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Ma quale Coronavirus? Se volete capire le mosse della Bce guardate la Svezia

La Riksbank ha già riazzerato i tassi, se arriveranno buone notizie dall’economia aumenterà anche la pressione dei falchi su Lagarde

di Maximilian Cellino

Che cosa sono i coronavirus

La Riksbank ha già riazzerato i tassi, se arriveranno buone notizie dall’economia aumenterà anche la pressione dei falchi su Lagarde


3' di lettura

Ma quale coronavirus? Se volete capire come si comporterà la Banca centrale europea nei prossimi mesi è forse meglio dare un’occhiata a ciò che avviene in Svezia, piuttosto che in Cina. La provocazione arriva da Jim Leaviss, il capo del team obbligazionario di M&G investments, incontrato da Il Sole 24 Ore a Milano nei giorni scorsi e si basa su un ragionamento piuttosto semplice. La Riksbank, la banca centrale di Stoccolma , si è infatti mossa controtendenza da un anno a questa parte, tornando a rialzare i tassi negativi per riportarli a zero. Se i risultati economici dovessero darle ragione aumenterebbe anche di conseguenza la pressione sul presidente Christine Lagarde per normalizzare la politica monetaria della Bce.

Una scommessa divergente per gli svedesi
Confrontando i grafici il dato salta in effetti subito agli occhi: era il 20 dicembre 2018 quando la Riksbank è tornata ad aumentare il tasso Repo (quello di rifinanziamento bancario) da -0,50% a -0,25% , una mossa bissata esattamente un anno dopo, alla fine del 2019 quando il costo del denaro è tornato a zero dopo quasi tre anni di tassi negativi. Parallelamente il rendimento sui depositi bancari (quello che la Bce ha invece ridotto da -0,40% a -0,50% lo scorso settembre e che potrebbe ancora ritoccare al ribasso) è risalito in Svezia addirittura da -1,25% a -0,10 per cento.

Bce vittima della «sindrome di Stoccolma»
Ed è proprio su questa divergenza che potrebbe concentrarsi la contesa sul terreno dell’Eurotower, a maggior ragione perché la Bce è impegnata entro fine anno in una revisione delle linee strategiche con cui conduce la propria politica monetaria. «Se la Svezia mostrerà segnali di rafforzamento economico di qui ai prossimi mesi sarà gioco facile per i falchi sostenere che i tassi negativi sono il segnale che le cose non vanno bene e alzarli indica invece il contrario, mettendo così molta più pressione sul board, se non altro per una ragione psicologica», avverte Leaviss, suggerendo in questa evenienza di «comprare euro e vendere bond europei perché probabilmente i rendimenti saranno destinati a crescere nel corso dell’anno». Più che del coronavirus, insomma, occorrerebbe preoccuparsi semmai della «sindrome di Stoccolma».

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Il timone passa dalla Banche centrali alla politica
Più in generale, parlando del 2020 e accostandolo all’anno appena concluso, il gestore di M&G prende atto di come si sia passati da un periodo in cui i mercati e il loro andamento sono stati dominati dalle decisioni delle Banche centrali (tutte di marca espansiva e inaspettate all’inizio del 2019) a uno in cui il testimone rischia di passare in mano ad altri elementi. Il tema politico, soprattutto, con la volata per la Casa Bianca iniziata ufficialmente ieri con le primarie democratiche nello stato dello Iowa a condizionare inevitabilmente i listini azionari e obbligazionari.

Coronavirus? Lunga vita ai bond
«Tutto questo si tradurrà inevitabilmente in una volatilità superiore a quella che si è registrata durante il 2019, che del resto era stata davvero minima», osserva ancora Leaviss, che invita a essere selettivi quando si tratta di investire sul reddito fisso. «L’obbligazionario offre ancora molte aree che possono essere scelte in chiave difensiva in questo periodo, in particolare titoli governativi di buona qualità oppure bond in divise sottovalutate come lo yen», indica il gestore. E se il coronavirus dovesse frenare l’economia globale e non soltanto quella cinese o asiatica, avverte Leaviss, la conseguenza più logica per i mercati sarebbe «lunga vita ai bond»!

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    Maximilian CellinoRedattore

    Luogo: Milano

    Lingue parlate: italiano, inglese, tedesco

    Argomenti: Mercati finanziari, politiche monetarie, risparmio gestito, investimenti, fonti alternative di finanziamento, regolamento del sistema finanziario

    Premi: Premio State Street 2017 per il giornalista dell'anno - Categoria Innovazione

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