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Macchine agricole, il fatturato supera gli 11 miliardi

Inaugurato sul web tridimensionale il salone internazionale Eima. L’Italia nonostante la pandemia si conferma il terzo principale attore mondiale del settore

di Ilaria Vesentini

(Fotolia)

2' di lettura

«Dopo tanti mesi di crisi sul nostro settore è tornato il sereno». Sono parole di ottimismo quelle con cui il presidente di FederUnacoma, Alessandro Malavolti, conclude il suo discorso per lanciare EDP-Eima Digital Preview, la prima esposizione digitale dedicata all’agromeccanica – saltato e rinviato alla seconda metà del 2021 il salone internazionale Eima in programma nei padiglioni di BolognaFiere – che si inaugura oggi su piattaforma web tridimensionale dedicata e che per cinque giorni ospiterà 1.100 aziende con vetrine virtuali, 37 delegazioni estere, con 120 appuntamenti in calendario e oltre 18mila visitatori-utenti già iscritti da 130 Paesi.

Un intervento, quello dell’imprenditore reggiano dal 2017 alla guida dei 300 costruttori italiani di macchine agricole, che getta luce sul brillante recupero registrato dal settore dopo il primo lockdown e il timore che la nuova emergenza sanitaria torni a soffocare i segnali di ripresa.Sulla scia della resilienza dell’agricoltura (i prezzi dei prodotti alimentari sono aumentati del 6% a ottobre su base annua, quantità e listini dei cereali stanno correndo e trainando i redditi delle aziende agricole), la meccanizzazione inanella segni positivi: +14,7% le immatricolazioni di trattori negli Usa nei primi nove mesi del 2020 (219mila macchine), +4,7% in India (mercato da 544mila trattrici), +7,7% in Germania, ma anche in Canada (+8,9%).

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L’Italia, nonostante l’obsoleto parco macchine, fa ancora i conti con immatricolazioni in calo dell’11,8% a fine ottobre (anno su anno), «ma dopo il crollo della domanda in primavera, con un -24% in aprile – sottolinea il presidente – già da giugno abbiamo iniziato a recuperare arrivando a un +20,7% lo scorso mese». I costruttori Made in Italy si confermano tra i primi tre produttori al mondo e si preparano a chiudere un’annata decisamente migliore di quella del resto della metalmeccanica tricolore, con oltre 11 miliardi di euro di fatturato, per i due terzi legato all’export: 7,6 miliardi di euro tra trattrici e macchine agricole (-3,9%), 2,7 miliardi con la componentistica (-2,1%) e 850 milioni di ricavi con le macchine da giardinaggio, reduci da un exploit del +9%. A fronte del -20% della metalmeccanica italiana complessivamente intesa e del -35% dei veicoli industriali.

«La recrudescenza dell'epidemia – rimarca il presidente – rischia di frenare il nostro settore non solo in Italia ma in tutta Europa, dove i dati del “barometro” Cema (la nostra associazione europea), vedeva crescere l’indice di fiducia dei costruttori. E sempre in ottobre una specifica indagine condotta da noi di FederUnacoma sugli espositori di Eima confermava le attese positive, con il 29% delle aziende che vedeva una crescita del fatturato a fine anno rispetto al 2019 a fronte di un 32% del campione con prospettive stabili». Covid a parte, «ci dobbiamo preparare a una regionalizzazione dell’economia, dopo l’epoca globale, e a cambiare quindi approccio andando a presidiare i mercati più interessanti. Non basta più esportare», conclude Malavolti.

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