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Prima della Scala con Macbeth, ovazione per Mattarella: il pubblico chiede il «bis»

Undici minuti di applausi, un successo per l’opera diretta da un controllato Riccardo Chailly che rifugge ogni enfasi come sarebbe piaciuto a Verdi

di Stefano Biolchini

Scala, i sei minuti di applausi al presidente Mattarella

4' di lettura

«Chissà se per il presidente Sergio Mattarella sarà la sua ultima Prima da Presidente» si domandava il sindaco di Milano Giuseppe Sala a poche ore dal debutto del “Macbeth” di Giuseppe Verdi. Milano dalla Scala ha risposto con un lunghissimo applauso. Il capo dello Stato è stato infatti accolto da un caloroso battimani di quasi 5 minuti mentre in sala le grida erano di “bis, bis”. Poi il direttore Riccardo Chailly (superbamente ineccepibile nel controllo “abbadiano”, rifugge ogni enfasi o effetto e punta tutto sulle sfumature, anche minime, che Verdi avrebbe molto apprezzato, mettendo al sicuro il continuum di tensione drammatica ), bacchetta in alto ad omaggiare il presidente della Repubblica, ha diretto l’Inno per dare il via alle note dell’opera, che vedono per sua scelta la versione con morte in scena del protagonista (“Mal per me che m’affidai”) e l’interpretazione del meglio delle star internazionali (con tutto quel che ne consegue...) per questo ritorno alla normalità del Teatro milanese. Viva il Teatro ritrovato, viva Verdi e viva il suo direttore! Non si puo’ che partir da qui nel racconto di questa serata memorabile che si è conclusa con 11 minuti di applausi.

Scala, i sei minuti di applausi al presidente Mattarella

I protagonisti

Protagonisti dell’opera il “super-baritono” Luca Salsi (inappuntabile al fraseggio, controllatissimo in un ruolo per lui ristretto, impeccabile, prova attoriale compresa) e la stella internazionale dei soprano, la russa Anna Netrebko, (in crescendo dopo la cavatina, anche se forzata nella mimica e nella necessaria - e per lei quanto mai faticosa ricerca di “scuro” - riscattata però alla prova del sonnambulismo ) nei panni della terribile e spietata Lady Macbeth. Il tenore genovese Francesco Meli è invece un Macduff controllato e dal giusto colore, perfetto. Al basso Ildar Abdrazakov il ruolo di Banco (bravo, bravo! Null’altro che ciò, è stato il migliore). “All’opra” le streghe in coro “bollono” un ottimo orrido “brodo”. Prova superata con lode per Alberto Malazzi che prende l’eredità di Bruno Casoni. L’orchestra ancora una volta, e lo si ripete ben volentieri, con la direzione di Chailly è al suo meglio!

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Con “Otello” e “Falstaff” Macbeth è il terzo titolo del catalogo shakespeariano di Giuseppe Verdi, e venne rappresentato per la prima volta al Teatro alla Pergola di Firenze nel 1847. Quanto alla regia, il Piermarini ancora una volta - ed è la quarta - si affida a Davide Livermore che parla di un grande Macbeth distopico che è un “grande spettacolo anche per chi guarda le dirette da casa” e “guardare all’oscuro è sempre fondamentale per ogni società”. La sua regia, strizzando l’occhio alla diretta televisiva si fa descrittiva più che speculativa, ma è un peccato doveroso. Le vedute su palazzi e architetture milanesi convincono appieno, ma il pubblico non sembra capire e gli unici buu sono per lui. Ha osato tecnologicamente al massimo, peccato non sia stato compreso! Quanto alle coreografie di Daniel Ezralow è meritata promozione.

Scala, prima del Macbeth: sei minuti di applausi per Mattarella

Scala, prima del Macbeth: sei minuti di applausi per Mattarella

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Per questa prima di San’Ambrogio oltre al presidente presenti al suo fianco nel palco reale la figlia Laura Mattarella, la presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, il Ministro della Cultura Dario Franceschini (“tutto il mondo della cultura e della musica guarda all’Italia, a Milano e alla Scala. È importante che questa serata dimostri che si può fare ripartire la cultura in sicurezza”, è stato il suo commento) con la moglie e il sindaco di Milano,Beppe Sala, a far gli onori di casa. Tra i vip in sala lo stilista Giorgio Armani, che ha omaggiato il teatro con la decorazione di 10 mila rose e tremila orchidee, e che si è detto “molto felice, la Scala è parte nostra, è parte di Milano e di tutti i milanesi e quindi la riapertura di questo bellissimo teatro ci riempie di gioia e anche il fatto che tutto riparta in sicurezza”. “E’ bello tornare alla Scala per la Prima” è stato invece il commento del presidente di Mediaset, Fedele Confalonieri. Per il mondo della finanza e dell’economia, presenti anche Pier Carlo Padoan e Andrea Orcel, presidente e ceo di UniCredit, Gabriele Galateri di Genola, presidente di Generali, il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, il presidente di Abi, Antonio Patuelli, l’ex ad di Intesa Sanpaolo, Enrico Cucchiani, Giovanni Bazoli. E ancora, la senatrice a vita Liliana Segre, la stilista Lella Curiel

Poi, segno dei tempi, la presenza del virologo Roberto Burioni. “Vengo spesso ma è la mia prima Prima. Se la gente si vaccina c’è spazio per essere ottimisti. La mia presenza è segno di grande ottimismo” ha detto al suo arrivo.

Tra gli artisti Placido Domingo, Francesco Vezzoli, l’attore Dylan Sprouse, Serena Gamberoni, i cantanti Cesare Cremonini e Manuel Agnelli.

Quanto all’emergenza Covid il sovrintendente del Teatro alla Scala, Dominique Meyer, rassicura: “Abbiamo fatto tutto quello che dovevamo fare in sicurezza, siamo molto attenti a proteggere sia la salute dei dipendenti sia quella degli spettatori. Se la gente si comporta seriamente e con disciplina come ha fatto finora, allora possiamo essere ottimisti”.

Proteste

Immancabili come sempre le proteste. Alcune decine di persone si sono riunite in piazza della Scala dove sono stati esplosi fuochi d’artificio. Ci sono il Cub e gli antagonisti del centro sociale Cantiere che con una sfilata e lunghi cori inneggiano a sostegno della “tassazione contro i ricchi”. La gestione della pandemia del governo Draghi, il clima, cancellare i brevetti, il sistema di tassazione sono gli obiettivi delle contestazioni. In piazza anche un antagonista travestito da drago.


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