SCUOLA

Macchinari e nuove tecnologie, alla Camerana s’impara il lavoro

Il direttore Pilone: abbiamo tassi di occupazione vicini al cento per cento perché i corsi nascono da esigenze reali espresse dalle aziende. Presto il trasferimento nell'area Mirafiori vicino al Politecnico

di Filomena Greco

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Sul territorio. La Scuola Camerana di Torino nasce negli anni Cinquanta come Scuola dei mestieri. Oggi offre tre tipologie di corsi: le lezioni serali e i corsi diurni

3' di lettura

Una scuola-fabbrica, per formare tecnici e operatori preziosi per il settore manifatturiero. La Scuola Camerana di Torino ha più di sessant’anni di età ma vive una seconda giovinezza grazie al lavoro che in Piemonte si sta facendo sulla formazione tecnica, a partire dalle Fondazioni Its fino alle lauree professionalizzanti del Politecnico di Torino.

La Scuola dei mestieri

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Nata sui terreni degli ex Orti Fiat come Scuola dei mestieri in pieno boom economico, su iniziativa dell’Unione industriale di Torino e dell’Amma, oggi la Scuola Camerana conta in media 350 iscritti ai corsi istituzionali cofinanziati dal Fondo Sociale Europeo e almeno 5mila passaggi all’anno, sulle diverse proposte a disposizione. L’idea originaria era quella di creare una scuola che formasse le persone che poi dovevano andare a lavorare in fabbrica. Una scuola dotata di impianti e macchinari veri, con i capimastro a fare da insegnanti. «Il modello in realtà non è cambiato – racconta Sigfrido Pilone, direttore della Scuola Camerana – tanto che quando nel 2008 sono nati gli Its la scelta è stata quella di ricalcare un modello vincente come quello della Scuola Camerana, con insegnanti che arrivavano dal mondo del lavoro e con una offerta formativa che prendesse le mosse dai fabbisogni delle aziende».

Quello che invece negli anni è cambiato è il fatto che prima a pagare per le attività di formazione erano Unione industriale e Amma, con i corsi aperti solo ai dipendenti delle aziende associate, mentre oggi si tratta di attività aperte a tutti. Nella compagine sociale della Scuola Camerana c’è anche la Camera di commercio di Torino ed i corsi vengono cofinanziati con risorse del Fondo Sociale Europeo. Tutto questo accanto a proposte formative a richiesta organizzate per singole aziende. «I nostri ragazzi – racconta Pilone, che è direttore anche dell’ITS Aerospazio/Meccatronica del Piemonte – sono maggiorenni, la Camerana è una agenzia formativa riconosciuta, che scelgono di investire su se stessi e sulla propria crescita professionale in ambito tecnico».

Le tecnologie e i corsi

A rivolgersi alla Scuola Camerana sono i singoli ma anche e soprattutto le aziende, per rispondere ad esigenze formative particolari legate a nuove tecnologie o riconversioni produttive. Oltre tremila metri quadri di struttura con macchinari che coprono la gamma delle principali tecnologie manifatturiere, dalla saldatura alle lavorazioni meccaniche tradizionali e quelle a controllo numerico, la manutenzione elettro-elettronica, la progettazione in CAD e CAM, fino all’Additive Manifacturing in plastica, metallo e resina. «Siamo a tutti gli effetti una fabbrica che però non fattura – spiega Pilone – quello che produciamo sono persone con competenze tecniche e professionali migliori». Alla base della storia della Scuola Camerana c’è quello che Sigfrido Pilone chiama un Patto sociale: garantire lavoro alle persone e garantire alle aziende persone ben formate.

In media i corsi serali, prevalentemente seguiti da chi ha già una occupazione e deve qualificarsi o fare reskilling, contano 250 iscritti, un centinaio invece segue i corsi diurni, finalizzati a favorire l’occupazione. «Abbiamo tassi di occupazione vicini al cento per cento – aggiunge Pilone – perché i corsi nascono da esigenze reali espresse dalle aziende. I ragazzi frequentano al mattino e poi grazie agli stage riescono a inserirsi nel mondo del lavoro». La Scuola Camerana poi organizza corsi su richiesta delle aziende legati ad esempio alla sicurezza oppure allo sviluppo di competenze tecniche particolari o percorsi di upskilling. «La logica – aggiunge Pilone – è che proprio i più giovani che seguono i nostri corsi possano essere driver di sviluppo per le stesse aziende e portare innovazione tecnologica».

Capitale umano e fabbrica

Il focus della Scuola Camerana resta il capitale umano e la capacità di implementare le competenze professionali individuali. «I nostri ragazzi perdono il lavoro come lo perdono tutti ma difficilmente diventano disoccupati, ritrovano impiego più facilmente grazie al loro bagaglio di competenze» racconta il direttore.

Scuola Camerana è tra i soci fondatori dell’ITS Aerospazio/Meccatronica del Piemonte presieduto da Stefano Serra. «In futuro la Scuola Camerana si trasferirà nelle aree TNE di Mirafiori accanto all’Its e alle strutture del Politecnico con cui collaboriamo strettamente e creare sinergie ancora più forti, finalizzate a formare tecnici che lavorino insieme agli ingegneri». L’augurio è che Camerana possa crescere ancora per supportare lo sviluppo manifatturiero del Piemonte, una regione che ha tassi di disoccupazione più alti rispetto alla media del Nord Italia ma dove è spesso difficile trovare i profili professionali necessari alla imprese. «C’è stato un allontanamento progressivo – spiega Pilone – dalle materie Stem e dalla fabbrica, che negli anni è cambiata moltissimo come ambiente di lavoro, ma spesso le famiglie tendono a scoraggiare i figli dalla possibilità di formarsi e cercare un lavoro nel settore manifatturiero. Servirebbe un “Masterchef” dedicato al lavoro in fabbrica».

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