DOPO 30 anni

Ma sull’Aeroporto arriva il primo sì alla nuova pista

di S.Pi.

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Flash mob. Manifestazione, il 28 gennaio, del comitato per il si alla nuova pista dell’aeroporto di Firenze


3' di lettura

Arriva il via libera urbanistico al progetto di potenziamento dell’aeroporto di Firenze, atteso da più di 30 anni: la costruzione di una nuova pista di volo lunga 2.400 metri parallela all’autostrada A11, più sicura e performante dell’attuale (che sarà smantellata), e l’ampliamento dell’aerostazione, per un investimento di circa 350 milioni di euro sostenuto dalla società di gestione Toscana Aeroporti.

L’ultimo sì – che ora apre la porta agli espropri dei terreni e ai cantieri – è stato espresso ieri dalla conferenza dei servizi convocata a Roma con la partecipazione di 38 soggetti tra ministeri, amministrazioni locali, enti e privati. Tutti hanno espresso parere positivo, eccetto i Comuni di Sesto Fiorentino, Campi Bisenzio e Prato. Il risultato non era scontato, dopo che nei mesi scorsi il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli (M5s) aveva più volte puntato il dito contro l’opera e, da ultimo, minacciato di dimezzare i finanziamenti pubblici previsti e di dirottarli sull’aeroporto di Pisa.

Proprio quella dei finanziamenti è la partita che resta da chiarire: Toscana Aeroporti, società quotata a Milano, controllata al 62% dalla Corporacion America Italia della famiglia argentina Eurnekian, ha sempre invocato la norma europea che prevede, per gli aeroporti con meno di tre milioni di passeggeri com’è oggi quello di Firenze-Peretola, un contributo pubblico fino al 50% dell’investimento. La somma su cui la società finora ha contato è 150 milioni, di cui 50 stanziati dal decreto Sblocca Italia (governo Renzi) e 100 milioni previsti nel bilancio di Enac, l’ente nazionale dell'aviazione civile. Ora si tratterà di capire se questi soldi sono confermati. Ieri i consiglieri regionali M5S della Toscana hanno annunciato tagli. «I 50 milioni dello Sblocca Italia verranno utilizzati per la riqualificazione di Peretola come city airport – hanno detto – mentre i restanti 100 milioni saranno quasi esclusivamente impiegati per il potenziamento del Galilei di Pisa». E hanno evocato la revisione del piano nazionale aeroporti che arriverà «in tempi brevi» e che potrebbe rimettere «tutto in gioco». Anche il ministro Toninelli ha messo le mani avanti: «La conferenza dei servizi ha deciso solo gli aspetti urbanistici, adesso spetta alla politica decidere quale strada intraprendere». Al M5S ha risposto il presidente toscano Enrico Rossi: «Voglio arrivare al risultato, e il risultato è che non si sottraggano investimenti alla Toscana», ha detto.

Ma la querelle sui finanziamenti pubblici non è riuscita ad offuscare la soddisfazione di Firenze per il via libera alla nuova pista, accolto come una liberazione da imprese, sindacati (eccetto una parte della Cgil, contraria) e istituzioni, protagonisti negli ultimi tempi di una grande mobilitazione per sbloccare l’opera anche attraverso il comitato “Sì Aeroporto”.

«La pista doterà la città e l’intera Toscana di un’infrastruttura strategica per rispondere alla domanda inevasa di traffico aereo e per risolvere gli attuali limiti strutturali», ha affermato il presidente di Toscana Aeroporti, Marco Carrai, riferendosi a nebbia e vento che oggi causano il dirottamento di centinaia di voli. Con la nuova pista è previsto un incremento di passeggeri dai 2,7 milioni del 2018 a 4,5 e un aumento di oltre duemila posti di lavoro diretti e 8.400 indiretti (fonte Aci Europe). La sola fase di cantiere creerà almeno 350 posti di lavoro.

«Gioia» per un risultato che è «il frutto di un lavoro di squadra» è stata espressa dal presidente di Confindustria Firenze, Luigi Salvadori, mentre per il sindaco Dario Nardella «adesso la strada è segnata: la Toscana avrà finalmente un sistema aeroportuale all’altezza grazie all’integrazione degli scali di Pisa e Firenze».

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