore sottolinea che le residenze per studenti, grazie alla buona redditività, continuano a essere nella “top 4” delle preferenze degli investitori. In Europa servono 1 milione di letti in due anni e mezzo

di Evelina Marchesini

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Il report annuale di Bonard sul settore sottolinea che le residenze per studenti, grazie alla buona redditività, continuano a essere nella “top 4” delle preferenze degli investitori. In Europa servono 1 milione di letti in due anni e mezzo


3' di lettura

Un anno record, il 2019, per lo student housing a livello mondiale e il 2020 promette di superare tale record. Le transazioni internazionali riguardanti il settore delle residenze per studenti hanno infatti superato i 9 miliardi di euro, escludendo da questo conteggio gli Stati Uniti. Lo rileva lo “Student housing market report” di Bonard, leader degli studi di settore a livello globale che Il Sole 24 Ore è in grado di anticipare per l’Italia. E dato che il numero degli studenti nel mondo cresce a un ritmo più veloce rispetto allo sviluppo di immobili da destinare allo student housing, questa asset class di investimento resta tra le “top 4” degli investitori internazionali per tutto il 2020.

I numeri
Secondo il report di Bonard, nel 2019 lo student housing è stato uno dei settori clou nel radar degli investitori e sono state concluse 105 transazioni per un totale superiore ai 9 miliardi di euro tra Australia, Europa continentale e Regno Unito. A spingere l’interesse, gli elevati rendimenti, compresi tra il 3,7% e il 6% a seconda dei Paesi. Le maggiori transazioni di singoli portafogli sono state quelle di Atira, Liberty Living e Urbanest. «La domanda è guidata dalla crescita costante degli studenti internazionali e della loro mobilità – spiega Samuel Vetrak, Ceo di Bonard – pari, per l’Europa continentale, a un aumento del 4,3% all'anno. La domanda non solo cresce più velocemente dell'offerta, in più non dipende dall’andamento congiunturale, rendendo quello delle residenze per studenti un'asset class anti-ciclica e alimentando dunque un forte interesse da parte degli investitori internazionali».

Considerando anche gli Stati Uniti, il settore delle residenze per studenti è passato da un volume globale di investimenti di 900 milioni di euro nel 2009 a 17,4 miliardi a fine 2018.
Finora il settore ha visto il coinvolgimento di oltre 700 società. Nel 2019, considerando solo l’Europa e il Regno Unito, sono stati portati a termine 142 progetti per un totale di 43.655 posti letto. «Questa asset class è andata via via maturando in termini di trasparenza, rendimenti e liquidità – continua Vetrak – così da coinvolgere sempre più investitori e operatori specializzati del settore».

Le prospettive
«Lo student housing continuerà a performare molto bene nel 2020 – dice Vetrak – sia in termini di investimenti, sia di sviluppo».
La pipeline europea prevede 338 progetti privati per 130.678 letti in Europa continentale e Regno Unito nei prossimi due anni e mezzo, senza considerare altri 320 progetti già annunciati, per un totale di 91.636 letti, che ancora non hanno una scadenza precisa. «Il 2020 ha ampi spazi di crescita – dice ancora Vetrak – e ci aspettiamo un aumento sia dei volumi sia dei portafogli». Degli attuali 107 portafogli di residenze per studenti in Europa, 82 hanno meno di 5mila letti, lasciando spazio anche ai fenomeni di consolidamento.

All’interno dell’Europa, le migliori prospettive sono quelle dell’area continentale, dato che il Regno Unito sembra già vicino ai target. Per arrivare ai livelli di saturazione del mercato inglesi, l’Europa continentale ha ancora bisogno di almeno un milione di letti, tutti da sviluppare. «Ecco perché gli investitori stanno valutando diverse opportunità – conclude Vetrak – di nuovi concetti, come il co-living o i progetti ibridi».

Quello che gli studenti vogliono
Secondo ricerche condotte da Bonard su migliaia di studenti, risulta che i giovani universitari preferiscono le strutture con molti “plus”, come aree comuni e servizi, piuttosto che camere più grandi. Le maggiori richieste si concentrano sulle stanze-lavanderie, locali per studiare, cucine comuni, giardini e palestre. Insomma, amenità che servono fondamentalmente anche per socializzare.

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