Piano povertà da 8 miliardi

Macron annuncia il reddito universale entro il 2020. Piano povertà da 8 miliardi

di Redazione online

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(Reuters)


2' di lettura

Il presidente francese, Emmanuel Macron, ha annunciato l'introduzione di un «reddito universale di attività» entro il 2020. La misura, che punta a garantire che tutti possano «vivere degnamente», è stata illustrata nel quadro del nuovo piano anti-povertà di 8 miliardi in quattro anni presentato oggi dal leader francese. Un piano che va dall’aiuto alle madri che tornano al lavoro al lavoro, impiego, aiuti sociali, alloggi con priorità alle madri con bambini, colazione a scuola per i bimbi che vivono nella aree povere del paese; scuola dell’obbligo fino ai 18 anni o in alternativa tirocini.

Nove milioni di francesi, cioè il 14% della popolazione, vivono in povertà, un terzo di questi sono bambini ma quello che più salta agli occhi di questo annuncio è che «il presidente dei ricchi» - così lo chiamano i suoi oppositori - lancia un piano anti-povertà. Non una negazione di se stesso comunque una misura che richiama il reddito di cittadinanza dei Cinquestelle a cui Macron si contrappone in Europa e in particolare alle prossime europee del 2019.

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«Con una legge nel 2020, creeremo un “reddito universale di attività” per permettere ad ognuno di vivere in modo decente», ha annunciato il presidente della Francia, precisando che sarà un reddito «universale perché ognuno potrà pretenderlo non appena i suoi redditi passeranno al di sotto di una certa soglia».

Per Macron, sarà «semplice, equo e trasparente. Metteremo insieme il maggior numero di prestazioni sociali affinché si possa finalmente fornire una risposta unica per garantire che la gente viva degnamente». Ma il reddito di cittadinanza in salsa francese è anche un modo di riaccedere rapidamente al mondo del lavoro: un contratto con impegni e responsabilità reciproci, corredato da «diritti e doveri supplementari» ha precisato il presidente. Ogni beneficiario dovrà infatti iscriversi in un «percorso di inserimento in cui sarà impossibile rifiutare oltre due offerte ragionevoli di lavoro» ha concluso.

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