Dl Fisco

Auto usate, la targa straniera diventa spia dell’evasione

Le nuove disposizioni del Dl Fisco, con particolare attenzione all’acquisto, da parte di privati, di automobili usate provenienti dall’estero

di Ivan Cimmarusti


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2' di lettura

Sull’acquisto da parte di privati di automobili usate dall’estero c’è «l’obbligo di preventiva verifica dell’agenzia dell’Entrate» anche se non è previsto il versamento dell’Iva con F24. La novità è contenuta nel Dl Fisco, che ha l’obiettivo dichiarato di arginare possibili frodi nel commercio dall’estero di autoveicoli. Una stretta nel contrasto all’evasione dell’Imposta sul valore aggiunto, che ha già portato la Guardia di finanza a individuare numerosi casi di irregolarità.

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L’esclusione del pagamento dell’Iva viene verificata dall’Agenzia. La norma introduce il comma 9 bis all’articolo 1 del decreto-legge 3 ottobre 2006, n. 262, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2006, n. 286, dopo il comma 9. In particolare si legge che «la sussistenza delle condizioni di esclusione del versamento mediante modello F24 (…) viene verificata dall’agenzia delle Entrate. Con provvedimento del Direttore dell’Agenzia sono stabiliti i termini e le modalità della verifica. Gli esiti del controllo sono trasmessi al Dipartimento per i trasporti».

La norma equipara gli acquisti compiuti da soggetti titolari di partita Iva e quelli compiuti direttamente dai consumatori finali. In particolare, è inserita la verifica preventiva anche per i privati che acquistano mezzi fiscalmente usati in altri paesi dell’Unione europea.

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I piani operativi già svolti dalla Guardia di finanza sul fronte delle grandi evasioni hanno affinato le strategie per arginare le frodi. Azioni che si inseriscono nel Piano triennale antievasione, con un giro di vite anche sulle concessionarie di autoveicoli.

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A fare da apripista sono state le analisi di rischio messe a punto da agenzia delle Entrate e Fiamme gialle alla base di una strategia di aggressione agli illeciti in materia tributaria. L’intelligence si sta focalizzando su quelle attività produttive che, stando ai riscontri, sono a maggiore rischio di evasione dell’Iva.

Per i veicoli acquistati dall’estero si deve saldare l’Iva, pena l’impossibilità di immatricolare il veicolo. È nelle pieghe dei documenti depositati alla Motorizzazione civile che ci possono essere delle spie di evasione dell'imposta sul valore aggiunto.

I piani operativi già svolti dalla Guardia di finanza sul fronte delle grandi evasioni hanno affinato le strategie per arginare le frodi. Azioni che si inseriscono nel Piano triennale

Secondo modelli investigativi messi a punto, i concessionari potrebbero attuare uno stratagemma per non versare l’Iva: fanno risultare l’acquisto come svolto direttamente da un soggetto privato, il quale dichiara in sede di immatricolazione del veicolo che ha già pagato l’Iva nel Paese di provenienza del mezzo. Si tratta di operazioni truffaldine che consentono una totale evasione dell'imposta.

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